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Didattica a distanza, come gestire rubrica competenze e sua valutazione. La riprogettazione (allegati da scaricare). Un esempio concreto

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Tornare spesso sulla progettazione, meglio, come l’ha giustamente chiamata il ministro dell’Istruzione, la ri-progettazione, non è solo un esercizio stilistico o didattico-metodologico, quanto piuttosto il modo per chiarire il fatto che ri-progettare vuol dire avere consapevolezza del percorso formativo di massima che caratterizza l’impegno didattico giornaliero, del canovaccio sul quale ci si è mossi, sulla rubrica di valutazione condivisa e sulla valutazione delle competenze a partire dalle quali è possibile ri-progettare.

Dunque, è assolutamente inefficace e improduttivo, pensare a ri-progettare senza avere chiaro cosa fare, come farlo e, principalmente, perché farlo. Ancor di più sarebbe inutile incominciare ritenendo che essa equivalga a una snocciolatura della progettazione annuale o, peggio ancora del Curriculo, o ad una semplice “riduzione”, come si legge in numerose comunicazioni ai docenti, degli obiettivi, dei nuclei tematici, delle abilità o delle micro-abilità. Nell’articolo si propone, ancora una volta, un altro esempio di scuola in grado di dare risposte all’utenza e fornire suggerimenti organizzativi alle altre realtà scolastiche.

Mappa metodologica

A seguire si propone la mappa metodologica che comprende le tappe del lavoro di gestione delle competenze (progettazione, formazione, valutazione, certificazione e validazione) e gli strumenti connessi ad essa.

La ri-progettazione non è…

Cosa fare, dunque, prima di procedere ad una ri-progettazione? Basta semplicemente un decreto, una circolare ministeriale per spingere (o costringere) il Collegio dei Docenti a stabilire (o a perseguire), pur nella sua sacrosanta autonomia, un adattamento della progettazione alle richieste scaturite da esigenze collegate al particolare momento storico? Se così fosse davvero sarebbe una sconfitta per l’autonomia d’insegnamento del docente italiano. Tra l’altro, bene ha detto, il ministro Azzolina, durante la trasmissione “La vita in diretta” che da insegnante non può che riporre fiducia nelle capacità del personale docente e nella loro autonomia capacità di individuazione della migliore strategia da adottare e del miglio percorso da seguire, anche in questo caso.

Non volendo entrare nelle scelte che opereranno le scuole, è evidente che è assolutamente fuori luogo pensare che la Fad o la DaD impediscano di portare a termine quanto progettato ad inizio anno. Ancor più fuori luogo, insensato potremmo dire, ritenere che la ri-progettazione sia un riadattamento al ribasso del progetto che si era voluto ritagliare sull’utenza dell’istituzione scolastica, meglio sui nostri alunni.

Ri-progettare non è lavorare al ri-basso

Ri-progettare non vuol dire andare al ribasso, non vuol dire “ridurre” o “ritagliare” le competenze, le abilità o le micro-abilità. L’unica cosa che invece dovrebbe accompagnare seriamente la scelta da operare sarebbe quella di rispondere, punto per punto, alla circolare ministeriale. Ovvero puntare a: adattamento degli strumenti e dei canali di comunicazione utilizzati; adattamento delle modalità di verifica formativa; adattamento della personalizzazione della progettazione per gli allievi DSA e con Bisogni educativi non certificati: (ripotare gli strumenti compensativi e dispensati proposti o utilizzati); modifica del PEI, relativo al contributo della disciplina, in coordinazione con l’insegnante di sostegno e gli altri docenti del CdC.

