Didattica a distanza e relazioni con le famiglie. Lettera


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Inviato da Mario Bocola – Ribadiamo un concetto già espresso. In questo periodo di grave emergenza per il Covid 19 c’è bisogno di una fattiva e proficua collaborazione tra famiglia e docenti.

Le famiglie devono sostenere il lavoro dei docenti e rispettarli per lo sforzo straordinario che stanno compiendo in un momento di difficoltà per il Paese e non devono tartassarli continuamente con pressanti ed inutili richieste. TUTTI I DOCENTI DA CASA LAVORANO PIU’ DI QUANTO SONO A SCUOLA! E guai a dire che devono essere privati dello stipendio perché non si recano fisicamente a scuola. C’è un’emergenza nazionale e di mezzo la salute e la salvaguardia di TUTTI!

Per questo la didattica a distanza è uno strumento indispensabile. Certo non siamo pronti e brancoliamo nel buio perché trattasi di una novità assoluta nel mondo della scuola. Tuttavia da casa i docenti sono impegnati con i propri studenti ad inviare compiti, fare videolezioni, utilizzare le piattaforme didattiche, spiegare e soprattutto tranquillizzare gli studenti che, purtroppo, stanno trascorrendo un periodo di “reclusione” forzata in casa.

I docenti dovrebbero essere più collaborativi con le famiglie diminuendo il carico dei compiti, ma non si può pretendere dalle famiglie che gli insegnanti stiano cinque ore della giornata davanti al computer collegati con gli studenti ed anche per il resto della giornata per sopperire alle attività pomeridiane degli studenti, quali la palestra, la piscina, il calcio, il basket.

I docenti devono favorire soltanto il processo di insegnamento/apprendimento non fare i babysitter ai genitori che lavorano. La didattica a distanza dee essere flessibile e non si deve pretendere idi fare da casa l’orario scolastico come se fosse in presenza. Assolutamente no e speriamo di sgomberare il campo da queste illazioni che stanno circolando in questi di grave emergenza sanitaria.

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