Didattica a distanza: il verbale dei consigli per la verifica post rimodulazione programmazione. Due esempi di questionario

di Antonio Fundaro

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Siamo alle fasi finali dell’Anno scolastico nonostante gli adempimenti amministrativi e didattici non si trovano ancora all’apice.

Una molteplicità di impegni funzionali all’insegnamento e, tra questi, per quelle scuole che lo volessero fare, oltre agli impegni per l’adozione o la riconferma dei libri di testo, anche una riunione degli organi collegiali per valutare, dopo un attento monitoraggio, la didattica a distanza. Ottimo, al riguardo, pare essere la scelta dell’ICS Renato Guttuso di Carini (Pa), guidato dalla dirigente scolastico professoressa Valeria La Paglia, che ha previsto appositi consigli di classe, interclasse, intersezione per valutare: la rendicontazione traguardi raggiunti in base alle rimodulazioni delle programmazioni disciplinari o d’équipe pedagogica; il monitoraggio efficacia didattica a distanza e strategie adottate per alunni a rischio di “dispersione digitale”; la rilevazioni efficacia metodologie e strategie didattiche per alunni con BES; i criteri scheda di valutazione formativa (Cfr. PTOF), per scuola primaria e secondaria.

Altrettanto meritevole di attenzione, per l’eccezionalità della scelta operata, i questionari, quello per gli studenti e quello per i docenti, predisposto, somministrato e tabulato predisposto dall’Istituto Statale d’istruzione Superiore “Michelangelo Buonarroti” di Monfalcone (GO) guidato dal dirigente scolastico professore Vincenzo Caico. Nella premessa al questionario (che sia allega) la finalità dello stesso “il nostro Liceo ha attivato delle forme strutturate di didattica a distanza, per consentire agli studenti di proseguire nel loro percorso di apprendimento. Questo questionario ci aiuterà a raccogliere informazioni utili per migliorare il servizio che stiamo offrendo”.

L’intervista al dirigente scolastico Vincenzo Caico

A seguire, prima di affrontare cosa scrivere su di un verbale che intende rappresentare il monitoraggio della DaD, abbiamo voluto ascoltare uno dei dirigenti che si è attivato, sin dal primo momento, per monitorare la Didattica a Distanza.

Il professore Vincenzo Caico è il dirigente scolastico dell’Istituto Statale d’istruzione Superiore “Michelangelo Buonarroti” di Monfalcone (GO); un istituto che ospita il Liceo Scientifico, il Liceo Scienze Applicate, il Liceo Sportivo e il Liceo Linguistico. Le risposte alle due domande sono sufficientemente indicative di come sarà, meglio, dovrà essere la scuola del domani.

Preside, quanto può essere importante il monitoraggio sulla DaD, per ripensare alle scelte effettuate e programmarne di nuove, intanto per quest’ultimo mese di lezioni, e poi, per il prossimo anno scolastico?

“Un monitoraggio sulla didattica a distanza si è subito reso necessario perché stavamo percorrendo un territorio che per noi era sconosciuto. In poche parole, non sapevamo se stessimo facendo bene. E in effetti dal questionario sono emersi dei suggerimenti molto importanti, soprattutto da parte degli studenti. Ci siamo subito resi conto, ad esempio, che seguire delle attività didattiche online per gli studenti è più faticoso che seguire delle attività in presenza, e che a distanza non ha senso cercare di replicare le stesse dinamiche delle lezioni in presenza. Era il momento di correggere la rotta, per rendere questo nuovo strano modo di fare scuola più sostenibile per tutti. Quanto più ci saremmo allontanati dagli schemi consolidati che stavamo cercando di replicare, tanto più saremmo stati efficaci. La chiave di una nuova organizzazione didattica della scuola, infatti, doveva necessariamente passare da un ripensamento quasi da zero del nostro fare scuola, a partire dalle risorse e dalle conoscenze che avevamo a disposizione”.

A distanza di due mesi dall’inizio di questa sperimentazione cosa pensa debba andare modificato?

“Col senno di poi, direi che invece di lasciare ai docenti il compito di autoregolarsi sullo svolgimento delle lezioni, sarebbe stato più produttivo dare loro fin da subito delle indicazioni più precise sul monte ore e sul tipo di attività da svolgere online. Può sembrare banale, ma se fin da subito avessimo predisposto un orario settimanale delle videolezioni, forse saremmo stati un po’ più efficienti, anche se l’esperienza della didattica a distanza nel mio Liceo è da ritenersi comunque ampiamente positiva, pure essendo una didattica dell’emergenza.

