Didattica a distanza, Preside: la buona scuola la fanno gli insegnanti, lavorano giorno e notte

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Testimonianza della professoressa Carrettini, docente di matematica, inviata alla nostra redazione da Federico Militante, dirigente scolastico dell’Istituto Giuseppe Lagrange di Milano.

È una testimonianza di come sta funzionando la DAD in un istituto milanese di periferia e con una utenza non facile – scrive il preside -.

La buona scuola la fanno gli insegnanti indipendentemente dall’utenza e dall’ubicazione dell’istituto“.

 

“Sicuramente le avranno già scritto in tanti…ma ci tenevo a raccontarle quello che ho “visto” in queste settimane nelle mie classi”.

La professoressa racconta al dirigente l’esperienza positiva della didattica a distanza in questo periodo in cui si è costretti a stare a casa per limitare i casi di contagio da coronavirus.

“Già da subito la maggior parte dei colleghi si sono domandati come potessero continuare il lavoro coi ragazzi, in tanti ci siamo sentiti e, sempre di più abbiamo cercato di collaborare e confrontarci. Le prime due settimane sono state un pò scomposte, con una risposta parziale degli alunni. Verso la fine della seconda settimana, quando abbiamo intuito che il rientro sarebbe stato non immediato, la rete tra docenti si è intensificata. Il sentire comune era il desiderio di poter raggiungere veramente i ragazzi, non solo di farli lavorare, ma poterli “incontrare” – spiega la prof-. Tantissimi docenti hanno iniziato a prendere in considerazione nuovi strumenti, alcuni timorosi, alcuni entusiasti, altri inizialmente spaventati e poi in modo commovente implicati. Ho visto una grande disponibilità dei docenti più esperti, disponibili a qualsiasi ora, e a cascata quelli che imparavano e scoprivano nuove soluzioni.

E soprattutto ho visto gli alunni accogliere le proposte di lavoro, soprattutto le lezioni online, ma anche i lavori proposti, soprattutto coi nuovi strumenti più agili, con una partecipazione che mi ha commosso. Da subito, durante le mie video lezioni, le classi erano praticamente al completo.

Ho visto colleghi lavorare giorno e notte, sto vedendo consigli di classe che si riuniscono spontaneamente, colleghi che fanno riunioni con meet per salutarsi, confrontarsi e lavorare. Ho sentito alunni felici di fare lezione e chiedere di aumentare le ore (di matematica per giunta!).

Sto vedendo lo sforzo di alcuni per cercare di uniformare gli strumenti, venire incontro ai ragazzi, creare coesione e comunicazione nei consigli di classe.
Caro preside, sicuramente ci saranno tante criticità che io, da fanalino di coda, non vedo. Ma ci tenevo a raccontarle ciò che di bello sto vedendo. Tanti colleghi innamorati del proprio lavoro ma soprattutto dei propri alunni”, conclude la docente.

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