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Didattica. Difficoltà della materia e metodo di insegnamento non possono impedire la bocciatura

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Il TAR di Brescia ha respinto il ricorso di uno studente di un liceo scientifico non ammesso agli esami di maturità causa valutazione negativa in matematica e fisica.

Lo studente aveva riportato risultati negativi in tutte e due le materie in tutto l’anno scolastico, oltre ad aver fatto numerose assenze che avevano ostacolato il raggiungimento di un livello di preparazione accettabile.

Lo studente ha impuganto davanti al TAR il verbale dello scrutinio finale del consiglio di classe, evidenziando che le sue difficoltà erano da ricondurre al “metodo adottato dal professore di matematica”, il cui programma sarebbe stato “corposo e di difficile assimilazione”.

I giudici amministrativi hanno bocciato in maniera netta il ricorso, perché non possono sindacare le valutazioni discrezionali effettuate dai docenti, che derivano da competenze che sono solo da essi possedute.

Impossibile anche giudicare il metodo di insegnamento del docente, che non assume nessun rilievo secondo i giudici, in quanto “la natura “ostica” della materia è correlata alla naturale e obbiettiva difficoltà che la stessa comporta nell’offerta formativa di un liceo scientifico”, dovendo l’alunno confrontarsi con il livello standard di insegnamento del liceo, secondo la specifica programmazione indicata nell’offerta formativa.

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