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Didattica a distanza, quali i diritti dei nostri studenti. Mini-guida Ministero e Autorità garante

Il 6 aprile il Ministro dell’Istruzione e l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza hanno adottato una mini guida titolata “Didattica a distanza e diritti degli studenti”, rivolta agli insegnanti, esortando gli stessi ad inviare le attività, i giochi, gli argomenti approfonditi con metodologie innovative, le pratiche sperimentate, in modo che possano diventare patrimonio condiviso della comunità educante, all’indirizzo e-mail dedicato: [email protected]

Presupposti, finalità, metodi, auspici

La mini-guida intende offrire un sostegno metodologico-pratico su come sostenere i discenti ad affrontare l’emergenza, principiando dalla tutela dei diritti riconosciuti loro dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989. Il documento in esame mette in luce il presupposto: in questa situazione di difficoltà, ritiene importante restituire ai bambini e ai ragazzi un senso di tranquillità e di sicurezza, fornendo loro informazioni chiare e semplici, per proteggerli e, al contempo, educarli al cambiamento e di responsabilizzarli. L’obiettivo, pertanto, è di non sconvolgere totalmente i ritmi della loro quotidianità, bensì di educare i bambini e i ragazzi a rispondere in modo flessibile ai cambiamenti, traendo dagli stessi la capacità di fornire risposte creative e innovative. La mini-guida prende spunto dai quesiti posti direttamente dai bambini e dai ragazzi e dalle diverse situazioni in cui possono trovarsi nel presente contesto emergenziale. L’auspicio, espresso a chiare lettere dal Ministro e dall’Autorità, è quello di “poter mantenere una continuità a garanzia del benessere delle persone di minore età, consolidando lo spirito dell’intera comunità scolastica che, mai come in questo momento, si pone come comunità che educa. Al rispetto delle regole. Alla responsabilità. Al cambiamento. Alla resilienza”.

Principio di uguaglianza (art. 2 Convenzione ONU)

Nelle attività pratiche proposte dalla guida, nell’ambito della sezione dedicata al principio di eguaglianza, viene raccomandato ai docenti di impegnare i discenti in attività didattiche che fungano da stimolo e incoraggiamento, che non li facciano sentire soli e che mettano in moto la mente e la creatività. uindi:

• Realizzare video conferenze dedicate ai bambini e ai ragazzi con disabilità che coinvolgano l’intera classe o parte di essa e che siano tenute da tutto il team docenti o dal consiglio di classe, in modo da veicolare messaggi incoraggianti e far sentire la propria vicinanza alle famiglie, ai bambini e ai ragazzi.

• Organizzare attività a partire dal racconto di una storia, dall’ascolto di brani musicali, dalla realizzazione di piccoli manufatti che possano dare rassicurazioni. Alcune attività, infatti, rappresentano in primo luogo occasioni per stare insieme e assolvono a una funzione di “normalizzazione” rispetto ai compiti quotidiani della vita.

Diritto di ogni bambino e di ogni ragazzo a essere istruito ed educato (art. 28 Convenzione ONU)

Tra le attività pratiche suggerite dal documento:

• Proporre ai bambini e ai ragazzi, secondo l’età e il grado di maturità, riflessioni sulla nuova esperienza formativa, aiutandoli a mentalizzare le opportunità di apprendimento offerte dalla nuova condizione e dalla metodologia innovativa.

• Proporre ai più piccoli un’ attività grafica, anche a partire da un dipinto.

• Proporre ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado un’attività di scrittura a elenco argomentato dal titolo “Ho imparato”.

• Proporre ai ragazzi della scuola secondaria di secondo grado una riflessione SWOT (Strengths: punti di forza; Weaknesses: punti di debolezza; Opportunities: opportunità; Threats: minacce). Ma sempre con “leggerezza”.

Diritto delle persone di minore età alla libertà di espressione (art. 13 Convenzione ONU) e il diritto alla vita e quello di godere del miglior stato di salute possibile (artt. 6 e 24 Convenzione ONU)

 Tra le attività, suggerite dalla mini-guida, agli insegnanti:

• Fornire informazioni, secondo l’età e il grado di maturità dei destinatari, proponendo la visione di video educativi (a fumetti per i più piccoli) e/o un collegamento con un esperto del settore che dialoghi con l’aula.

