Didattica a distanza tra luci e ombre: 1 studente su 3 segue le lezioni in pigiama

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La didattica a distanza da oltre un mese è tornata protagonista delle giornate degli studenti, specialmente dei più grandi. Il portale Skuola.net ha scoperto, attraverso la voce di 3mila alunni delle scuole superiori, cosa è accaduto durante le lezioni tramite piattaforme digitali.

La scuola a distanza non è ancora vista alla pari delle lezioni in aula, tanto è vero che quasi 1 su 3 ammette tranquillamente di seguire rimanendo comodamente in pigiama. A loro si aggiunge un 57% che non arriva a questi estremi ma si veste comunque ‘da casa’ (con tuta o abiti comodi). Solo 1 su 10 dice che si prepara, più o meno, come se dovesse uscire.

Il fatto di non essere controllati ‘a vista’ dai professori, però, invoglia parecchi studenti anche a usare la tecnologia a modo loro: più di 6 su 10 confessano che, almeno una volta, hanno risposto presente all’appello del docente ma poi hanno spento microfono e telecamera per fare i propri comodi. Per quasi 1 su 10, tra l’altro, questa è un’usanza frequente.

Forse perché sanno di poterla fare sempre franca, dato che praticamente nessuno ha avuto conseguenze disciplinari. Anzi, quando è successo, in oltre 8 casi su 10 il docente di turno non si è proprio accorto di nulla.

Altro tema controverso sin dall’inizio è stato quello della dotazione tecnologica: disponibilità di dispositivi personali per svolgere la Dad da un lato, quantità e qualità della connessione per il collegamento dall’altra. Qui i due aspetti, nel tempo, hanno avuto un destino differente. Attualmente, infatti, circa 9 ragazzi su 10 hanno un computer o un tablet personale (il 10% lo deve dividere con gli altri componenti della famiglia, appena il 3% non ne ha neanche uno in casa).

Lo stesso non si può dire per la connessione: ancora oggi, meno di 4 su 10 dicono di avere un collegamento veloce, stabile e senza limiti di traffico. Il 30% ha una connessione lenta, il 17% ha i giga limitati, il 12% ha problemi su entrambi i fronti.

Il passaggio brusco dalle attività in presenza a quella ‘da remoto’, a scuola come al lavoro, ha spesso mostrato anche le difficoltà delle famiglie nell’organizzare gli spazi di casa in modo da permettere a tutti di avere una postazione adeguata.

Il 68% dei ragazzi segue le lezioni in una stanza separata dal resto della casa (cameretta o studio) e un altro 18% ha uno spazio tutto suo seppur in un ambiente comune (soggiorno, cucina); solamente poco più di 1 su 10 deve adattarsi giorno per giorno.

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