In effetti la motivazione la si evince dal passaggio della istruzioni operative del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 in cui è riportato “Le istituzioni scolastiche e i loro docenti stanno intraprendendo una varietà di iniziative, che vanno dalla mera trasmissione di materiali (da abbandonarsi progressivamente, in quanto non assimilabile alla didattica a distanza), alla registrazione delle lezioni, all’utilizzo di piattaforme per la didattica a distanza (…) Si consiglia comunque di evitare, soprattutto nella scuola primaria, la mera trasmissione di compiti ed esercitazioni, quando non accompagnata da una qualche forma di azione didattica o anche semplicemente di contatto a distanza”. Istruzioni che trovano accoglimento pieno e puntuale nella Circolare ministeriale del 17 marzo 2020, che recita: “affinché le attività finora svolte non diventino – nella diversità che caratterizza l’autonomia scolastica e la libertà di insegnamento – esperienze scollegate le une dalle altre, appare opportuno suggerire di riesaminare le progettazioni definite nel corso delle sedute dei consigli di classe e dei dipartimenti di inizio d’anno, al fine di rimodulare gli obiettivi formativi sulla base delle nuove attuali esigenze”. Circolare che pone alla base e a fondamento di tale operazione l’autonomia scolastica e la libertà di insegnamento, e condiziona ogni possibile operazione in tal senso (ovvero il riesame delle progettazioni) agli stessi organi, chiaramente indicati in circolare, che hanno steso e approvato la progettazione d’inizio anno. Appare, dunque, inevitabile che si sia un coinvolgimento degli organi collegiali e che ci sia, parimenti, l’attenzione al protagonista del processo di insegnamento-apprendimento che richiede da un lato, lo ha sottolineato oggi il ministro, una maggiore attenzione ai bisogni psicologici collegati al momento e alla sua interiorizzazione, dall’altro al suo fabbisogno culturale che è preminente rispetto a quello che ciascun docente sta tentando di porre in essere. Pare, dunque, imprescindibile un collegamento, non unico ma previlegiato, agli strumenti che, per ragion di cose, vengono modificati, talvolta totalmente modificati.

Elaborazione del repertorio delle competenze come primo step

Per lavorare secondo l’approccio per competenze e pensare alla ri-progettazione, è necessario stabilire se il repertorio delle competenze assicura, al tempo del COVID-19, un continuum di sviluppo formativo con attenzione al campo di vita personale e sociale disponibile a tutti; inoltre, un linguaggio che indichi i significati dei termini utilizzati e cosa essi significhino; la gestione delle rubriche; un corpo docente che sceglie, con consapevolezza e scientemente, questo metodo per operare in modo da generale, negli alunni, apprendimento dalle proprie esperienze.

I requisiti della competenza potrebbero essere specificati nel modo seguente:

Non dimenticandoci, però, che ciò che serve, per la ri-progettazione è proprio il repertorio delle competenze che, in qualche modo, scandiscono proprio la progettazione d’inizio anno e sui cui ambiti, che qui sintetizziamo, bisogna incidere per validare la rubrica della competenza:

– Competenze di base degli assi culturali

– Competenze chiave di cittadinanza

– Competenze professionali

– Altre competenze.

Ri-elaborazione del percorso formativo di massimo ed eventuale adattamento

Senza “canovaccio formativo”, ovvero senza rappresentazione di massima del percorso che orienta i docenti-formatori nell’insegnamento, non può assolutamente esistere una ri-progettazione. Per ri-progettare non è necessario né uno sguardo al programma (sequenza di lezioni per contenuti), né uno sguardo al progetto e neppure uno sguardo al curricolo (sequenza di unità didattiche per obiettivi, attività e verifiche), ma è necessario e prioritario il disegno del cammino dell’anno con le attività principali attività che coinvolgono tutti gli alunni, la loro scansione, i ruoli, gli strumenti utilizzati, i tempi, i risultati e le modalità di verifica e valutazione. In tal modo è necessario, per ri-progettare il percorso formativo sulle azioni e sulle esperienze che si propongono agli allievi e quindi sul loro coinvolgimento attivo e sulla mobilitazione dei loro talenti così da formare vere competenze, individuare quale formazione, meglio, quale percorso formativo si sceglie. Ed in questo caso è assai chiaro che il ragionamento muove solo dalla formazione a distanza o dalla didattica a distanza (l’uso dell’uno o dell’altro non è equivalente, naturalmente). Si allega un format del “canovaccio formativo o didattico” a partire dal quale dobbiamo ri-progettare, fissando, per ciascuna delle fasi in cui l’abbiamo scandito (start, centrale e terminal), “Che cosa” andiamo a ri-progettare, Chi è coinvolto nella ri-progettazione (docente di quale disciplina o educazione), Tempi (da a) da scandire, strumenti che verranno riadattati, modificati, totalmente cambiati, e, infine, Verifica-valutazione della progettazione adeguata e non cambiata come, spesso, dicono taluni.

