Didattica a distanza, Sgambato (PD): lasciamo stare i voti e pensiamo a componente affettiva. Non servono Circolari

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Comunicato Sgambato (PD) – “Bisogna ringraziare i docenti per il lavoro che stanno svolgendo con responsabilità e abnegazione nell’organizzazione della didattica a distanza, in un momento così drammatico, mai vissuto prima nella storia repubblicana.

Bisogna chiarire però alcuni aspetti.
Questo tempo sta insegnando ai bambini ciò che non troveranno in nessun libro, la solidarietà, il sacrificio per il bene comune, la responsabilità. Stanno imparando a confrontarsi con la vita, quella vera”.

Lo dichiara Camilla Sgambato, responsabile nazionale Scuola del Partito Democratico.

“Ed allora bisogna aiutarli e sostenerli.
Chi viveva prima in condizioni difficili, di povertà educativa, affettiva e sociale, con genitori lontani al lavoro o non in grado di aiutarli a gestire ansie e paure, vede peggiorare terribilmente la propria vita.
In questi giorni le scuole stanno consegnando in comodato d’uso gratuito i tablet ad alunni che ne sono sprovvisti. Ma teniamo conto che comunque tanti alunni resteranno tagliati fuori per svariati motivi: famiglie che non possono o non vogliono collaborare, con gravissimi problemi economici prima che culturali.
Ed allora la scuola lavori sui sentimenti, sulla vicinanza empatica, sul gioco, sul senso di comunità, sul non far sentire nessuno solo. Con qualunque mezzo. Qualunque.
Altrimenti, nonostante gli sforzi, la DAD acuirà le differenze e le discriminazioni, anziché ridurle”, continua la componente della segreteria Zingaretti.

“Dunque non ci formalizziamo.
Poi vengono anche i contenuti, i compiti da assegnare, che rischiano, viceversa, di acuire gli stati di ansia e le angosce dei bambini, qualora dovessero diventare la sola preoccupazione dei docenti.
Ed i voti? Chiariamo una volta e per tutte che la valutazione formativa è finalizzata al miglioramento, tiene conto di ogni pur minimo progresso dell’allievo, ne incoraggia l’autonomia, ne loda l’impegno e la responsabilità. Possiamo, almeno in questa fase, fare a meno dei voti numerici e provare a valutare magari argomentando con una frase?

Oggi è più importante lasciare tempo autonomo ai nostri studenti, consigliando letture o approfondimenti, piuttosto che dare esercizi, compiti, traduzioni, come se fossimo in una situazione normale. Non credo servano circolari ministeriali per comprendere che occorre diminuire il carico di lavoro quotidiano, e lasciare tempo e spazio per approfondimenti e ricerche individuali, per sperimentare nuove attività, antichi giochi, più profonde relazioni intrafamiliari, anche a seconda delle attitudini dei ragazzi.
Tutto ciò per garantire la vera missione della scuola: la “relazione educativa” tra docente e discente.
Non servono circolari”, conclude Sgambato (PD).

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