Didattica a distanza: discriminazione trasversale. Lettera


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Inviata da Carla Maggi – Buongiorno, sono impegnata nella emergenza sanitaria come fisioterapista e coordinatrice responsabile di area.

Sono testimone di come i genitori lavoratori del settore sanitario siano in enorme difficoltà nel seguire i propri figli così come richiede ora la scuola dimostrandosi scollata dalla realtà di tante famiglie oggi

La didattica a distanza richiede la presenza di un adulto competente vicino al bambino e discrimina non solo le famiglie meno abbienti senza wifi e tecnologia ma anche i laureati come i miei colleghi impegnati a ritmi pesantissimi in ospedale

Mi chiedo se con l’aiuto di insegnanti eccellenti come tanti in Italia non si possa strutturare un offerta uniforme ma di livello sul territorio nazionale nella logica che nessuno deve rimanere indietro.

Penso alla RAI e a come nel dopoguerra ha saputo eliminare l analfabetismo con una programmazione ad hoc.

Ricordate il Maestro Manzi?

Saluti

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