Didattica a distanza, programmazione settimanale Primaria: un esempio con tabelle e protocolli da scaricare

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La programmazione settimanale (in taluni casi quindicinale, nella piena autonomia scolastica) che l’ordinamento attuale prevede obbligatoria per la scuola Primaria, è necessaria anche ai tempi della Didattica a Distanza.

Per queste ragioni, opportunamente, alcuni dirigenti scolastici hanno disposto che i docenti della primaria (ma anche, in taluni casi della secondaria di primo grado, con altre modalità e organizzazione) si impegnino a effettuare, in piena autonomia organizzativa e comunque nel rispetto della normativa vigente, una progettazione settimanale o quindicinale, che scandisca non solo le micro-abilità e i contenuti ad essi riferiti, ma anche le eventuali modalità di verifica e di valutazione, nelle forme e nei modi previsti dal ministero per la DaD.

Come è a tutti noto, la progettazione di team o equipe pedagogica, coordinata dal docente prevalente, e che riguarda soltanto una classe, col tempo è stata implementata, giustamente con una progettazione per classi parallele anche in risposta alle molteplici esigenze palesate e le numerose richieste avanzate dai docenti di interclasse impegnati nel confronto pedagogico e didattico sulla progettazione annuale o curriculare. La scelta di tale forma di progettazione che va incontro a quei docenti di disciplina, impegnati su più classi della stessa interclasse, ma più che altro alla necessità di dare risposte concrete all’azione educativa e didattica, è ancora più indicata e necessaria ai tempi della Didattica a Distanza.

La normativa

La legge 148/1990, all’articolo 9, stabilisce che “l’orario di insegnamento per gli insegnanti elementari è costituito di ventiquattro ore settimanali di attività didattica, di cui ventidue ore di insegnamento e due ore dedicate alla programmazione didattica da attuarsi in incontri collegiali dei docenti di ciascun modulo, in tempi non coincidenti con l’orario delle lezioni”.

Anche il CCNL della scuola 2006-2009 interviene sull’orario di servizio. L’articolo 28, al comma 5, del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto scuola, per il triennio 2006-2009, specifica che sono previste 25 ore settimanali per gli insegnanti della scuola dell’infanzia, 22 ore per la scuola primaria più due ore di programmazione, 18 ore nella secondaria di primo e secondo grado, distribuite in non meno di cinque giornate settimanali.

L’articolo 28 del CCNL scuola, stavolta quello firmato il 19 aprile 2018, prevede una particolare specifica sull’orario di servizio indicato all’articolo 28 del CCNL 29/11/2007. Riferisce che questo possa essere anche parzialmente o addirittura, integralmente destinato allo svolgimento di attività per il potenziamento dell’offerta formativa o quelle organizzative, dopo aver assicurato la piena ed integrale copertura dell’orario di insegnamento previsto dagli ordinamenti scolastici e nel limite dell’organico di cui all’art. 1, comma 201, della legge n. 107/2015. L’importanza della programmazione didattica nelle scuole di ogni ordine e grado e la loro obbligatorietà era stata introdotta, nel nostro ordinamento nel 1977 con la Legge n. 517.

Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297

Il Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 contenente il “Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, all’articolo 128 denominato “Programmazione ed organizzazione didattica”, fissa caratteristiche della programmazione e tempi della stessa. Nello specifico prevede che:

“1. La programmazione dell’attività didattica, nella salvaguardia della libertà di insegnamento, è di competenza dei docenti che vi provvedono sulla base della programmazione dell’azione educativa approvata dal collegio dei docenti in attuazione dell’articolo 7.

2. La programmazione dell’attività didattica si propone:

a) il perseguimento degli obiettivi stabiliti dai programmi vigenti predisponendo un’organizzazione didattica adeguata alle effettive capacità ed esigenze di apprendimento degli alunni;

b) la verifica e la valutazione dei risultati;

c) l’unitarietà dell’insegnamento;

d) il rispetto di un’adeguata ripartizione del tempo da dedicare all’insegnamento delle diverse discipline del curricolo, in relazione alle finalità e agli obiettivi previsti dai programmi.

