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Didattica a distanza, cosa valutare in uno studente? Valutazione sommativa e formativa. Esempi pratici e proposte operative

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C’è in corso un forte dibattito tra i numerosi docenti che hanno trovato, nella didattica a distanza, motivi in più per sperimentarsi, per formarsi e informarsi, per dare un calcio, deciso e forte, alla scuola che si adatta al ribasso, e docenti, pochissimi ma ci sono, che con la scusa che i propri alunni “non sono pronti” o “non hanno gli strumenti adeguati” (talvolta è vero, ma bisogna fronteggiare con le enormi risorse messe a disposizioni dal ministero e, in molti casi, vedi la Sicilia, della regione) o che la scuola “non è adeguata”

Ma poi, cosa si intende per scuola? I muri, le aule vuote, le biblioteche chiuse? Perché dispersa non si sa bene in quale anfratto dell’Italia, hanno deciso di “non fare” o di “fare poco”. L’interessante è, per alcuni, davvero pochi, per fortuna, adattarsi, cercare l’essenziale, magari qualche crocetta da mettere su qualche documento, e mettere alla porta quel gran patrimonio di opportunità che ci sta offendo, malgrado tutto, questa immersione totale nella novità, nell’innovazione, nella ricerca e nella sperimentazione. E nel dibattito è entrato, prepotente, il tema della valutazione nel momento nel quale diventa più determinante assumere decisione e adottare provvedimenti. Ma la cosa più importante è, fatto presente quale sia la normativa da applicare, chi deve assumere le scelte, dove farle nello specifico (quali organi coinvolgere) e, cosa valutare ai tempi del COVID-19. Ma andiamo per step.

[…] Il testo completo che include tutti i riferimenti normativi sulla valutazione è scaricabile a fine articolo

Cosa fare?

Particolarmente prezioso, qualsiasi sia la scelta da operare, potrebbe essere il tenere traccia dei percorsi collegati alla modifica dello strumento di valutazione, legandoli il più possibile alle competenze (il documento sulla certificazione delle competenze può costituire valido alleato) e aprendosi ai processi di autovalutazione dello studente e di autobiografia cognitiva, così come già previsto nel nostro PTOF. Altra scelta, sicuramente più rispondente alla normativa vigente (certo non in momento di Coronavirus) sarebbe quella, operata già da parecchie scuole, di incaricare un’apposita commissione (formata da DS, da FS PTOF, PdM, un referente per ciascuno degli ordini o dei gradi) per la redazione del documento di valutazione (modificante i criteri approvati nel PTOF), convocare un collegio dei docenti con un apposito punto all’ordine del giorno e, successivamente, far sì che sia il Consiglio di Istituto ad approvare detta variazione, talvolta, significativa al piano di valutazione.

Quali aspetti da considerare nella proposta di delibera del Collegio docenti

Per la valutazione della didattica a distanza l’IIS Russell Milano con sezioni associate Liceo “Bertrand Russell” e Liceo Classico “Omero”, diretto dal dirigente scolastico, prof.ssa Laura Gamba, propone di adottare una delibera di Collegio dei docenti (qui si riporta) considerare:

1. Numero di verifiche (anche diverso a seconda dei dipartimenti): proposta per i coordinatori di dipartimento – materie solo orali con 2/3 ore settimanali: 1 voto (modalità orale o attraverso elaborati scritti/test) – materie scritte e orali con 3/5 ore settimanali: 2 voti (con modalità orale o attraverso elaborati scritti/test);

2. Tipologia (scritta e/o orale):

Modalità orale (bisogna tener presente che alcuni alunni non hanno o fingono di non avere il microfono) – mappe concettuali: lo studente predispone una mappa concettuale personale su un argomento indicato dal docente; la invia al docente; quindi la illustra tramite video-conferenza in tempo contingentato. (può anche essere previsto un lavoro di gruppo organizzato in modalità a distanza). Questa metodologia potrebbe prevedere il voto in più discipline se i docenti di diverse materie si organizzano in percorsi di didattica integrata o interdisciplinare

– debate: organizzare un debate strutturato su un argomento scelto dal docente, che è stato trattato. La prova può essere svolta in due momenti contigui: preparazione scritta della propria linea argomentativa e dibattito tra le due squadre. Questa metodologia potrebbe prevedere il voto in più discipline se i docenti di diverse discipline si organizzano in percorsi di didattica integrata o interdisciplinare

