Didattica a distanza, un periodo di proficue sperimentazioni. Lettera

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inviata da Prof. Di Lonardo Carlo –  Gentilissima redazione di Orizzontescuola.it,  sono un docente di diritto ed economia, lavoro in un Liceo della provincia di Modena, ho pensato di scrivervi per portare la testimonianza delle mie lezioni ai tempi del Covid-19.

In questi giorni, leggendo sui vari siti che trattano di temi scolastici, mi sono imbattuto in articoli non sempre edificanti sulla didattica a distanza.
Per quanto mi riguarda, pur preferendo e sperando quanto prima di ritornare in classe, luogo naturale delle lezioni e dell’apprendimento, durante questo periodo sono nati importanti esperimenti di didattica alternativa a quella usuale.

Ad esempio attraverso l’attualizzazione degli argomenti trattati con la mia materia, gli studenti hanno calato gli apprendimenti giuridici ed economici nell’analisi delle questioni inerenti il coronavirus, tutto con l’ausilio di presentazioni multimediali.

Gli studenti in pratica si sono cimentati a predisporre delle progettualità con le diverse applicazioni didattiche a disposizione, analizzando la situazione che stiamo vivendo sia dal punto di vista normativo che economico.

Hanno parlato della situazione economica soffermandosi sulla riconversione di diverse aziende italiane, che hanno iniziato a produrre mascherine, si sono soffermati sulla situazione delle importazioni ed esportazioni , sulla crisi del settore del turismo.

Importanti sono state le schede preparate che smascherano le fake news e le truffe legate al coronavirus.

Dal punto di vista normativo hanno messo sotto la lente d’ingrandimento il decreto legge n.22 dell’8 aprile 2020, rendendolo di facile comprensione attraverso la realizzazione di un’ infografica che ha evidenziato le misure sulla conclusione dell’anno scolastico, soffermandosi sullo svolgimento degli esami di Stato, e le questioni inerenti l’avvio del prossimo anno scolastico, per quanto riguarda lo svolgimento dei recuperi delle carenze negli apprendimenti a settembre.

Attraverso questo sperimentare di didattiche innovative, l’opacità, l’asetticità e quindi la mancanza di quell’interazione umana che si ha nell’ambiente fisico di un’aula, ha lasciato spazio alla creatività e all’innovazione di una didattica che finora non sempre è stata al passo con i tempi.

Di questo periodo, quindi, voglio dire che non tutto è perduto, ma rappresenta un banco di prova nella sperimentazione di nuove metodologie didattiche dell’apprendimento, dove la partecipazione passiva, che può essere scontata in una didattica a distanza, può lasciare spazio con l’utilizzo di applicazioni multimediali a una forte interazione tra docenti ed alunni, quest’ultimi coscienti della straordinarietà del momento che viviamo, ma nello stesso tempo pronti a fare la propria parte se messi nelle condizioni di dare sfogo alla propria creatività, con l’utilizzo di strumenti vicini al loro mondo da internauti.

Intanto, concludo, con l’auspicio che quanto prima si passi dalla chiusura sic et simpliciter della scuola, ad un piano ministeriale per l’avvio in sicurezza del prossimo anno scolastico, facendo tesoro di tutte le difficoltà emerse nella scuola in questo periodo e puntando sull’innovazione di tutto il sistema scolastico, visto che la maggior parte dei docenti e degli studenti sono pronti a collaborare.

In definitiva ci si aspetta quel “piano marshall” che non c’è mai stato per l’istruzione italiana, da anni la cenerentola europea per investimenti.

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