Il verbale per la valutazione della DaD: cosa scrivere e cosa attenzionare

Cosa scrivere in un verbale di rendicontazione e di valutazione della DaD? Cosa privilegiare? Abbiamo predisposto, sulla scorta anche della proposta fatta dall’ICS Renato Guttuso di Carini, delle note operative per i consigli di Classe, di Interclasse o di Intersezione. Naturalmente i dati inseriti sono indicativi e necessitano degli aggiustamenti necessari e indispensabili adeguati alle condizioni delle scuole e delle comunità nelle quali si opera.

1. Rendicontazione traguardi raggiunti in base alle rimodulazioni

In base a quanto stabilito dalla nota ministeriale prot. 388 del 17 marzo 2020, i singoli consigli sono stati chiamati ad operare un controllo, riesame, rimodulazione della progettazione didattica di ciascuna delle classi sulla base delle esigenze relative all’emergenza da covid-19 e della relativa attivazione della modalità di didattica a distanza. Il Consiglio ha, dunque, proceduto ad una nuova rimodulazione dei Piano progettuali didattici previsti dalla progettazione curriculare d’inizio d’anno scolastico e delle Unità di Apprendimento definiti per le discipline e le educazioni curriculari. Ha, di fatto, proceduto alla semplificazione degli obiettivi di apprendimento, delle micro-abilità e di contenuto, indicando quelli indispensabili per la promozione dei processi di apprendimento nella Didattica a Distanza, restando naturalmente stabili i traguardi per lo sviluppo delle competenze previste. Nello specifico si è puntato a: adattamento degli strumenti e dei canali di comunicazione utilizzati; adattamento delle modalità di verifica formativa; adattamento della personalizzazione della progettazione per gli allievi DSA e con Bisogni educativi non certificati per i quali hanno provveduto a ripotare gli strumenti compensativi e dispensati proposti o utilizzati. In occasione di questo step gli insegnanti hanno provveduto a verifica l’andamento della DAD puntando ai feedback degli alunni e delle famiglie e attraverso il monitoraggio del livello di partecipazione.

2. Monitoraggio efficacia didattica a distanza e digitale” per alunni di dispersione scolastica

Presupposto fondamentale della didattica a distanza e digitale è stato quello di mantenere attiva la comunità di classe e fortificare il senso di appartenenza; di impegnarsi a evitare il rischio di solitudine degli alunni e, congiuntamente, anche delle famiglie; di tenere viva la scambievolezza comunicativa e relazionale tra docenti e discenti, pur nella cognizione dei limiti che sono impliciti e inevitabili nella didattica a distanza; non interrompere (sarebbe stato grave) il percorso di apprendimento. E ciò in modo più opportuno e consequenziale per gli alunni con diversa abilità per i quali è da evitare la interruzione dell’operosità didattica-educativa-formativa. Gli insegnanti hanno operato, per quanto nelle loro possibilità, per fortificare e rendere più solido il processo di inclusione e la collaborazione (anche se a distanza) tra insegnante di sostegno e l’alunno affidato, tra l’alunno e i docenti di classe e tra l’allievo e compagni di classe anche in osservanza della nota Miur prot. n. 388 del 17 marzo 2020. Fatte queste premesse gli insegnati hanno provveduto ad un monitoraggio dell’efficacia della didattica a distanza e digitale. La nota del 17 marzo 2020 prot. 388 chiedeva ai docenti di tenere nella giusta considerazione, nella progettazione della DaD di quelli che erano gli strumenti che andavano, come sono stati, ripensati, adattati, modificati e, successivamente, sperimentati. La nota recitava “il collegamento diretto e indiretto, immediato o differito, attraverso video conferenze, video lezioni, chat di gruppo, la trasmissione ragionata di materiali didattici, attraverso il caricamento degli stessi su piattaforme digitali e l’impiego dei registri di classe in tutte le loro funzioni di comunicazione e di supporto alla didattica, con successiva rielaborazione e discussione operata direttamente o indirettamente con il docente, l’interazione su sistemi e app interattive educative propriamente digitali: tutto ciò è didattica a distanza”. Alla luce di ciò si è deciso di utilizzare, per la realizzazione di una DAD adeguata alla rimodulata scommessa formativa, i seguenti strumenti: registro elettronico (per mantenere evidente la tracciabilità dell’operato del docente); applicazioni per le lezioni (ricadenti nella libertà di insegnamento) per tenere traccia dell’attività didattica in modalità sincrona; applicazione, sempre a scelta del docente, per le attività didattiche in modalità asincrona; App per chat di gruppo (es. whatsApp) con i quali mantenere vivi e efficienti i Feedback rapidi e immediati per attività didattiche in modalità asincrona con genitori ma anche con alunni.

