Didattica a distanza scuole superiori, come organizzarla: FAQ aggiornate Veneto

Stampa

Nuova pubblicazione con aggiornamento nell’area “Aspetti gestionali durante l’attività scolastica”, in riferimento all’Ordinanza della Regione del Veneto n. 105 del 26/10/2020. Aggiornamento FAQ del 30 ottobre 2020.

Come coordinare l’esigenza di svolgere lezioni in laboratorio, con l’indicazione dell’Ordinanza della Regione Veneto del 26 ottobre in cui è detto “è raccomandata l’applicazione dell’attività didattica in presenza prioritariamente nelle classi prime”?

La questione classi prime costituisce una raccomandazione, che peraltro non va necessariamente interpretata come presenza al 100%. Gli istituti tecnici e maggiormente gli istituti professionali , soprattutto dopo la riforma D.Lgs. 61/2017, hanno nella loro mission la capacità di operare in situazione. Se può essere tutto sommato semplice operare su un computer per gli informatici, anche da remoto, non è altrettanto pensabile che un cuoco o un manutentore, per fare un esempio, possano efficacemente apprendere senza la presenza di un laboratorio e l’assistenza diretta del docente ITP.

Partendo dal presupposto che gli alunni più giovani hanno meno autonomia, si può ipotizzare che la loro presenza a scuola vada contemperata con l’esigenza di garantire almeno una giornata in laboratorio per ciascuna delle altre classi, ma prevedendo per gli studenti di prima un calendario di attività a distanza, sincrona ed asincrona, che garantisca l’impegno ed il monitoraggio dei docenti per tutto il tempo scuola ordinario.

Rispettando il protocollo DDI che la scuola si è data, nelle ore asincrone un docente può rimanere a disposizione ( chat, ad esempio) per consulenza e supporto durante lo svolgimento , in modalità asincrona, di un compito assegnato, che prevede un momento di restituzione on line finale. In ogni caso, ciascuna scuola potrà valutare quali scelte effettuare, privilegiando talune classi terminali, se necessario, in luogo della rotazione completa appena prospettata.

Come fare, nell’istruzione degli adulti, ad applicare la quota di presenza al 25% prevista dall’Ordinanza della Regione Veneto del 26 ottobre? Rischiamo di perdere l’utenza con competenze informatiche carenti.

Nel caso i corsi constino di poche classi con un numero ridotto di studenti, è ipotizzabile adattare la percentuale di presenti alla tipologia di un’utenza che si serve di norma di mezzi propri e segue le lezioni in orari che non interferiscono con altre attività scolastiche. Ricorrendo, quindi, alla rotazione degli alunni, è possibile cercare di mantenere in presenza il più possibile le persone che hanno scarsa competenza tecnologica.

Consigliabile, in ogni caso, far emergere le istanze degli studenti che volontariamente si collocano in DaD e, nel caso non fossero sufficienti, procedere con la rotazione degli altri.
La DaD, inoltre, analogamente ai corsi diurni degli istituti professionali e tecnici, con opportune modifiche di orario, potrebbe riguardare tutte le materie teoriche, in modo da concentrare in presenza le attività laboratoriali, fatti salvi gli studenti con difficoltà nell’approccio al digitale.

FAQ-sulla-sicurezza-30-10-2020

Stampa

Con i 24 CFU proposti da Mnemosine puoi partecipare al Concorso. Esami in un solo giorno in tutta Italia