Didattica a distanza, consulenti per l’adozione dei testi vicini ai docenti

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In una situazione delicata come quella che stiamo vivendo, anche i consulenti per l’adozione dei testi possono fornire un supporto decisivo per il buon funzionamento della didattica a distanza. Riceviamo e pubblichiamo la lettera scritta da Vincenzo Calò, Presidente Anarpe, e inviata a tutti i suoi soci.

“Salve a tutti,

La tutela della nostra salute e di quella degli altri è un bene prezioso e primario che ne fa un diritto ed un dovere per ogni cittadino, garantito dalla Costituzione, ma prima ancora dalle regole fondamentali della convivenza civile.

Per questo deve essere una priorità non solo per ognuno di noi ma anche, ed a maggior ragione, per la nostra associazione e per tutti i nostri associati.

Come Dirigenti abbiamo il dovere di dirlo in tutti i tavoli e in tutte le occasioni che ci vedono in questi giorni impegnati nel prendere decisioni importanti per la nostra professione che in questa situazione inusuale, surreale e nuova per tutti è strettamente legata alla nostra salute individuale di cittadini e di operatori in strutture pubbliche (le scuole con personale docente e non), private (i librai, i loro clienti, coloro che lavorano nella grande distribuzione e negli ingrossi editoriali) e nelle nostre Aziende con i collaboratori ed i dipendenti.

Gli editori ci chiedono di fornire ai docenti materiali di servizio e non, seguire e dare supporto ai librai ma il nostro operato va ben oltre; siamo chiamati a stare vicini a tutti, quando è possibile, sia in chiave umana che professionale. Questo lavoro ci potrebbe ripagare un domani proprio per l’aiuto ed il supporto che abbiamo dato e che continuiamo a dare.

Ognuno di noi ha un insegnante o un libraio, più o meno tecnologico, che con una scusa ha bisogno di comunicare; ecco, in questi giorni, il nostro ruolo di assistente digitale diventa supplementare, prezioso, di servizio, amico e confidente.

Ricordiamoci che, anche se siamo colleghi ed avversari, oggi siamo e ci sentiamo tutti molto più vulnerabili. Dobbiamo essere protetti e tutelati prima con la consapevolezza in noi stessi e poi con quella che debbono riconoscerci editori e mandanti.

In questo momento in cui tutti siamo privi del bene più prezioso che abbiamo, la libertà, abbiamo bisogno, più che mai, di sentirci più vicini. Abbiamo bisogno di solidarietà ed in altre parole di adottare norme e comportamenti diversi e più umani.

Quando tutto questo sarà finito, perché finirà, ci auspichiamo di vivere diversamente, godendo di quello che ci circonda e soprattutto godendo di un nuovo umanesimo.

Cordialmente
Vincenzo Calò
Presidente”

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