3. Il direttore didattico, sulla base di quanto stabilito dalla programmazione dell’azione educativa, dispone l’assegnazione dei docenti alle classi di ciascuno dei moduli organizzativi di cui all’articolo 121 e l’assegnazione degli ambiti disciplinari ai docenti, avendo cura di garantire le condizioni per la continuità didattica, nonché la migliore utilizzazione delle competenze e delle esperienze professionali, assicurando, ove possibile, un’opportuna rotazione nel tempo.

4. Nell’ambito dello stesso modulo organizzativo, i docenti operano collegialmente e sono contitolari della classe o delle classi a cui il modulo si riferisce.

5. Nei primi due anni della scuola elementare, per favorire l’impostazione unitaria e pre-disciplinare dei programmi, la specifica articolazione del modulo organizzativo di cui all’articolo 121 è, di norma, tale da consentire una maggiore presenza temporale di un singolo docente in ognuna delle classi.

6. La pluralità degli interventi è articolata, di norma, per ambiti disciplinari, anche in riferimento allo sviluppo delle più ampie opportunità formative.

7. Il collegio dei docenti, nel quadro della programmazione dell’azione educativa, procede all’aggregazione delle materie per ambiti disciplinari, nonché alla ripartizione del tempo da dedicare all’insegnamento delle diverse discipline del curricolo secondo i criteri definiti dal Ministro della pubblica istruzione, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, tenendo conto:

a) dell’affinità delle discipline, soprattutto nei primi due anni della scuola elementare;

b) dell’esigenza di non raggruppare da sole o in unico ambito disciplinare l’educazione all’immagine, l’educazione al suono e alla musica e l’educazione motoria.

8. La valutazione in itinere dei risultati dell’insegnamento nelle singole classi e del rendimento degli alunni impegna collegialmente i docenti corresponsabili nella attività didattica.

9. Il direttore didattico coordina l’attività di programmazione dell’azione educativa e didattica, anche mediante incontri collegiali periodici dei docenti”.

L’articolo 131, invece, titolato “Orario di insegnamento” ribadisce al comma 5 che “Nell’ambito del piano annuale di attività, il collegio dei docenti stabilisce i criteri per la sostituzione dei docenti assenti per un periodo non superiore a cinque giorni, in modo da utilizzare fino ad un massimo di due terzi delle ore disponibili di cui al comma 2, calcolate su base annuale al di fuori dell’attività di insegnamento e delle due ore previste dal comma 1 per la programmazione didattica”, di fatto ribadendo l’obbligatorietà delle ore di progettazione- programmazione.

Gestione della comunicazione didattica

L’Istituto Scolastico Comprensivo «Balilla Paganelli» Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria I grado Metodo Montessori di Cinisello Balsamo (MI) ha opportunamente previsto di registrare sul proprio portale, con cadenza settimanale (ma potrebbe essere più adeguato quindicinale), a cura del team dei docenti della classe o dell’interclasse nella scuola primaria e il consiglio di classe nella scuola secondaria, il Piano di lavoro, quello che è meglio conosciuto come “Progettazione settimanale della comunicazione didattica”.

Si tratta di un documento unitario con cui si dà corpo alla proposta didattica relativa a tutte le aree disciplinari, quale esito della programmazione collegiale.

L’Istituto Scolastico Comprensivo «Balilla Paganelli» Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria I grado Metodo Montessori di Cinisello Balsamo (MI) ha previsto per uniformare la progettazione due format per la compilazione del documento (Allegato n. 1 per la scuola primaria e Allegato n. 2 per la scuola secondaria).

Documenti che, ad ogni buon fine si allegano a questo articolo, a titolo esemplificativo.

