Didattica a distanza, stressiamo alunni fingendo una falsa normalità! Lettera

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Inviato da insegnante Eliana Di Prima –  È già notte, le giornate passano in fretta a dispetto di quanto tutti dicono di questa quarantena da COVID-19, disquisendo del Tempo ritrovato, del Tempo superfluo, del Tempo sprecato.

Purtroppo questi, sono tutti aggettivi che al mio concetto di Tempo non posso permettermi di applicare.

In uno spazio e in un tempo ormai sempre più stretti sono una Insegnante, sono una Musicista, sono una Mamma, sono una Moglie, sono una Figlia e vi confesso che le 24 ore di un giorno sembrano essersi ridotte piuttosto, non moltiplicate.

Chi ha a che fare con la Didattica a Distanza in questi giorni può comprendere benissimo quello di cui sto parlando.
Si, perché chi si trova a vivere la scuola da “utente fruitore di un servizio” non sa che dalla notte alla mattina del 9 Marzo 2020 la nostra vita da Docenti è stata radicalmente stravolta.

Tutto ciò che le nostre scuole avevano solo lontanamente osato immaginare, è stato trasformato in realtà: piattaforme, gsuite, classroom, DAD, RE, Video conferenze, webinar, videolezioni, fibra, giga, hardware, software, privacy…e chi più ne ha più ne metta!

Così una mattina, ancora assonnati, indossando una comoda felpa sul pigiama, brindando alla nostra libertà, sorseggiando il caffè ancora fumante, abbiamo iniziato ad avere nostalgia di quelle classi le cui pareti erano ricoperte di cartelloni variopinti, di quelle finestre con le grate da cui il sole si intravedeva a quadretti, di quei banchi sudici di vita, della nostra sedia scomoda e sgangherata, del nostro armadietto stretto e mai troppo capiente, della nostra cattedra e del suo cassetto sempre disordinato…fino a renderci conto, giorno dopo giorno, che forse…non li avremmo più rivisti per molto tempo ancora.

Quand’è però esattamente, che ognuno di noi ha perso di vista il punto focale del nostro Essere Docente? Chi può ricordarne il momento esatto? Chi può riconoscere nitidamente il senso di fallimento che avrebbe dovuto assalirci ?
Nessuno! perché tutti noi siamo stati trascinati in un vortice del “riempire”, del “compilare”, del “sostituire”….senza possibilità di replica alcuna, salvo poi scoprire che era solo “volontariato”.

Siamo stati catapultati dentro un’isteria collettiva del “dover fare”, con la presunzione di un iper-controllo di tutto, quando l’unica cosa che sarebbe davvero servita ai nostri ragazzi era curare l’ “Essere”.  Da settimane ormai, stiamo trasferendo sui ragazzi, più o meno consapevolmente, la frustrazione di una situazione che, seppur adulti, non sappiamo gestire… diciamoci la verità!

La ratio della DAD era di non far perdere la quotidianità ai nostri alunni, e invece siamo presto giunti all’estremo opposto: li stressiamo fingendo una falsa “normalità” completamente disgiunta da una realtà che è palesemente anormale!

Quanto invece, sarebbe stato molto più proficuo fermarci a riflettere sul profondo senso della nostra “missione” di educatori, che ancora qualcuno si ostina a chiamare “lavoro”…
Quanto sarebbe stato utile per i nostri ragazzi elaborare una didattica “tematica”, in modo da consolidare più che le competenze e i contenuti, i tratti e la struttura di Personalità che in questi giorni stanno andando in frantumi.

Se COVID-19 è una emergenza…va trattata come tale, non improvvisando alla meno peggio una didattica fittizia che allontana dalla realtà e gonfiando una fragilissima bolla di sapone pronta ad esplodere alla prima criticità.
Se davvero ancora possiamo definirci “educatori”, nella radice profondamente maieutica del termine, prendiamoci le nostre responsabilità e veicoliamo la Verità, non la finzione!

Pretendiamo di applicare un modello di didattica amorfo se non controproducente: cosa c’è di produttivo in una didattica che impegna i ragazzi 8 ore al giorno, con materie completamente sconnesse dalla realtà che stanno vivendo?

Piattaforme non funzionanti, precarietà di collegamento, liti con fratelli e genitori con cui condividere spazi, tempi e anche lo stesso schermo per altrettante ore al giorno.

Mi chiedo ancora quanto sarebbe stato utile invece, dare dei riferimenti letterari, una serie di libri, o di film o qualunque altra cosa avrebbe potuto fungere da strumento di valutazione critico della realtà…e poi magari riflettere tutti insieme sui contenuti, ognuno dal punto di vista della propria materia.
Certo, la via del: “Aprite il libro a pagina tot.” è sempre la più semplice.

Perché allora porsi domande sull’efficacia del nostro intervento educativo?
In fondo siamo solo “insegnanti, animatori, baby sitter”…è questo che ci hanno fatto diventare, o peggio, è ciò che noi abbiamo permesso che diventassimo!

Educo, ormai da più di 10 anni, alla Musica…
Mi piace pensare e trasmettere l’idea della Musica come metafora della Vita, in cui ognuno ha il suo posto e, per vivere in armonia con gli altri, deve raggiungere un perfetto equilibrio senza prevaricare l’Altro.
In questi giorni in cui si parla tanto di Democrazia, di senso responsabilità, di senso del dovere civico, del vivere civile, del rispetto delle regole…penso alla grande responsabilità del mio insegnamento e al suo grande valore educativo: la Musica vissuta come “mezzo” e non “fine” dell’apprendimento stesso.
Dopo un lungo confronto con i miei colleghi di strumento musicale, ho confessato anche io i miei peccati !!! Si, ho peccato! Ho peccato, e forse non ci sarà mai redenzione per me!

Finora ho “solo” parlato ai miei ragazzi…e ascoltato.
Ho ascoltato moltissime parole, ma pochissime note…
Ma, signori, vi posso giurare su ciò che ho più caro al Mondo che c’era della Musica meravigliosa nei loro racconti e nei loro occhi…
e per me questa è la cosa più sincera e più vera che possa esserci in questo momento di grandi bugie e sotterfugi per nascondere la verità.
Una gran brutta verità: che tutti noi abbiamo una maledettissima paura!
Ma in questo momento in cui vacilla ogni nostra certezza, sono loro che hanno insegnato a me il coraggio e la forza di Esserci sempre e comunque…
Sono sicura che questa è la “lezione” più utile in tutto il loro e il mio percorso scolastico!
Quando lo STUDIO è VITA…quella vera!

Non lasciamoci trascinare nel baratro dell’automatismo, di una didattica morta, senza emozione. Potremo compilare fiumi di registri, ma se non riusciamo ad arrivare al Cuore dei nostri ragazzi, a cosa sarà servito incrociare la loro strada?

Sinceramente, e questo forse è il mio peccato più grande, mi importa davvero poco se in questi giorni non avrò argomenti da scrivere sul registro elettronico…scriverò soltanto:
PROVE TECNICHE E PARATICHE DI VITA!

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