– Richiesta di lettura, analisi e interpretazione di un testo (articoli, brani critici, problemi di carattere matematico e scientifico)

Modalità scritta (valida anche per la valutazione del voto orale)

– consegna di compiti/prove da svolgere a casa tramite calendarizzazione;

– Svolgimento di test/prove in stream;

– Presentazione di un progetto svolto a casa singolarmente o in coppia/gruppo che lavorano in modalità di collaborazione a distanza;

– Svolgimento di temi e analisi del testo in 2/3 ore in stream (consegna nell’ora stabilita);

– Per Secondo scritto: testi, esercizi o versioni;

Richiesta di commento di scelte di traduzione e di eventuali correzioni di versioni errate o proposta di versioni alternative.

È necessario far passare il più possibile il concetto che le prove si basano su un rapporto di fiducia, perché il voto in questo momento storico della scuola assume ancor più un valore relativo e ciò che conta è che il ragazzo abbia una restituzione di come procede il proprio processo di apprendimento.

I docenti devono anche essere consapevoli che tale patto di fiducia verrà disatteso da alcuni, ma riteniamo che forme di controllo militari non siano utili a nessuno (tanto, come in classe, se vogliono copiare, copiano).

3. Modalità di somministrazione

Dovremmo considerare che i nostri ragazzi stanno già vivendo un momento particolare e probabilmente ansiogeno per la maggior parte di loro, sarebbe importante che vivessero almeno la didattica e la valutazione a distanza in modo sereno, costruttivo (il compito della scuola in questi tempi dovrebbe essere forse questo), senza aggiungere preoccupazioni ulteriori; consideriamo che tutti siamo ora in un contesto di Bisogno Educativo Speciale. La scuola dovrebbe essere un punto di riferimento per i ragazzi. – Consegna tramite posta istituzionale del docente dei lavori svolti. Individuazione delle piattaforme.

4. Criteri di valutazione

Segnalare a registro tutti i voti, togliendo la spunta della media da quelli negativi: gli alunni potrebbero essere più invogliati a svolgere le prove in autonomia, senza escogitare imbrogli. (non mettere totalmente i voti insufficienti non darebbe al ragazzo e alle famiglie la visione del processo di apprendimento) È importante che il giudizio di valutazione indichi i punti di forza e debolezza della prova in modo tale da mettere l’alunno nelle condizioni di attuare un processo di metacognizione. Sarebbe opportuno indicare se gli obiettivi che si vogliono perseguire nella prova sono stati non raggiunti o raggiunti a livello base, intermedio, avanzato.

È necessario, in questo frangente, puntare su modalità di recupero delle carenze.

5. Soluzioni per studenti DVA

Indicazioni del dipartimento di sostegno

6. Soluzione per studenti DSA

Tutte le prove sopra elencate sono compatibili con le misure compensative e dispensative (alcune metodologie sono addirittura più idonee di alcune modalità che si attuano in classe), ad eccezione delle prove con tempi ristretti, soprattutto se prevedono domande chiuse (quiz e crocette).

7. Coordinamento dei CDC rispetto alla calendarizzazione

Si potrebbe lasciare autonomia di calendarizzazione ai singoli Consigli, su proposta dei coordinatori, evitando il più possibile sovrapposizione i docenti che hanno un numero di ore in classe pari o superiore a 4 (tenere conto invece dei docenti che sono presenti in un numero di consigli pari o superiori a cinque)

Proposta di linee comuni per una valutazione equilibrata

I collegi dei docenti dovranno fare una “Proposta di linee comuni per una valutazione equilibrata” da proporre ai diversi consigli di istituto per derogare ai criteri (o integrarli) previsti dal Piano Triennale dell’Offerta Formativa. Molte scuole hanno già stilato un decalogo sulla valutazione. Decalogo sul quale hanno lavorato, come già evidenziato in altro articolo, per stilare un documento di valutazione agile e utile, principalmente. La Scuola Secondaria di 1° grado “Fresa – Pascoli” di Nocera Superiore (SA), ad esempio, presenta una eccellente “Proposta di linee comuni per una valutazione equilibrata”. Il professore Michele Cirino, al quale va il plauso per la documentazione proposta a supporto dei docenti, degli alunni, dei genitori, nella circolare di presentazione della proposta scrive: “Questo documento vuole sostenere l’operato delle scuole attraverso la condivisione di procedure e di buone pratiche in merito alla valutazione della didattica a distanza. È un documento in progress, che potrà essere aggiornato con ulteriori riflessioni frutto dell’esperienza o a seguito di interventi normativi”. Il documento, che a seguire, si riproduce, è consultabile, per intero, al seguente indirizzo.

