Argomenti Didattica

Tutti gli argomenti

Didattica a distanza: lavorare da soli o a coppie. Il punto di vista degli studenti

Stampa

L’insegnamento ha sempre un fine, che non è quello di una buona lezione, o di una lezione dotta, ma è solo ed esclusivamente l’apprendimento dell’allievo.
In classe – anche nella classe virtuale – nulla accade se non accade nella testa del discente. Diamo quindi centralità agli allievi e in molti casi si può.
Immaginiamo la DAD vista dagli allievi, ma quante cose devono sapere fare? E come li possiamo aiutare?

DAD e il ritmo del mondo dei social

La DAD ha cambiato il loro modo in cui gli allievi fruiscono occasioni di apprendimento, che da una parte sono del tutto nuove, ma dall’altra sono forse un po’ più simili all’esperienza quotidiana di molti ragazzi, fatta di social, video, chat, messaggi brevi e concisi.

Un allievo normalmente sposta la sua attenzione in maniera veloce da un messaggio di un amico a un link, mentre è possibile che stia videogiocando.

Confrontate con questo ritmo veloce, le nostre lezioni abituali, proposte online, anche se non hanno sempre la possibilità di essere accattivanti, possiamo comunque fare tanto e bene e dare un senso.

In particolare partiamo dalle consegne e dai compiti assegnati e riflettiamo su quante cose richiediamo agli allievi e alle famiglie e cerchiamo insieme soluzioni valide.

Lavoro individuale

Schematizziamo in maniera semplice cosa un allievo deve sapere, sapere fare, produrre e su cosa deve riflettere per rispondere a una consegna del docente. E lo facciamo assumendo virtualmente il punto di vista di un allievo.

Ho dodici, fra poco tredici anni, e devo ricordare, sapere fare e riflettere su:

  • Le Password da non dimenticare
  • Dove sono i materiali?
  • Dove ho gli account per le app extra che usa il docente: tipo Padlet, Jamboard, ma ci vuole la PW?
  • Quando svolgere i compiti?
  • Come, dove e quando caricare o inviare il materiale?
  • Se non sono sicuro di cosa fare mi devo rivolgere a un compagno scelto da me o ho un compagno tutor affidatomi dal docente.
  • Posso rivolgermi al docente? E se si arrabbia?
  • Devo sapere leggere con attenzione lunghe consegne; a volte non vi è tutto sulla piattaforma. Alcune cose il docente le ha dette solo a lezione, beh capisco lo fa anche per farsi ascoltare, ha detto che in didattica si chiama effetto Backwash.
  • Io però non le ricordo e ora cosa faccio, mi rivolgo all’amico tutor?
  • Il compito è uguale per tutti e allora lo copio.
  • Il compito è personalizzato, allora prendo quello di un compagno e almeno lo modifico un po’.
  • Il compito è progettuale, o cooperativo boh?, e ogni coppia crea qualcosa di nuovo o una parte del tutto…non so…
  • Devo sapere valutare quanto tempo mi richiede un compito, è difficile, ma per fortuna i docenti me lo dicono; studia 2 volte per 45 minuti… meglio che una volta sola 90 minuti di studio… almeno spero…
  • Dopo devo fare altri compiti per altre materie e devo anche vedere la mia serie su Netflix.
  • Devo leggere bene e capire i feedback del docente che non so quando arrivano. In altre materie lo so il giovedì mate ci manda sempre le correzioni e i feedback.
  • Mi devo autovalutare, boh cosa vuol dire? Metto una faccina?

Lavoro a coppie

Schematizziamo ora in maniera semplice cosa devono sapere, sapere fare 2 allievi che lavorano in coppia, cosa devono produrre e su cosa devono riflettere.

Nota: è possibile creare coppie nella DDI tra un allievo che si trova a casa e uno che si trova a scuola? Se è possibile tecnicamente affinate in base al vostro contesto i suggerimenti che seguono.

Suggerimento: come docenti assicuratevi che tutto ciò sia almeno in parte fattibile.

Siamo una coppia di allievi Sara e Leonardo

Siamo una coppia di allievi, Sara e Leonardo, fra poco abbiamo quindici anni e dobbiamo sapere fare e riflettere su:

  • Tante cose le sappiamo fare già da soli e sono nella lista precedente.
  • Come comunichiamo in due, nel sistema o con WhatsApp o al telefono?
  • Siamo obbligati a lavorare sulla piattaforma, ma è lenta, meglio farlo su un altro sistema, uno nostro, si potrà?
  • Se in due non siamo sicuri di cosa fare ci rivolgiamo a una coppia scelta da noi o abbiamo una coppia tutor affidataci dal docente. Possiamo rivolgerci al docente? E se si arrabbia?
  • Leo: “Quanto lavoriamo io e Sara, uguale 50% io e 50%? O Sara che è più brava faccio fare a lei, tanto il docente cosa ne sa?”
  • Sara: “No, non voglio fare tutto io! Poi se ci fa presentare in classe che figure fai tu Leo?”
  • Non riusciamo a stimare il tempo di lavoro, altri docenti danno indicazioni anche su questo.
  • Leo e Sara: “Che bello una coppia ha la consegna uguale alla nostra, così ci consultiamo prima di caricare il lavoro e la presentazione in classe va fatta in quattro, ci sentiamo rassicurati…”

Coppie o gruppi o coppie in parallelo

A distanza vi consiglio di lavorare molto spesso a coppie, modalità che dà il vantaggio di avere un referente diretto e permette di creare, se utile, coppie eterogenee.

Per compiti complessi, l’ideale sarebbe lavorare in gruppi, ma nella DAD tutto ciò diventa molto complesso a livello organizzativo anche se non va escluso.

Suggerimento: date a due o tre coppie la stessa consegna, in modo che possano collaborare nella fase redazionale e di risoluzione del compito. In questo modo, le coppie deboli hanno un aiuto anche durante le presentazioni del lavoro, vedono le coppie forti presentare prima e apprendono da loro.

Stampa

Graduatorie terza fascia ATA: incrementa il punteggio con le offerte Mnemosine, Ente accreditato Miur