Didattica a distanza, non tutti hanno la connessione. Scuolabus equipaggiati per portare WiFi dove manca, succede negli USA

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Digital divide, un problema non solo italiano, ma che riguarda anche altre aree del mondo occidentale. La didattica a distanza presuppone che ogni famiglia abbia  un device e soprattutto collegato alla rete Internet.

Situazione in Italia

Un panorama variegato, che va da un 82,3% di connessi nella provincia autonoma di Trento al 67,3% della Calabria. Un andamento da Nord a Sud che è proporzionale alle famiglie cui manca una connessione, per una media nazionale del 76,1%.

Situazione che non consente a tutte le famiglie di poter accedere alla rete e, di conseguenza, di poter accedere al diritto all’istruzione che di questi tempi passa per Internet. Basti pensare che al 41,1% della Calabria e Basilicata manca un collegamento veloce alla rete.

Come risolvere in tempi brevi?

E’ emergenza, potremmo dire educativa, l’accesso alla rete è essenziale e  non si può certo pensare ad interventi strutturali (che magari si sarebbero dovuti effettuare nel recente passato) che risolvano il problema. Ci vuole un’idea “veloce”.

Ed ecco che nello Utah (distretto Millard), dove le scuole pubbliche sono state sospese fino al 1 maggio, degli autobus adibiti al trasporto degli studenti sono stati equipaggiati con strumenti adatti a fornire il Wi-Fi.

Gli autobus vengono parcheggiati nelle aree in cui manca una copertura Internet e gratuitamente forniscono il servizio necessario per seguire le lezioni a distanza.

Il distretto ha anche potenziato i segnali di Internet in molte delle sue scuole in modo che gli studenti in auto possano entrare nei parcheggi e usufruire della linea  gratuita per scaricare il materiale didattico.

Anche le chiese, come si legge su Desernews, hanno offerto alle famiglie l’uso delle loro connessioni Wi-Fi.

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