Didattica a distanza: cosa ha fatto il Ministero, cosa fanno i dirigenti scolastici e cosa i docenti

Coronavirus e Didattica a distanza, cosa ha fatto il Ministero, cosa fa il dirigente scolastico e cosa fanno i docenti.

Didattica a distanza: il Ministero

Il Ministero, come comunicato con nota del 13 marzo, ha messo in campo una serie di azioni per attivare la didattica a distanza, che con le misure del decreto “cura Italia” potrà essere meglio supportata e sviluppata.

Dal 2 marzo 2020 è stata allestita una sezione dedicata alla Didattica a distanza  per aiutare le scuole, ove è possibile trovare quanto segue:

  • piattaforme gratuite realizzate appositamente per le scuole
  • strumenti di cooperazione
  • scambio di buone pratiche e gemellaggi fra scuole
  • webinar di formazione
  • contenuti didattici utili per l’approfondimento delle discipline curricolari che gli insegnanti e i loro studenti possono consultare e scaricare, sezione a cui hanno aderito partner come Rai Cultura, Treccani e Reggio Children.

Al Ministero, inoltre, è attiva una task force, che è al lavoro ogni giorno per sostenere le scuole e rispondere alle loro necessità.

Il Governo , poi, ha stanziato 85 mln per supportare il nuovo modo di “fare scuola”, dettato dall’emergenze coronavirus. I fondi sono destinati a:

  • dotare le scuole di piattaforme e di strumenti digitali utili per l’apprendimento a distanza, o di potenziare quelli già in dotazione
  • mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso, dispositivi digitali individuali per la fruizione delle piattaforme nonché per la necessaria connettività di rete
  • formare il personale scolastico sulle metodologie e le tecniche per la didattica a distanza

Cosa fa il dirigente scolastico

I dirigenti, come già previsto dal DPCM del 4 marzo (poi confermato dai successi DPCM) attivano la didattica a distanza, organizzandone quindi le modalità di svolgimento, in base alla risorse ad oggi disponibili, cui si aggiungeranno quelle summenzionate.

I dirigenti, inoltre, devono monitorare l’attività suddetta, non per esercitare un controllo sui docenti, come sottolineato anche dal Ministero in una nota inviata ieri alle scuole, ma per verificare quanti alunni sono dotati di device e quanti no, quanti possono connettersi alla rete Internet e quanti no.

Il termine, entro cui il monitoraggio va svolto, è il 18 marzo tuttavia lo stesso Ministero ha comunicato che non si tratta di un termine perentorio.

Il monitoraggio, che si svolge attraverso un questionario online, serve a rilevare:

  • se è stata attivata o meno qualche forma di didattica a distanza;
  • in che modo sono stati coinvolti gli studenti (al fine di non tradurre questo periodo di sospensione forzata delle lezioni in una completa interruzione della formazione degli allievi);
  • l’effettiva dotazione informatica delle scuole, l’esistenza di strumenti già attivi per l’attivazione della didattica digitale e a distanza, il supporto alle categorie più deboli, la disponibilità di device per l’accesso alla didattica a distanza e la relativa connessione per gli studenti che ne abbiano bisogno;
  • l’utilizzo di strumenti di interazione a distanza anche per la gestione degli organi collegiali;
  • il numero approssimativo di docenti con competenze informatiche generali e adeguate per interventi di formazione a distanza con gli studenti.

Il questionario è raggiungibile a questo indirizzo.

Cosa fanno i docenti

Secondo quanto indicato dal Ministero, i docenti svolgono la didattica a distanza, utilizzando le piattaforme indicate dalle scuole o utilizzando il registro elettronico, ove indicare cosa studiare, fornire spiegazioni tramite video e materiale vario.

La didattica a distanza non può consistere, comunque, nella mera trasmissione di compiti ed esercitazioni, se non accompagnata da una qualche forma di azione didattica o anche semplicemente di contatto a distanza.

I docenti sono stati invitati più volte a mantenere i contatti con i propri studenti, aspetto questo importantissimo soprattutto per i numerosi alunni che al momento non riescono a fruire dei servizi a distanza offerti dalle scuole.

Particolare attenzione va rivolta agli studenti con disabilità, per evitare che si sentano “abbandonati”. Ci riferiamo anche al semplice contatto (telefonico, tramite chat…).

Sottolineiamo che:

I docenti, tuttavia, si stanno spendendo notevolmente per garantire il diritto all’istruzione dei loro allievi, spesso superando il monte ore di lavoro stabilito dal Contratto nazionale.

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