Didattica a distanza, Pacifico (Anief): “Salvaguardare il diritto all’istruzione nella speranza di un’Italia migliore”

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Comunicato Anief – Oggi pomeriggio, nel corso dell’approfondimento giornalistico di Orizzonte Scuola Tv, sono intervenuti Maddalena Gissi segretaria di Cisl Scuola, Pino Turi segretario di Uil Scuola e Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief.

Oggi, nel corso dell’approfondimento giornalistico di Orizzonte Scuola Tv, ha avuto luogo un dibattito sulla didattica a distanza e il relativo contratto integrativo: sono intervenuti Maddalena Gissi, segretaria di Cisl Scuola, Pino Turi, segretario di Uil Scuola, e Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief. Infatti, dopo ANIEF e CISL, anche FLC-Cgil ha firmato il contratto integrativo sulla didattica digitale integrata che cerca di dare delle regole alla “giungla” interpretativa dei mesi scorsi in tema di didattica a distanza. Anief ha sottolineato come l’accordo raggiunto abbia evitato ogni arbitrarietà e abuso nell’organizzazione del lavoro e ribadisce l’autonomia degli organi collegiali nella programmazione della didattica, nel rispetto delle norme contrattuali vigenti e del diritto allo studio. Il sindacato ha ribadito come adesso sia compito del Governo trovare 200 milioni in legge di bilancio per dare anche ai precari la card per utilizzare gli strumenti informatici indispensabile per disciplinare la dad.

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato, alla domanda sul perché Anief abbia deciso di firmare il contratto integrativo sulla dad, ha affermato che “lo ha fatto perché esso tutela e dà regole semplici su come si debba portare avanti. Quando lo abbiamo firmato abbiamo reputato necessario dare delle indicazioni certe, visto che ci sarebbe stata la dad per almeno il 75% dell’attività e avrebbe preso il via dopo due giorni, come previsto dal Dpcm anti-Covid firmato dal premier Giuseppe Conte. Oggi in 7 regioni su 20 si fa solo dad. Il parlamento ha chiesto una sessione contrattuale con chi rappresenta i lavoratori su come regolare la dad: a marzo e aprile c’era assenza di regole, non c’era diritto alla disconnessione, molti docenti stavano davanti al pc anche nei weekend. Ora si hanno delle regole che tutelano anche la salute dei docenti, in più è il collegio docenti che decide: c’è un piano della didattica digitale che è vincolante, anche se il dirigente scolastico ha sempre il dovere e il diritto di organizzate il lavoro. Adesso si possono fare delle pause, c’è il diritto alla disconnessione, si possono alternare lezioni sincrone con lezioni asincrone”.

“Inoltre a marzo e aprile – continua il sindacalista autonomo – tra coloro che hanno preso seriamente l’impegno e hanno mantenuto la dignità professionale abbiamo avuto un duplicarsi del lavoro con alti livelli di stress da lavoro correlato. Abbiamo agito in virtù della tutela della salute dei lavoratori e degli studenti e avendo chiara l’idea di non volere tornare all’anarchia della dad dei mesi passati; inoltre la valutazione deve esserci, perché è un’attività a tutti gli effetti, sia per gli studenti che per i lavoratori. Noi chiediamo che tutti gli insegnanti abbiano gli strumenti necessari per portare avanti questa modalità di didattica, e lo abbiamo chiesto al Governo attraverso l’estensione della card docente anche ai precari, che ingiustamente non la percepiscono; pensiamo anche a una formazione adeguata, c’è un contratto che la regolamenta. C’è il diritto all’istruzione e noi speriamo in un’Italia migliore e vogliamo salvaguardare l’istruzione. Bisogna applicare queste norme per tutelare tutti i lavoratori, per la sfida che hanno accettato di mantenere il diritto all’istruzione nel periodo di pandemia”.

Per quanto riguarda poi le lezioni in presenza, Pacifico ha aggiunto che “è necessario riconoscere il rischio biologico ai docenti in classe. Fine di tutti è permettere ai lavoratori della scuola di portare avanti il loro compito in sicurezza e serenità. Bisogna sottolineare che in questi mesi ciò che si fatica di più a raggiungere è il fine educativo del nostro compito di insegnanti, che bisognerebbe espletare soprattutto di presenza. Data l’emergenza che viviamo, abbiamo chiesto nell’intesa di vederci ogni settimana per sapere come procede; noi siamo qui perché i lavoratori ci hanno scelti e siamo aperti al confronto”.

Ritornando al contratto, il presidente Anief ha affermato che “sicuramente va migliorato ma abbiamo fatto un passo in avanti rispetto alla confusione dei mesi passati. La speranza resta quella di poter tornare tutti in classe, appena la curva dei contagi si sarà abbassata. Ma bisogna guardare ai dati di oggi: proprio ieri per la prima volta abbiamo chiesto al Governo una riflessione. In estate si è sottovalutata la ripresa di questo virus, mantenendo fuori dalle aule un comportamento anche sconsiderato. Ora c’è il pericolo di un nuovo lockdown: dobbiamo garantire in questo momento quindi il diritto all’istruzione. La scuola non è un luogo di contagio ma non si può nemmeno impedire che qualcuno si prenda il virus, questo è ciò che di scientifico si sa. Probabilmente le scuole dovranno chiudere e quindi cosa si fa, si torna al caos di aprile? Con il contratto si scongiura ciò. Questa è la situazione, cerchiamo solo di arginare i danni. Ci siamo in questo baratro e ne dobbiamo uscire insieme. Noi come sindacato stiamo facendo delle assemblee on line in tutte le scuole d’Italia, perché vogliamo capire cosa accade e migliorare ciò che non va, siamo qui per recepire le proposte dei lavoratori e per ascoltarli”.

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