Gli incontri operativi in piattaforma

Per il lavoro collegiale si può ricorrere a una combinazione settimanale/quindicinale di incontri a distanza con Google Meet e di condivisione di file in Google Drive. Ciò vale sia per la scuola primaria che per la scuola secondaria. Il Piano di lavoro settimanale/quindicinale ha una triplice funzione:

1. formulare una proposta di lavoro coerente (per criteri, approcci, metodi, strumenti, ecc.), organica (comprendente tutte le discipline), sostenibile (in termini di impegno da parte degli alunni e delle famiglie), orientata agli obiettivi trasversali del curricolo (seppur necessariamente rimodulata nelle conoscenze e nelle abilità specifiche delle discipline)

2. orientare e agevolare l’organizzazione del lavoro da parte degli alunni

3. mettere i genitori nella condizione di poter gestire il lavoro scolastico dei figli, nello svolgimento dei seguenti compiti: – scaricare dalla piattaforma i materiali didattici – caricare sulla piattaforma le consegne richieste – monitorare e sostenere il lavoro dei figli – gestire la relazione con la scuola e con i docenti Il Piano di lavoro settimanale è una scelta caratterizzante l’attuazione della didattica a distanza nel nostro Istituto; pertanto tutti i docenti sono chiamati a renderla operativa e a migliorarne progressivamente la funzionalità. Nel verbale di progettazione deve farsi rimando alle indicazioni contenute nella bacheca delle attività.

A tal fine, sono da evitare tabelle distinte per ciascuno dei due docenti prevalenti, in caso di moduli, della scuola primaria; così come sono poco funzionali piani di lavoro in cui non siano presenti scansioni temporali o scadenze.

Cosa indicare nella progettazione settimanale o quindicinale

Nel Piano di lavoro/progettazione settimanale e/o quindicinale dovrebbero essere indicati:

1. gli argomenti o i temi per disciplina/microabilità (per progettazioni per competenze);

2. i “testi” per lo studio se diversi dal libro di testo (file di testo allegati, file audio o video allegati, link a risorse testuali o multimediali online ecc.);

3. i materiali di lavoro (libro di testo, file di testo allegati, link a risorse testuali o multimediali online ecc.).

4. consegne (indicazioni e consigli per il lavoro da svolgere, revisione del lavoro tramite autocorrezione o restituzione al docente e relative scadenze, da evitare assolutamente quelle a tempo breve).

Nella scuola primaria come nella scuola secondaria la scansione del lavoro può essere determinata dall’assegnazione di scadenze specifiche da parte dei docenti delle diverse discipline: sono i singoli consigli di classe/interclasse che, in base agli orientamenti metodologi, scelgono la forma più idonea di scansione del lavoro.

5. Metodologia e strumenti tecnologici.

6. Verifiche e valutazioni (sole se diverse da quelle progettate ad inizio d’anno scolastico).

Il contesto comunicativo della progettazione

L’Istituto Scolastico Comprensivo «Balilla Paganelli» Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria I grado Metodo Montessori di Cinisello Balsamo (MI) ritiene che “il Piano di lavoro si colloca significativamente all’interno di un contesto comunicativo che consta dei seguenti passaggi:

1. presentazione della proposta: non possiamo pensare che bambini e ragazzi si “attivino” semplicemente ricevendo un “comando a distanza digitale” e che comprendano “magicamente” il senso del lavoro che il docente sta proponendo, senza una presentazione complessiva, carica di valori e passione, che può consistere in un testo che chiediamo al genitore di leggere all’inizio della settimana, in una comunicazione audio o video del docente ecc.;

2. attività che possono essere svolte con un sufficiente grado di autonomia dagli alunni: non possiamo delegare ai genitori la didattica che proponiamo, pur nella responsabilità condivisa di garantire il diritto all’istruzione;

3. materiali che non richiedono la disponibilità di particolari risorse (es.: stampanti): i bambini devono poter eseguire tutto il lavoro proposto sui quaderni; ai ragazzi può essere chiesto di eseguire il lavoro anche su file word, ppt, ecc.;