Il monitoraggio statistico

Per eseguire il monitoraggio si sono utilizzati, riadattandoli in parte, sia gli indicatori del Ministero dell’Istruzione sia quelli, assolutamente efficaci, sperimentati dall’Istituto Statale d’istruzione Superiore “Michelangelo Buonarroti” di Monfalcone. In base a questi indicatori è stato possibile verificare che: il 100% degli studenti è stato raggiunto da tutti gli insegnanti con l’utilizzo, almeno iniziale, di WhatsApp che ha permesso un primo puntuale screening sulla capacità familiare di servirsi della DaD. Fatto ciò e stabilite relazioni stabili e proficue sono state attivate nel loro complesso le strumentalità digitali. A seguito di ciò il 75% ha seguito le videolezioni in streaming, in piattaforma Google Classroom e su WeSchool, il 9% ha avuto delle consegne da svolgere e le ha riconsegnate, percentuali minori di studenti hanno studiato su dispense e altro materiale fornito dagli insegnanti o hanno visto dei video o dei documentari online. Il 70% ha studiato dai libri di testo, mentre il 45% ha preso visione di videolezioni registrate. Pochi hanno svolto attività di progetto più complesse o ascoltato audio lezioni e podcast. Le videolezioni sono state realizzate dal 100% degli insegnanti, mentre il 90% ha dato compiti da svolgere e consegnare, il 70% ha fornito dispense. Il 50% degli insegnanti ha richiesto l’integrazione delle modalità di apprendimento con lo studio dai libri di testo. Praticamente il 70% gli studenti utilizzano Google Classroom come piattaforma per la gestione delle attività online. Il 95% utilizza anche il registro elettronico, il 70% ha fatto ricorso a YouTube, mentre il 100% ha ricevuto indicazioni tramite Whatsapp dagli insegnanti. Il registro elettronico, in effetti, è utilizzato dal 100% degli insegnanti come strumento per la didattica online, mentre il 60% dei docenti usa anche Classroom. Alte le percentuali (80%) degli insegnanti utilizzano anche Google Meet e Gmail. Lo smartphone è utilizzato da quasi la totalità degli studenti, i quali utilizzano comunque anche computer e tablet, mentre lo strumento più utilizzato dagli insegnanti è il computer portatile. Solo un bambino di fatto non ha mai toccato il pc in tutto il periodo. Per lo stesso, come per chi lo ha in prestito, è stata fatta apposita segnalazione al DS. Molto positivo è il giudizio degli studenti in merito al dialogo instaurato con gli insegnanti, e la valutazione è ricambiata dagli insegnanti, sebbene con più moderazione: Gli insegnanti sono comunque generalmente soddisfatti dell’impegno degli studenti.

Fotografia della situazione attuale

Per eseguire la fotografia dell’attuale classe si sono utilizzati, riadattandoli, in parte, sia gli indicatori del Ministero dell’Istruzione sia quelli, assolutamente efficaci, sperimentati dall’Istituto Statale d’istruzione Superiore “Michelangelo Buonarroti” di Monfalcone. Le fasce di livello risultano essere state fissate nell’ultima occasione utile per fotografare la classe, ovvero la valutazione di primo quadrimestre. Nulla, da allora, è mutato, ne poteva accadere il contrario considerato il turbolento periodo pre-sospensione delle attività di didattiche. Per ciò che, invece, riguarda la percezione dell’attività a distanza si rappresenta che:

– Per quanto riguarda il rapporto che si ha con la didattica online, la fetta maggiore di studenti (38%) ritiene che sta imparando di meno, ma in compenso sta sviluppando altre competenze. Il 30 % dichiara di fare fatica, e il 20% che si imparano meno cose, ma bisogna adattarsi.

