Didattica a distanza: per gli studenti o per gli insegnanti? Lettera


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Inviato da Lauro Costantini – Sono un insegnante di scuola media superiore.

Volevo esprimere sinteticamente il mio pensiero, in questo drammatico momento, su un aspetto delle iniziative di didattica a distanza che stanno prendendo lodevolmente piede in tantissime scuole italiane.

Senza naturalmente mettere in alcun modo in discussione l’unica alternativa che resta alla presenza in classe, per poter garantire una minima continuità didattica, intendo esprimere le mie perplessità sulla furiosa abnegazione con cui tanti colleghi si sono lanciati verso l’interazione online.

Ho potuto constatare come, in molti casi, gli allievi siano stati investiti da una serie di consegne che non giocano a favore,secondo il mio parere, in un momento come questo, della serenità degli stessi studenti e delle loro famiglie (soprattutto quelle dei preadolescenti, di frequente ancora non in grado di gestire completamente certi famigerati compiti da soli).

Dovremmo avere, invece, la lucidità di comprendere che, in questo frangente, la tecnologia dovrebbe soprattutto garantire un pizzico di normalità, in modo da offrire ai ragazzi e a chi è loro vicino, quel sapore di quotidianità dispersa in questi devastanti giorni.

L’insegnante, quindi, non solo come colui che assegna asettiche e a volte faticose consegne, spesso accompagnate da rigorose (e discutibili) verifiche, ma come figura ancor più rassicurante, capace di riportare al consueto disperso, a quegli incontri che scandivano puntualmente le ore, pur tra immancabili ritrosie varie, ma comunque orientanti.

Non vorrei, e concludo, che, dopo anni e anni di frustrazioni da discredito sociale di cui è rimasta indubbiamente vittima la nostra categoria, questo marasma pandemico abbia offerto l’occasione a molti colleghi per un inedito, mi si passi il termine, “scrupolo professionale da visibilità”, col rischio di innescare insensate rivalse e narcisistiche ostentazioni sulla pelle degli studenti e, ripeto, in molti casi delle loro famiglie.

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