4. invio delle soluzioni per l’autocorrezione;

5. restituzione compiti: è necessario che i docenti raccolgano con regolarità dati sull’attività degli allievi, tanto più in una dimensione di didattica a distanza: il piano di lavoro settimanale deve pertanto contenere chiara indicazione di che cosa gli alunni devono restituire ed entro quale scadenza; si presterà attenzione a richiedere la restituzione di compiti significativi, per lo svolgimento dei quali non basta la ripetizione meccanica o la risposta standardizzata, ma è richiesta elaborazione personale, creazione di un prodotto, attività di ricerca ecc.;

6. feedback sui compiti svolti: è necessario che i docenti comunichino settimanalmente agli alunni un parere sul lavoro da essi svolto, funzionale al potenziamento delle loro capacità, per un progresso delle conoscenze, delle abilità e delle competenze da acquisire;

7. (per la scuola secondaria) E’ necessario che, come parte integrante del piano di lavoro, i docenti calendarizzino le videolezioni: – basandosi prioritariamente sull’orario settimanale già esistente – prevedendo una lezione settimanale per materia – prevedendo possibilmente uno spazio temporale libero tra due videolezioni – stabilizzando l’orario settimanale delle videolezioni (se diverso dai giorni calendarizzati nell’orario scolastico o se si utilizza il pomeriggio) – registrando le videolezioni nel registro elettronico, come sopra indicato;

8. è opportuno che si stabilizzi uno schema settimanale/quindicinale di lavoro e di comunicazione: l’aspetto “rituale” che ne sortirà, andrà a beneficio in primis degli alunni, ma anche dei genitori e dei docenti;

9. con scadenza mensile o di altro tipo sia prevista una riunione online con i genitori (e/o alunni): la collaborazione dei genitori è ancor più necessaria in questo frangente – soprattutto nella scuola primaria, dato che gli alunni della scuola secondaria sono già quotidianamente in contatto con i docenti tramite le videolezioni – perché solo sulla chiarezza e sulla fiducia si stabiliscono le basi di un percorso condiviso;

10. autoformazione e peer to peer tra docenti e tra genitori: l’attuale sfida richiede a tutti un cambio di passo circa l’utilizzo delle tecnologie digitali; in particolare, i docenti devono considerarlo un dovere professionale”.

Docenti di sostegno

Di particolare attenzione l’attenzione della scuola ai docenti di sostegno. Spetta ai docenti inviare agli alunni con disabilità, per le cui attività di inclusione sono assegnati alle classi, un piano di lavoro settimanale coerente con quello predisposto dai docenti di ordinamento e declinato in base al Piano Educativo Individualizzato.

Essi devono inoltre tenere regolari e quotidiani contatti con l’alunno di riferimento e la sua famiglia.

Alunni BES e la modulazione della proposta didattica

Agli alunni con bisogni educativi speciali (o ai loro genitori), ciascun docente invia (tramite registro elettronico) una modulazione della proposta didattica, coerente con le misure dispensative e compensative previste dai Piani Didattici Personalizzati. Al fine di costituire una serie di dati, atta a rappresentare un punto di riferimento per la valutazione finale, è opportuno che i docenti registrino su un file di calcolo gli esiti: – delle correzioni settimanali, restituite agli alunni – di eventuali colloqui (anche individuali), periodicamente programmati a piccolo gruppo, per consentire agli alunni di esporre o di dialogare su specifici argomenti e di avere un feedback diretto sul proprio processo di apprendimento. Ogni indirizzo metodologico adatterà le indicazioni ai propri specifici principi.

In allegato anche un valido supporto elaborato dall’Istituto comprensivo statale “E. De Filippo” di Poggiomarino (Na).

Piano lavoro programmazione settimanale

Protocollo DAD – All. n. 1 – Tabella piano settimanale PRIMARIA

Protocollo DAD – All. n. 2 – Tabella piano settimanale SECONDARIA

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