– I docenti, dal canto loro, hanno accettato la sfida della didattica online: molti affrontano positivamente le difficoltà che incontrano, altri, in uguale percentuale, si stanno adattando a questa nuova esigenza. Solo il 9,4% aveva già sperimentato, prima dell’emergenza, questa modalità.

– Il 60% degli studenti pensa che la didattica a distanza possa essere utile solo per particolari esigenze o situazioni, mentre la percentuale di chi la ritiene solo un ripiego supera quella di coloro che la vorrebbero regolarmente integrata nella didattica di tutti i giorni.

– L’organizzazione che la scuola ha messo in piedi per fronteggiare questo periodo di emergenza è giudicata molto positivamente dagli studenti. Le difficoltà incontrate dagli studenti riguardano soprattutto la lentezza o la mancanza del collegamento a Internet (35,5%) e quelle nell’organizzare il proprio studio (40).

Lo stato d’animo di questi giorni di emergenza e preoccupazione pesa in maniera distribuita tra gli studenti. Infine, molto alta è la percentuale degli studenti che in questi giorni utilizza la Rete anche per altri scopi, diversi dallo studio, soprattutto per comunicare sui social.

3. Rilevazioni efficacia metodologie e strategie didattiche per alunni con BES;

Alla luce della normativa vigente inerente all’emergenza da nuovo coronavirus, anche in questo caso si è rimodulata la progettazione didattica prevista sia nei Piani Educativi individualizzati, sia nei Piani Didattici Personalizzati. Nel caso specifico si è provveduto a intervenire sugli obiettivi di contenuto disciplinari. La riprogettazione disciplinare e delle educazioni, già adatta alle diverse esigenze degli alunni e calibrata su di essi, è stata riconsiderata sia sul contenuto che per quanto riguarda le svariate aree di funzione. Si è intervenuti soltanto su quegli obiettivi che è possibile seguire anche in modalità DaD e con l’apporto e la partecipazione delle famiglie. Infine, il docente si è impegnato per stimolare l’alunno e avere risposta pronta delle sue istanze. Gli alunni con bisogni educativi speciali, si sono avvalsi di ciascuna delle applicazioni messe a disposizione dall’istituzione scolastica, mediante le quali potranno eseguire lezioni in modalità asincrona, o sincrona per gruppi o individuali stabilite con le famiglie. Le rilevazioni hanno mostrato che: la collaborazione è stata positiva; la relazione con gli adulti adeguata; la relazione con i pari adeguata; la frequenza costanza; il rispetto delle regole in modalità DaD soddisfacente; la motivazione al lavoro scolastico disorganica; l’organizzazione personale buona; la consapevolezza delle proprie difficoltà adeguata alle aspettative educative e formative. Inoltre, le strategie metodologiche e didattiche utilizzate sono state appropriate; le attività programmate e attuate (I quadrimestre) sono state implementate nel corso del II quadrimestre; le misure dispensative adottate e gli strumenti compensativi sono risultati adeguati alle mutate esigenze didattiche e metodologiche della scuola in modalità DaD.

4. Criteri scheda di valutazione

Il consiglio stabilisce che, in attesa, dell’ordinanza ministeriale che dovrebbe essere pubblicata a giorni si provvederà a continuare a ritenere la stessa come formativa e si terrà conto, più che del programma effettivamente svolto, delle seguenti prescrizioni, previste dall’ANP, che si possono sintetizzare affermando che la valutazione:

  • deve tener conto sia del processo formativo che dei risultati di apprendimento;
  • ha finalità formative ed educative;
  • concorre al miglioramento degli apprendimenti e al successo formativo degli alunni/studenti;
  • deve documentare lo sviluppo dell’identità personale;
  • deve promuovere la autovalutazione di ciascuno in relazione alle acquisizioni di conoscenze, abilità e competenze.

Si ribadisce che, al di là dei voti e dei giudizi, la scuola, anche se è chiamata a rilasciare, al termine di ciascun ciclo e di ciascun anno scolastico, attestati certificativi e pagello, dovrà modificare la percezione che su di essa hanno all’esterno. Non più luogo delle punizioni e premialità, quanto piuttosto come ambiente di apprendimento volto a formare l’uomo e il cittadino responsabile e maturo del domani.

Questionario sulla didattica a distanza alunni

Questionario per i docenti sulla didattica a distanza

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