Vedi allegati a fine articolo

Nessuna ri-progettazione senza le rubriche di valutazione delle competenze

Premesso che la rubrica della competenza è indispensabile per, successivamente, ragionare attorno a qualunque cosa, ancor di più ad una ri-progettazione, non dobbiamo dimenticare, mai, che questa matrice è quella ci permette di identificare, per una nota competenza oggetto di azione formativa, il legame che si stabilisce tra le diverse componenti. Ed il riferimento va agli indicatori, (quelli che sono le evidenze, i compiti e comportamenti osservabili) e ai livelli, (quelli che sono i gradi di padronanza nella molteplice stratificazione) che il soggetto è in grado di rivelare nel difendere quei compiti assegnati. La rubrica delle competenze, congiunta al profilo e al catalogo educativo e formativo, sulla base di una preferenza degli obiettivi formativi per la classe; ma va anche alla verifica e alla valutazione delle acquisizioni realmente fatte in modo adeguate ed efficiente da parte degli alunni; e va, naturalmente, alla riprogettazione anche attraverso una rimaneggiamento, meglio riadattamento, degli strumenti e delle modalità di eseguire percorsi di apprendimento tali da guidare l’azione formativa in maniera da ottimizzare le acquisizioni e oltrepassare le criticità emerse per la scelta necessaria della didattica a distanza.

Valutazione delle competenze che tenga conto della rimodulata forma di erogazione della didattica

La competenza disegna il nesso primario dell’attività valutativa (e, dunque, formativa) giacché l’apprendimento non risiede nella replica di un’estrinsecazione verbale o di un processo manuale o mentale, ma si raccoglie nell’applicazione adatta e attinente delle risorse della persona all’interno di contesti reali che indicano all’alunno quesiti e compiti che sono chiamati ad assumere. Le competenze, inoltre, non sono l’unico contenuto delle acquisizioni ai quali si aspira tramite i percorsi formativi; difatti, l’azione formativa punta pure all’acquisizione di conoscenze ed abilità e ancora all’assunzione, da parte degli allievi, di comportamenti maturi, appartenenti ad un cittadino cosciente, indipendente e consapevole delle proprie responsabilità. Ecco perché diventa indispensabile predisporre, ancor prima della ri-progettazione, una “Griglia di valutazione della competenza” che tenga conto della nuova e rimodulata modalità di erogazione della didattica.

Certificazione delle competenze

La certificazione delle competenze disegna l’attimo nel quale, dopo la valutazione, si transita alla rilevazione del giudizio. Questo vuol dire che non è sufficiente porre dei giudizi a lato della lista delle competenze, ma sarebbe necessario, invece, assicurare il criterio della credibilità, che determina un legame con tale giudizio restituendo a questo una efficienza rivelatrice ed una comparazione probatoria.

Validazione delle competenze

La validazione delle competenze punta ad assegnare un valore a quanto seguito e documentato dalla scuola in relazione alle competenze professionali, mediate e a seguito del coinvolgimento produttivo dei soggetti coinvolti: gli alunni. I criteri per la validazione della rubrica possono essere identificati in:

– Pertinenza: indicatori posti nel campo della competenza;

– Completezza ed essenzialità: gli indicatori sono preposti in grado di incoraggiare l’ottenimento della competenza;

_ Chiarezza e gradualità: i livelli di padronanza devono individuare le conoscenze rilevabili e raffigurare movimenti progressivi e bilanciati da uno all’altro;

– Utilità: la rubrica deve poter garantire una usabilità ai docenti per: identificazione delle condizioni di apprendimento, verifica e valutazione delle acquisizioni, riadattamento degli obiettivi e delle piste di apprendimento.