La “Proposta di linee comuni per una valutazione equilibrata” prevede che si consideri:

Al primo posto: serve una prospettiva incoraggiante per tutti: vista la situazione, serve una cornice incoraggiante: è dura per tutti, ma ce la stiamo facendo nella nostra classe, anche tu ce la fai. Serve agli alunni e serve ai docenti.

Non si può prescindere dalla valutazione: al di là della particolare situazione scolastica che stiamo vivendo e delle indicazioni normative che verranno date, la necessità di procedere con la valutazione nasce dalla necessità di fornire un feedback all’alunno e di dargli indicazioni su come procedere.

In tema di valutazione è necessario essere trasparenti con gli alunni (e con i genitori): è necessario condividere con gli alunni le modalità della valutazione, che cambiano. Questo ce lo dice il criterio della trasparenza, ma anche il buon senso didattico.

Dobbiamo essere consapevoli delle difficoltà dei ragazzi: le difficoltà sono molte e non sempre sono “scuse”: la pluralità dei canali e dei materiali da utilizzare, problemi tecnici, interruzioni per caduta della connessione ecc. Bisogna tenerne conto.

La prospettiva cambia: i prof spiegano e aiutano, ma il percorso di apprendimento è in carico allo studente, molto più di prima.

Le funzioni di strutturazione, supporto e controllo, essenziali per lo sviluppo di un processo di apprendimento efficace, se in aula sono presidiate dall’insegnante, a distanza sono riposte quasi esclusivamente nelle mani dello studente. Esercitare le stesse con efficacia richiede, però, un grado elevato di auto-gestione, di responsabilità, di controllo metacognitivo.

Qual è, allora, il profilo dello studente a distanza ideale?

– Forti abilità di gestione del tempo – Elevata motivazione al proprio apprendimento

– Abilità di autogestione

– Consapevolezza del proprio essere studente

– Conoscenza di strategie di apprendimento efficaci

– Capacità di formulare un proprio piano di lavoro per conseguire l’obiettivo una volta che un compito didattico è stato assegnato. Considerata l’età dei nostri studenti, questi skill diventano impegnative ma insostituibili occasioni di maturazione e di crescita, obiettivi da raggiungere, da monitorare e da valutare.

È importante trovare strumenti didattici in relazione a questi obiettivi (planning della giornata, alternanza studio/pausa, ecc.) ed è importante sollecitare l’autovalutazione dell’alunno su questi aspetti.

Serve dare fiducia, dare credito, incoraggiare. Non focalizziamoci solo sulla verifica dei contenuti appresi, ma apriamo la valutazione ad altre dimensioni, più adeguate al momento e utilissime per la crescita della persona e dell’autonomia e del senso di responsabilità.

Ma cosa valutare?

Selezionare con cura e misura obiettivi e indicatori (che cosa e come valutare) in modo coerente con le caratteristiche del proprio contesto scolastico. La diversità delle condizioni di lavoro degli studenti è amplificata dall’attuale situazione e condiziona significativamente le modalità della valutazione, oltre che ovviamente della proposta didattica.

Potenziare l’autovalutazione e la riflessione sul processo di apprendimento da parte dell’alunno (che difficoltà incontri, come le affronti, cosa ti riesce bene, in che cosa pensi di dover migliorare …).

Accentuare la dimensione continuativa della valutazione, l’osservazione del processo, del percorso che fa l’alunno, piuttosto che i singoli episodi valutativi (test/interrogazioni). Registrare elementi valutativi in itinere, provvisori, propedeutici a quella che sarà la valutazione finale.

