Didattica a distanza per Infanzia, cosa può fare il docente per meglio organizzarla. Esempi attività PDF

di Antonio Fundaro

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La scuola dell’infanzia, nonostante sia tra i gradi della scuola il meno ricordato in questo momento storico, è quello che maggiormente difficile da gestire durante. Gli alunni sono davvero molto piccoli e non ci può essere alcuna prospettiva operativa senza un’assistenza operativa e affettiva e da parte dei genitori.

In effetti l’età compresa tra i 3 e i 5 anni non permette, in alcuna maniera, di potere interagire, in maniera on-line, con gli insegnanti e neppure di poter realizzare alcuno dei lavori dati. Dunque, cosa può fare l’insegnante per meglio organizzare l’attività didattica, coinvolgere gli alunni, sensibilizzare i genitori, avere una prospettiva educativa e formativa all’altezza della sfida del tempo e dello spazio che stiamo vivendo. Anche perché, non dimentichiamolo mai, “l’identità pedagogica della scuola dell’infanzia, oggi chiamata a confrontarsi anche con la prospettiva “zero-sei” può aiutare tutta la scuola di base (3-14 anni) ad affrontare con fiducia e convinzione i compiti formativi a cui è chiamata dalle nuove condizioni sociali e culturali”.

Perché la scuola dell’Infanzia

La scuola dell’infanzia è schiusa agli alunni, italiani ma anche stranieri, con un’età racchiusa fra i tre e i cinque anni. Ha durata di tre anni e non è obbligatoria.

Tale prima e importante parte del percorso di istruzione contribuisce all’educazione e alla crescita affettiva, psicomotoria, cognitiva, morale, religiosa e sociale dei bambini, incoraggia con un positivo incipit educativo le potenzialità di relazione, libertà, fantasia, studio, e mira a salvaguardare un’effettiva eguaglianza delle opportunità educative.

La scuola dell’infanzia, avendo comunque, sempre la massima attenzione al ruolo educativo dei genitori, collabora alla formazione completa dei bambini e, nella sua autonomia e unitarietà didattica e pedagogica, concretizza la continuità educativa con la scuola primaria (articolo 2, legge 53 del 28 marzo 2003).

Il Decreto del Presidente della Repubblica 89 del 2009 ha regolato il riordino della scuola dell’infanzia (e del primo ciclo). Sul territorio nazionale sono presenti scuole dell’infanzia statali e scuole dell’infanzia paritarie a gestione pubblica e privata.

Attività educative

Le attività educative, non solo, dunque, ai tempi della didattica in presenza, per gli alunni di scuola dell’infanzia sono frazionate in cinque “campi di esperienza”, individuati dal decreto ministeriale 254 del 2012 che reca le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione:

– Il sé e l’altro;

– Il corpo e il movimento;

– Immagini, suoni, colori;

– I discorsi e le parole;

– La conoscenza del mondo.

Indicazioni nazionali

Le Indicazioni nazionali intendono bloccare gli obiettivi generali, gli obiettivi di apprendimento e i pertinenti traguardi per l’espansione formativa delle competenze dei bambini e ragazzi per ciascuna disciplina o campo di esperienza. “Le indicazioni nazionali e nuovi scenari”, documento a cura del Comitato Scientifico Nazionale per le Indicazioni Nazionali per il curricolo e del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione nel paragrafo “La scuola dell’Infanzia: identità, autonomia, competenza, cittadinanza” ribadisce che “la scuola dell’infanzia è parte integrante del percorso formativo unitario previsto dalle Indicazioni 2012 e, soprattutto negli istituti comprensivi, contribuisce alla elaborazione del curricolo verticale. In questo grado di scuola la centralità di ogni soggetto nel processo di crescita è favorita dal particolare contesto educativo: è la scuola dell’attenzione e dell’intenzione, del curricolo implicito – che si manifesta nell’organizzazione degli spazi e dei tempi della giornata educativa – e di quello esplicito che si articola nei campi di esperienza. Questi mettono al centro dell’apprendimento l’operare del bambino, la sua corporeità, le sue azioni, i suoi linguaggi. Nella scuola dell’infanzia non si tratta di organizzare e “insegnare” precocemente contenuti di conoscenza o linguaggi/abilità, perché i campi di esperienza vanno piuttosto visti come contesti culturali e pratici che “amplificano” l’esperienza dei bambini grazie al loro incontro con immagini, parole, sottolineature e “rilanci” promossi dall’intervento dell’insegnante. Tra le finalità fondamentali della Scuola dell’Infanzia, oltre a “identità”, “autonomia” “competenze” viene indicata anche la “cittadinanza” c’è quella di operare per assicurare ai tuoi piccolissimi alunni di: “vivere le prime esperienze di cittadinanza significa scoprire l’altro da sé e attribuire progressiva importanza agli altri e ai loro bisogni; rendersi sempre meglio conto della necessità di stabilire regole condivise; implica il primo esercizio del dialogo che è fondato sulla reciprocità dell’ascolto, l’attenzione al punto di vista dell’altro e alle diversità di genere, il primo riconoscimento di diritti e doveri uguali per tutti; significa porre le fondamenta di un comportamento eticamente orientato, rispettoso degli altri, dell’ambiente e della natura”.

