Didattica a distanza, Lombardia “anche alle medie ma non al 100%”. Azzolina chiede dati contagio nelle scuole al CTS

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Sul lockdown si misura il braccio di ferro fra Regioni e Governo. Il nuovo dpcm è stato al centro di una serie di vertici, uno via l’altro. Fra Regioni, Comuni, Province e governo prima, fra Conte e i capi-delegazione poi e infine fra Conte, i capi-delegazione e i capigruppo.

Molti i tempi sul piatto, dalla chiusura dei centri commerciali, al coprifuoco dopo le 18, fino ad interventi mirati per gli over 70, la categoria più a rischio nell’epidemia Covid-19.

Sul tavolo c’è pure il tema scuola. Anche su quel fronte, il governo non esclude misure diverse da area ad area: “Non si deve prendere una decisione univoca – ha detto Boccia – ma deve dipendere dal grado di contagiosità in ogni regione”.

Tra le misura in discussione la chiusura della scuola nelle aree che saranno dichiarate zona rossa, nonché la didattica a distanza per gli studenti a partire dalla terza media.

Ed è proprio sulla possibilità di estensione della DAD anche alle medie che è intervenuto oggi su Rai Tre l’assessore al welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera: “Contro il volere di tutti abbiamo fatto la dad alle superiori al 100%, è una delle misure che abbiamo intenzione di estendere, vediamo se è una misura che si deciderà per tutto il paese, oppure la regione Lombardia lo valuterà, le medie qualcosa in più o altro, lo valuteremo”, ha detto.

Nel frattempo, secondo quanto riporta l’ANSA, il Ministro Azzolina, nel tentativo di limitare gli interventi sulla scuola ha chiesto al Comitato Tecnico Scientifico di fornire i dati sui contagi nelle scuole.

Dato che dovrà essere elaborato dalle autorità sanitarie sulla base delle comunicazioni fornite dalle stesse scuole.

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