Reinterpretare le interrogazioni:

– programmarle con i ragazzi

– svilupparle come “conversazioni a tema” per verificare se stanno seguendo, piuttosto che in verifiche approfondite sui contenuti. Farne occasione per farli riflettere sul loro attuale percorso di studio (vedi sopra)

– chiedere di preparare l’esposizione di un argomento, piuttosto che rispondere a domande. Cosa valutare?

Che cosa serve?

Verificare che siano attivi, che non subentri la noia, la solitudine, lo scoraggiamento. Dare loro feedback di conferma o di miglioramento rispetto a quello che stanno facendo e a come lo stanno facendo. Verificare se stanno seguendo e se apprendono (ovviamente la proposta didattica deve essere ridotta e semplificata).

Che cosa non serve?

Verificare puntualmente l’apprendimento dei contenuti e di tutto ciò che proponiamo. Il prossimo anno dovremo comunque riprendere le fila….

Quindi?

Registrare, piuttosto che dare voti. Registrare e capire le motivazioni, ci dà riscontro dell’adeguatezza della nostra proposta e dello “stato” dei ragazzi.

Che cosa registrare?

Presenza alle lezioni (fatti salvi problemi tecnici e simili).

– Le assenze devono essere registrate ed è necessario capirne la motivazione. Eventualmente e se considerato utile, avvisare i genitori e chiedere il loro aiuto.

– Ritardi e uscite dalla classe virtuale: registrarli e capirne le motivazioni.

Ricordate che anche a scuola alcuni alunni hanno bisogno di uscire dalla classe ogni tanto.

– Come l’alunno sta in classe: se chiamato, risponde? Interviene spontaneamente? Interviene se sollecitato? ecc.

Registrare le osservazioni e fare una sintesi periodica (quindicinale?) da cui può scaturire una valutazione provvisoria.

Riassumendo

Per dirla con Alessandra Rucci “Le condizioni radicalmente cambiate impongono uno sforzo creativo” e “dimentichiamoci di poter riprodurre da remoto le condizioni della didattica in presenza”

È necessario ragionare e imparare a pensare in termini di nuove opportunità: ovvero, cosa ci offre in più il digitale? E partendo da queste considerazioni, vediamo cosa effettivamente ci è necessario, come sottolinea Alessandra Ricci, per una valutazione seria e attendibile (in sintesi):

  • La valutazione nella DAD è possibile, è rimessa all’autonomia delle istituzioni scolastiche ma è indispensabile che il Collegio dei Docenti abbia deliberato apposite linee guida che regolino l’attività didattica e parimenti la verifica e la valutazione.
  • Presuppone che le articolazioni tecniche del Collegio dei Docenti mettano a punto strumenti ad hoc qualora siano adottate modalità di verifica non tradizionali.
  • È indispensabile che gli strumenti di valutazione siano comunicati con chiarezza all’utenza e che vi sia una pianificazione attenta delle verifiche da parte del CDC.
  • La valutazione formativa sopperisce alla carenza di interazioni immediate tipica delle situazioni di E-Learning.
  • Una valutazione attendibile Si ottiene: a) incrementando il numero di eventi/prestazioni valutabili; b) integrando diversi elementi fra loro (valutazione formativa e valutazione sommativa).
  • Spinta verso compiti di competenza, non riproduttivi, che richiedano risposte non «googlabili».
  • Uso di compiti non tradizionali.
  • I compiti a tempo sono da sottoporre solamente dopo l’illustrazione in modalità sincrona di un argomento. In questo caso le domande chiuse e le domande aperte serviranno a valutare la comprensione dell’argomento e il grado di attenzione dello studente, ma anche l’efficacia dell’intervento del docente. Contenuti ridotti, naturalmente, al giusto (minimo?).
  • Per la valutazione di saggi, relazioni e testi è utile servirsi di software antiplagio (https://www.compilatio.net/it/). Bisogna strutturare le consegne in modo tale stimolare l’uso di elementi di personalizzazione, riflessione, ragionamento, collegamenti. Possibilità di «aumentare» la scrittura.
  • Quali strumenti per valutare? Prevedere più eventi valutabili per tenere una traccia più attendibile del percorso di apprendimento ed evitare che la valutazione sia affidata ad episodi discreti. Costruzione di strumenti di valutazione (rubrics) ad hoc per le nuove prove Valutazione ponderata.

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