Didattica a distanza, nel decreto la parola “obbligo” non c’è. Lettera

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inviata da Maria Enea – Ponzio Pilato ha sempre trovato seguaci. Quindi la parola “obbligo” nel decreto non c’è, perché persino al Ministero della Magia, in arte Miur, sanno che non può essere obbligatorio un servizio prestato da casa, a proprie spese e a proprio rischio.

E che per gli stessi motivi non può essere obbligatorio nemmeno per gli allievi, a loro spese e a loro rischio.

Rischio, sì. Perché si agisce in deroga alle norme sulla sicurezza sul lavoro, che sono molto dettagliate anche riguardo al lavoro al computer.

Si agisce in barba alla normativa sulla protezione dei dati personali, nostri e degli alunni.

È di oggi la notizia che una delle principali piattaforme è stata hackerata.

Quindi il personale docente “assicura”, ma chi “assicura” il personale docente?

Come mai nel decreto si fa confusione tra l’anno in corso e il prossimo?

Perché la politica in Italia si fa prima sui social, ma senza confronto con la base, e poi sulla Gazzetta Ufficiale?

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