Didattica a distanza, Whatsapp, Google ed email sono gli strumenti più utilizzati per la comunicazione

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L’Indire ha realizzato un approfondimento sulle pratiche didattiche durante il lockdown. Si tratta del risultato del lavoro portato avanti da un gruppo di ricercatori Indire a partire da giugno 2020.

Durante il periodo di didattica a distanza molti docenti hanno spesso utilizzato i canali comunicativi che meglio si prestavano alle loro esigenze didattiche e al loro specifico target di apprendenti, talvolta anche superando le regole relative alla privacy e al trattamento dei dati sensibili, soprattutto nel caso di studenti minorenni.

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Un caso molto interessante – segnala l’Indire – è quello che emerge dall’uso di Whatsapp come applicazione tecnologica maggiormente utilizzata durante il lockdown: il 61.7% dei rispondenti ha, infatti, dichiarato di avere utilizzato questa applicazione.

RAPPORTO

Si tratta di un dato molto elevato, soprattutto se confrontato con il 77.6% delle risposte riportate in riferimento all’uso del registro elettronico, lo strumento “ufficiale” per eccellenza utilizzato dalla scuola anche precedentemente il lockdown e ovviamente potenziato durante il periodo dell’emergenza sanitaria.

I contenuti della didattica a distanza provenienti da fonti informali registrano percentuali progressivamente crescenti dalla scuola dell’infanzia (2.2%) alla scuola primaria (11.8%), alla scuola secondaria di primo grado (12.7%), fino ad arrivare ad una percentuale abbastanza elevata (19%) nella scuola secondaria di secondo grado, se confrontata con il 28.6% registrato dal libro di testo per lo stesso grado di scuola.

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