Didattica a distanza, non possiamo addebitare costi internet a studenti! Lettera


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Inviato da Caterina Fiorini – Sono una docente precaria che insegna in un istituto tecnico nella provincia di Viterbo.

Proprio oggi con i colleghi discutevamo del fatto che i ragazzi, che si stanno dimostrando molto collaborativi e attenti anche nella didattica a distanza, iniziano ad avere problemi di connessione.

Speravo che nel decreto se ne parlasse, invece la Ministra Azzolina ha chiaramente sorvolato sul discorso di “internet”, parlando invece chiaramente che la manovra economica prevista – e già nelle casse delle Scuole- prevede l’acquisto dei device per gli studenti meno abbienti.
Ebbene, la didattica a distanza diventa obbligatoria e il problema dei device è affrontato.

Ma dove è previsto che alunni e docenti siano automaticamente provvisti di internet?
Io sono una docente precaria, non ho nemmeno diritto al bonus dei 500 euro. Ho un PC che ha 10 anni, non è compatibile con gli attuali programmi che stiamo utilizzando per le lezioni.
Non ho internet a casa.
Me la sto cavando utilizzando il mio cellulare, sia come connessione che come device per le videolezioni, ma non posso condividere lo schermo per una lezione in diretta. E quindi le Registro e le invio agli alunni.
Ed io sono un lavoratore, quindi cerco di adeguarmi con i mezzi che ho e cerco di fare il meglio possibile per non far mancare niente ai miei studenti.

Ma non posso comprarmi un PC nuovo per questa emergenza. Ho una famiglia da mantenere, ora che mio marito non sta lavorando con la sua piccola impresa artigiana e non percepisce quindi uno stipendio.

Ma cosa sappiamo delle famiglie dei nostri alunni?
Come possiamo pretendere da loro che abbiano internet, oltre che gli strumenti, per seguire le lezioni?
Internet dovrebbe essere reso fruibile gratuitamente alla fascia di età compresa in quella scolare, almeno.

I ragazzi sono collaborativi, seguono in diretta, consegnano compiti, studiano da soli e chiedono spiegazioni. Sono puntuali, si impegnano. Ma se finiscono i giga sul cellulare e a casa non hanno rete fissa, come facciamo a pretendere da loro che risolvano la questione?!
E se non possono acquistare altro traffico dati necessario?
Se hanno difficoltà economiche, come possiamo insistere su questo?
Ci troviamo a dover obbligare delle famiglie a spendere ulteriori soldi…
È non è giusto.

Sul link della solidarietà digitale, a leggere bene, Tim e wind si sono specializzate per garantire traffico ai clienti.. BUSINESS!
Per gli studenti vodafone giga illimitati… Per un mese solo!
Fastweb poi ancora più ridicola. Un milione di giga… Ma sono cumulativi per tutti i clienti, infatti sono terminati in una settimana.

Ora, per me non è un problema pagarmi una scheda internet appositamente per il mio lavoro. Non sarebbe dovuto, ma non mi importa, perché il mio lavoro lo faccio ad ogni costo.
Ma ai ragazzi, alle famiglie in difficoltà, che magari ricevono gli aiuti per il banco alimentare… Non si può chiedere di comprare giga per l’istruzione dei figli.

Scriverei direttamente alla ministra Azzolina se potessi… Impossibile che venga sottovalutato questo aspetto con la obbligatorietà delle lezioni online.

Cordialmente

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