Didattica a distanza, ecco come conservare da settembre gli elaborati degli studenti. In arrivo indicazioni Ministero

Stampa

La didattica a distanza sarà da supporto a quella in classe. Lo ha confermato la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, aggiungendo, inoltre, che ciò sarà possibile solo nelle scuole superiori. La didattica a distanza sarà da supporto a quella in classe. Lo ha confermato la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, aggiungendo, inoltre, che ciò sarà possibile solo nelle scuole superiori.

Tra le pratiche previste c’è quella che prevede che i docenti debbano conservare gli elaborati degli alunni e conservarli in appositi repository (in pratica in archivio).

Citiamo testualmente dalla bozza di linee guida: “Ai consigli di classe e ai singoli docenti è demandato il compito di individuare gli strumenti per la verifica degli apprendimenti inerenti alle metodologie utilizzate. Si ritiene che qualsiasi modalità di verifica di una attività svolta in didattica a distanza integrata non possa portare alla produzione di materiali cartacei, salvo particolari esigenze correlate a singole discipline o a particolari bisogni degli alunni. I docenti avranno cura di salvare gli elaborati degli alunni medesimi e di avviarli alla conservazione all’interno degli strumenti di repository a ciò dedicati dall’istituzione scolastica“.

Con la didattica a distanza, dunque, non si farà altro che continuare con quanto già previsto dalla legislazione scolastica.

Gli elaborati scritti degli alunni sono a tutti gli effetti atti amministrativi e, dopo la loro correzione, i docenti hanno l’obbligo di consegnarli a scuola, essendo quindi del tutto escluso che un professore possa tenere in sua proprietà oltre tempo le prove scritte dei suoi alunni senza addirittura farne prendere visione agli stessi.

Come tutti gli atti amministrativi, anche gli elaborati scritti degli alunni, ai sensi della Legge n.241 del 1990, sono soggetti all’accesso formale o informale da parte chiunque ne abbia interesse, in specie i genitori che possono chiederne la visione e la copia.

La scuola, con l’attribuzione dell’autonomia scolastica (Legge n.59 del 1997 e successivo D.P.R. n.275 del 1999), ha acquisito la personalità giuridica configurandosi a tutti gli effetti di legge come ente pubblico e pertanto soggetto all’obbligo di tenere, ordinare e mettere in sicurezza un archivio, principio derivante appunto dalla sua natura di ente pubblico, come stabilito nell’art.30 del D.Lgs. n.42 del 2004.

Nelle Linee Guida per gli archivi delle istituzioni scolastiche ci sono specifiche indicazioni per la gestione e conservazione degli archivi didattici. In genere si parla di conservazione illimitata a campione: 1 anno ogni 5 per le elementari e le medie superiori; 1 anno ogni 3 per le medie inferiori. Le modalità per la gestione e conservazione dei compiti in classe spettano al dirigente scolastico.

Didattica a distanza, ecco le nuove regole. Bozza Linee Guida

Didattica a distanza, 9 corsi con iscrizione e fruizione contenuti gratuite

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur