Coronavirus, anche a Firenze si pensa a centri estivi per i bambini

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Didattica a distanza e centri stivi, intervento del sindaco di Firenze Nardella.

Didattica a distanza

Il sindaco di Firenze, come riferisce l’Ansa, ha dichiarato a Lady Radio che la Ministra Azzolina ha affermato che fino a settembre non si parlerà di scuola. Per Nardella non è accettabile che non se ne parli e si dice pronto, insieme agli altri sindaci a dare una mano per la realizzazione della didattica a distanza:

“Il ministro Azzolina ha  annunciato che fino a settembre non si parlerà di scuola” ma “deve comunque garantire la didattica ai nostri figli in tutto
il territorio nazionale. Noi sindaci siamo disposti a dare una mano. Non si può pensare che non si parli di scuola da qui a settembre, è inaccettabile”.

Riguardo alla nuova modalità didattica, il sindaco di Firenze vorrebbe chiedere “al provveditore agli studi di farci sapere quante scuole effettivamente fanno corsi a distanza per i loro studenti.” Questo perché al lui risulta che in molte scuole non si svolga:  “Ci sono molti insegnanti che si stanno dando da fare, presidi che si stanno organizzando, altri no: la direzione regionale deve vigilare perché la scuola è un  diritto”.

Centri estivi

Un altro tema da affrontare, second il Sindaco, è quello dei centri estivi, che si dice pronto a riaprire a metà giugno:

“Il Comune è pronto a lavorare per riaprirli: l’orizzonte temporale è metà giugno, se il Governo ci mette” nelle giuste “condizioni”.

Quanto alla possibilità di far uscire i bambini, il sindaco prevede che ciò avvenga per step:

“Abbiamo pensato ad una serie di step concreti: consentire, in alcune aree verdi delimitate con il nostro personale comunale, l’uscita di bambini accompagnati dai loro genitori con una serie di prenotazioni”.

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