La didattica a distanza anche alla primaria

Sono numerose le scuole dell’Infanzia italiane che hanno, con meticolosa attenzione, avviata una seria, ordinata, programmata, efficace azione didattica, educativa e formativa. Come, tra questi, quella attuata all’Istituto Comprensivo Statale “Matteo Ricci” di Roma e consultabile al link:

https://www.icmatteoricci.edu.it/index.php/didattica-a-distanza/a-distanza-infanzia-didattica.

Nel documento “La mia casa si fa scuola. Didattica a distanza per la scuola dell’infanzia”, c’è scritto: “Care famiglie, attraverso queste diapositive abbiamo continuato a realizzare una lista di attività che potrete continuare a proporre ai bambini in questi giorni in cui la scuola è «entrata nelle vostre case». Vi ringraziamo di nuovo per la partecipazione con cui avete accolto questo percorso di didattica a distanza, giunto alla terza edizione. Rimane invariata la raccomandazione di proporre le attività in modo graduale, a seconda delle vostre possibilità e delle risposte dei bimbi”. E, poi, l’appello per il dopo: “Conservate con cura i lavori dei vostri bimbi, sia quelli relativi a queste attività che quelli liberi e spontanei! Sono una traccia importante di questo periodo e un modo per raccontarlo quando saremo di nuovo insieme a scuola! Mandate, se avete modo, foto degli stessi, pensieri, feedback, racconti e quant’altro, alle vostre insegnanti di sezione tramite e-mail! Per noi è importante conoscere le loro reazioni e sapere come stanno!”.

A seguire la scuola attiva alcune attività che troverete nel documento che si allega.

Allegato 1

Allegato 2

Allegato 3

Alleato 4

Video chiamate anche all’Infanzia

Come per i compagni più grandi, dalla Primaria all’Università, anche per i bambini dell’Infanzia le video chiamate (quelle in piattaforma) rappresentano, senza ombra di dubbio, la più importante forma di interazione tra docente e discente. Solo in questa maniera è possibile compiere la più importante operazione a favore di bambini così piccoli. Come bisogna organizzare una lezione-gioco, lezione-laboratorio, lezione-divertimento? Innanzitutto, è necessario preparare delle lezioni on line di non più di 35 minuti; poi non tediarli costantemente. È necessario, dunque, non fare lezioni per non più di tre volte a settimana. Altra modalità gestionale potrebbe riguardare la divisione del gruppo classe in piccoli gruppi di non più di sei alunni. Ciò permetterebbe all’insegnante di dedicare la giusta attenzione a ciascun bambino.

Provate a registrare dei video

Alcuni docenti, anche di scuola Primaria, hanno utilizzato come metodo comunicativo con i propri alunni, quello di inoltrare loro dei video e, subito dopo, inviarli agli alunni. Si tratta, certamente, di un metodo meno empatico, migliore del semplice e inutile inoltro, ai genitori, dei compiti, ma pur sempre un compromesso alla più utile videoconferenza. E se non aveste le competenze adeguate alle lezioni sincrone? E se non tutti i genitori riescono ad accede alle piattaforme, cosa è necessario, meglio, cose è utile registrare? Innanzitutto, letture di poesie, di fiabe, di filastrocche. Poi si potrebbero recapitare dei piccoli video di attività con esercizi e consegne da poter realizzare a casa. Paidea, la società che ha lo scopo “di innovare il mondo della formazione con metodologie originali ed attive” dà alcune indicazioni in tal senso:

Possiamo registrare noi stessi mentre parliamo.

Possiamo realizzare un’animazione (anche semplicemente con PowerPoint) e registrare solo la nostra voce.

Possiamo registrare il piano di lavoro mentre mostriamo come si svolge un gioco (anche attività di pregrafia).

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