Didattica a distanza, privacy e trattamento dati: non serve consenso genitori. Cosa devono fare le scuole

Didattica a distanza, Ministero fornisce informazioni sulla privacy.

Nota 17 marzo

Il Ministero, con la nota n. 388 del 17 marzo 2020, ha fornito ulteriori informazioni sulla didattica a distanza, precisando e integrando le indicazioni già fornite con le note del 6 e dell’8 marzo.

Coronavirus, didattica a distanza: nuove indicazioni del Ministero. Nota

La nota del 20 marzo fornisce indicazioni in merito a:

Privacy

Al fine di effettuare il trattamento dei dati personali, legati allo svolgimento dell’attività didattica a distanza, si precisa nella nota, le scuole non devono chiedere il consenso dei genitori.

Quanto detto perché, sebbene svolta in modo virtuale e non fisico, la didattica a distanza costituisce un compito (se non il compito) istituzionale svolto dalla scuola e i genitori hanno già rilasciato il consenso al trattamento dei dati al momento dell’iscrizione.

Le scuole, invece, devono:

  1. informare gli interessati su trattamento secondo quanto previsto dagli articoli 13 e 14 del Regolamento UE 2016/679;
  2. garantire che i dati personali:
  • siano trattati in modo lecito, corretto e trasparente
  • siano raccolti per finalità determinate, esplicite e legittime
  • siano trattati in modo non incompatibile con le predette finalità, evitando qualsiasi forma di profilazione, nonché di diffusione e comunicazione dei
    dati raccolti a tal fine
  • siano adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità per cui sono trattati
  • siano trattati in maniera da garantire un’adeguata sicurezza, compresa la protezione, mediante misure tecniche e organizzative adeguate, da
    trattamenti non autorizzati o illeciti e dalla perdita, dalla distruzione o dal danno accidentali;

3. stipulare contratti o atti di individuazione del responsabile del trattamento, ai sensi dell’articolo 28 del Regolamento, il quale per conto delle stesse (scuole) tratta i dati personali necessari per l’attivazione della modalità didattica a distanza;

4. sottoporre i trattamenti dei dati personali coinvolti a valutazione di impatto ai sensi dell’articolo 35 del Regolamento.

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