Didattica a distanza. Pensiamo prima ai nostri bambini e ragazzi. Lettera

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Inviato da Andrea Meloni – Io ho svolto l’ultima lezione il 22 febbraio, nelle scuole dove insegno ci siamo attivati per la didattica a distanza.

Io sono solo al mio secondo anno che insegno, sono e rimarrò sempre a favore per la Dad soprattutto in questo periodo di emergenza.

Ho letto i docenti che si rifiutano di fare Dad e forse non hanno capito che ora è l’unica soluzione possibile per rimanere in contatto con i nostri studenti.

Ma ho anche letto docenti che equiparano la didattica a distanza con la didattica in presenza, anche questa la ritengo una cosa scorretta nei confronti dei nostri studenti e delle loro famiglie dato che nonostante la situazione di emergenza oberano i ragazzi di compiti, preparano verifiche e fanno anche interrogazioni on line e ci sono docenti che scrivono gli assenti alle loro videolezioni.

Dico solo a questi docenti di prendere la Dad in primis proprio come un mezzo per restare in contatto con loro e il mio modo d’agire è un compito a settimana, videolezioni non obbligatorie, niente voti, verifiche e interrogazioni on line. Noi dobbiamo essere visti come un’altra persona che cerca di dare un po’ di normalità non come un’altra persona distaccata che fa “odiare” la scuola.

Ai voti, al programma, agli scrutini, agli esami penseremo dopo; prima mettiamo al primo posto gli alunni e le loro famiglie, la scuola in questo momento deve essere anche un loro supporto a non un altro problema tra ore al pc, tantisismi compiti, videolezioni obbligatorie, interrogazioni e verifiche online.

E il fatto che tutti ci lamentiamo che stanno tanto all’iphone non è un buon motivo per farli stare ora troppe ore al pc.

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