• Proporre di scrivere filastrocche o inventare storie, attraverso una attività denominata “Le parole a cascata”, che parta da un brainstorming o dalla lettura di una fiaba.

• Proporre di scrivere lettere e cartoline per i nonni, le persone anziane e sole, i bambini nelle case famiglia e nei campi rom, avendo riguardo, tuttavia, a non urtare le sensibilità, in relazione a specifiche situazioni personali e familiari.

• Proporre una lettura in chiave critica dei dati ufficiali provenienti da fonti accreditate (ISS, Protezione civile, ecc.) collegandola ad esempio anche alle lezioni di matematica o di statistica. Proporre una lettura in chiave critica delle informazioni fornite dai media, facendo attenzione a non allarmare i ragazzi, ma a rassicurarli.

Diritto all’ascolto e alla partecipazione dei bambini e dei ragazzi (art. 12 Convenzione ONU)

Tra i suggerimenti di attività pratiche, elencati nella mini-guida in esame, risalta la proposta dell’ “ora dell’ascolto”, e cioè dedicare almeno un’ora di collegamento alla settimana all’ascolto dei dubbi e delle paure di bambini e di ragazzi. Affrontare dubbi e paure anche con l’aiuto di un esperto”. Inoltre, viene suggerito di:

• Aiutare i bambini e i ragazzi a focalizzarsi sugli aspetti positivi della situazione, invitandoli a lasciare traccia (scrittura, disegno, poesia, cucina, canzone, pittura, musica, ecc.) di quanto appreso da questa nuova esperienza.

• Invitare i bambini e i ragazzi a fare delle proposte sull’organizzazione della didattica (temi da affrontare, compiti da svolgere, con quali modalità, anche di valutazione) e ove fattibili, rendersi disponibili a realizzarli.

• Proporre la realizzazione di una piattaforma di partecipazione in cui ogni ragazzo possa fare delle proposte.

• Stimolare tutti gli allievi, soprattutto quelli in maggiore difficoltà o apparentemente meno attivi, assegnando a ognuno un ruolo e coinvolgendo eventualmente anche le famiglie o gli altri adulti di riferimento.

• Fare sempre una restituzione rispetto alle proposte dei ragazzi, anche se negativa, motivandone la non fattibilità.

Diritto all’educazione e allo sviluppo della personalità (art. 27 Convenzione ONU), diritto al gioco e al tempo libero, a dedicarsi alle attività ricreative, culturali e artistiche (art. 31 Convenzione ONU)

In merito a questi diritti, i docenti vengono esortati a porre in essere alcune attività, tra le quali:

• Alternare sessioni didattiche con momenti più prettamente ludici e giocosi, adatti all’età e al grado di maturità della classe, proponendo attività creative, giochi e attività di allenamento della mente (cruciverba, fumetti, letture di libri, filastrocche sul coronavirus o per lavarsi le mani ecc.).

• Educare i bambini e i ragazzi a sviluppare pensieri positivi, chiedendo loro di inventare favole a lieto fine o prospettando situazioni-tipo per le quali devono ricercare soluzioni pratiche.

• Dare ai bambini e ai ragazzi un appuntamento fisso, in modo da mantenere la continuità didattica ed educativa, secondo un ritmo quotidiano.

• Proporre attività per piccoli gruppi (a distanza).

• Inventarsi qualcosa di nuovo: ripensare alla cosa più bella fatta ogni giorno e scriverla o disegnarla; registrare e condividere le cose fatte durante la giornata; chiedere di mandare un audio, un video o una foto di un lavoro che gli è piaciuto realizzare.

• Favorire l’educazione motoria, attraverso video tutorial, al motto di “Svagarsi tutti, nessuno escluso!”.

• Proporre brani musicali da ascoltare, cantare, suonare e, a seguire, fare una narrazione sulle emozioni.

Semplificare anziché complicare

La guida invita i docenti a lasciare, più di una volta a settimana, uno spazio neutro e libero, uno spazio in cui si dà la possibilità alla noia di sorprendere i bambini e i ragazzi inattivi, “perché è in questo limbo che l’intelligenza si mette in moto e la creatività ha il sopravvento”.

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