Didattica a distanza, “note” ai genitori che suggeriscono risposte a figli

di redazione

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Difficile gestire la didattica a distanza, o meglio complicato “tenere a bada” i genitori degli studenti impegnati queste settimane con le lezioni online. Ne parla Repubblica.

Padri e madri a casa in smart working e figli che seguono la didattica a distanza. Quali risultati? Secondo diversi insegnanti e dirigenti scolastici tanti suggeriscono le risposte ai propri figli, al punto che alcuni presidi si sono trovato costretti in questi giorni a emanare circolari in cui certificano l’obbligo di non suggerire.

Il dirigente e gli insegnanti invitano le famiglie a vigilare affinché i ragazzi svolgano i compiti loro assegnati nel modo più autonomo possibile, sostenendoli e guidandoli se necessario, ma senza interferenze che possano vanificare l’acquisizione di saperi e competenze“: è questa la comunicazione di un istituto scolastico di Parma.

Altre scuola hanno chiesto agli studenti di rendersi visibili lasciando accese le telecamere durante le lezioni. “Si deve vedere se lo sguardo del singolo ragazzo è esclusivamente sul pc o se sta ricevendo aiuti esterni. Le prove scritte saranno realizzate con sei studenti per volta, sorvegliati con la telecamera della piattaforma. Si deve vedere se lo sguardo dell’alunno è rivolto al monitor o altrove” commenta un preside dirigente scolastico di Vo’, uno dei primi focolai del coronavirus.

La didattica a distanza, stando alla bozza di decreto pubblicata dalla nostra redazione nei giorni scorsi, diventa obbligatoria. Si prospetta inoltre la proroga anche per il prossimo anno dei libri di testo già in adozione.

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