Didattica a distanza: per il 42,7% degli studenti è calata la motivazione. Tra le ragioni mancanza di esperienza degli insegnanti

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1,6 miliardi di studenti costretti a seguire le lezioni a distanza a causa della pandemia. Secondo uno studio portato avanti dal Centro di ricerca DRC – Disability Research Centre dell’UNINT – Università degli Studi Internazionali di Roma, la motivazione allo studio in questo periodo è diminuita nel 42,7% dei casi, è rimasta costante nel 37,4% ed è aumentata nel 20%. Questi i numeri riportati da Invalsi.

Dallo studio emerge poi che alcuni studenti sono stati in grado di tenere il passo con la transizione all’apprendimento a distanza, molti altri, in particolare gli studenti giovani e più fragili dal punto di vista socio-economico-culturale, hanno subito gravi perdite di apprendimento.

La ragione di questa perdita di motivazione? Una delle principali è stata l’assenza di infrastrutture digitali adeguate, ma anche spesso un sostegno incostante da parte dei genitori, o la mancanza di esperienza da parte di alcuni insegnanti nel fornire le lezioni con gli strumenti e i linguaggi della didattica a distanza.

Invalsi sottolinea come le dinamiche alla base della motivazione allo studio non siano più viste come legate esclusivamente all’individualità e all’universo di potenzialità dello studente, ma coinvolgano tutti gli attori, il contesto, gli adulti di riferimento.

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