Didattica a distanza, Fioramonti: deve diventare curricolare. Non “caricare” alunni e famiglie

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Didattica a distanza, intervento dell’ex Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti.

Fioramonti è intervenuto tramite un post su FB, evidenziando soprattutto che la didattica a distanza deve diventare curricolare e che non bisogna caricare alunni e famiglie diminuendo i carichi di lavoro.

Il post

In questi giorni mi sono consultato con vari colleghi che operano nel mondo della scuola in altri paesi e concordano tutti su un fatto: l’insegnamento a distanza presenta molti vantaggi, ma se non fatto correttamente rischia di diventare un grande boomerang.

Anche nazioni molto più tecnologizzate della nostra, dalla Corea al Giappone fino a Israele, stanno avendo molte difficoltà con l’introduzione massiccia ed improvvisa di strumenti di e-learning.

Ecco quindi alcuni spunti che possono essere utili ai colleghi del Ministero dell’Istruzione:

1) Questa esperienza ci dimostra che l’insegnamento a distanza deve diventare curriculare e sempre più integrato con le attività svolte in classe, altrimenti non riuscirà a svilupparsi in modo naturale e verrà sempre visto come emergenziale.

2) In questa fase iniziale, non può diventare un carico ulteriore sui genitori e sugli studenti, altrimenti si rischia il rigetto. Quindi è consigliabile che le scuole diminuiscano il carico di lavoro e le aspettative. Per facilitarne la fase esplorativa, potrebbe invece essere utile coniugarlo con attività di ricerca (in cui allo studente è dato un tema da sviluppare e su cui cercare maggiori informazioni) piuttosto che con convenzionali modalità di studio.

3) È importante sviluppare in tempi rapidi sistemi di comunicazione e gestione del materiale come SeeSaw (una sorta di webchat dedicata proprio alle scuole) o, ancora meglio, Study Sapuri (un sistema sperimentale giapponese che permette di seguire lezioni ed effettuare verifiche online per tutti i programmi di studio). Inutile sottolineare che modalità comunicative ordinarie come WhatsApp non si prestano bene per questa evenienza e caricarle di informazioni rischia di esasperare genitori e studenti, anche a causa della scarsa flessibilità d’uso.

4) Ricordiamoci che molte famiglie potrebbero avere più di un figlio in età scolare, ma un solo PC o tablet a casa. Il che risulta in colli di bottiglia nell’uso del medium tecnologico, con inevitabili frustrazioni. Sarebbe quindi utile concordare con RAI una nuova programmazione televisiva tutta dedicata alle scuole, con lezioni specifiche su cui poi effettuare verifiche. La TV ha insegnato agli italiani a leggere e scrivere: forse è arrivato il momento di tornare ad usarla per obiettivi r

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