La DaD presso ITET Girolamo Caruso di Alcamo: una intervista al DS Vincenza Mione

L’istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Girolamo Caruso” di Alcamo, presieduto dalla professoressa Vincenza Mione rappresenta un’altra di quelle realtà che intendiamo portare a esempio e modello per quanti vogliono essere, come questa, pronti alle sfide della DaD, con la ri-progettazione ancora una volta al centro del processo-

La scuola ha sin da subito attivato la didattica a distanza utilizzando le piattaforme necessarie, quali Google G-Suite e altre ancora, e i programmi ritenuti confacenti la mission dell’Istituto ha fatto presente il DS Mione.

Sfruttando al massimo le potenzialità tecnologiche di cui dispone l’istituto, in pochissimi giorni, il “Girolamo Caruso” di Alcamo (TP) ha attivato tutte le classi in modalità virtuale, consentendo a tutti di usufruire delle attività didattiche on line, per garantire un percorso di condivisione anche emotiva oltre che didattica e disciplinare con i suoi allievi.

L’ITET Caruso ha già fornito i PC portatili ai suoi alunni

L’ITET, immediatamente e prescindendo i finanziamenti che pure arriveranno, ha fornito a molti alunni i pc portatili al fine di colmare le carenze tecnologiche che esistono in molte famiglie.

L’ITET Girolamo Caruso ha immediatamente effettuato la sua ri-progettazione per la Didattica a distanza e dopo una prima fase di condivisione e scelta ponderata (con il supporto degli esperti presenti a scuola, l’animatore digitale, Enzo Munna, i docenti di informatica e di tecnologie, con la buona volontà di tutti i docenti, dello staff del dirigente, dei docenti funzione strumentale e del personale ATA, incaricato anche della consegna dei pc alle famiglie, coordinatori di classe ha coinvolto gli alunni) ha avviato le attività in modalità sincrona e asincrona con un orario strutturato per curricolo essenziale di 20 ore connessi e il resto offline. La ri-progettazione, dunque, ha preceduto l’erogazione della didattica a distanza, rispettando, in maniera puntuale, quelli che devono essere gli step di un adeguato processo formativo. A proposito si allega il vademecum per l’erogazione della didattica online predisposto dall’istituto. L’ITET che ha adottato, come moltissime altre scuole italiane, il format predisposto da “OrizzonteScuola”, la cosa ci inorgoglisce, ha previsto un usabile link per il caricamento della “Programmazione Disciplinare Rimodulata” facilmente consultabile per apprezzare la dinamicità della scuola al seguente indirizzo:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf0ERZVs1OFEU_G6fQns_44aYnuVogFcBgi8vBV5zv5Pz4gMg/viewform

Per vincere la scommessa digitale serve coordinamento

Il dirigente dell’ITET Caruso di Alcamo ha coordinato, organizzato e gestito, tutta l’attività con il supporto della collaboratrice vicaria Rosanna Risico. Il Prof Enzo Munna ha creato le classi virtuali per gli alunni ma anche per tutti i meeting on line con tutti i docenti, tra i docenti dei consigli di classe e, nei prossimi giorni, partiranno anche gli incontri scuola famiglia in modalità conferenza on line. “Siamo fermamente convinti che in questo momento la vicinanza tra scuola e famiglia è quanto mai auspicabile per una condivisione del nuovo progetto didattico” ha precisato il DS Vincenza Mione.

Sono stati forniti indicazioni su come gestire la classe virtuale, informativa sulla privacy, procedure da attivare e posture da assumere affinché non ci siano rischi di nessun genere per alunni docenti o famiglie.

La scuola “aperta” entra in casa: time sheet e soft skills

La scuola, dunque, ha responsabilmente attivato tutti i percorsi necessari per salvaguardare ogni ruolo istituzionale e garantire che ciascuno abbia la possibilità di partecipare attivamente come se, ha comunicato la DS Mione “ripeto come se … la scuola fosse aperta!”.

Stiamo anche predisponendo un format, per gli alunni, attraverso il quale creare una sorta di diario di bordo, corredato di time sheet che racconti il tempo di ogni attività degli studenti. Inoltre, ai ragazzi sarà chiesto l’elaborazione di un percorso multidisciplinare e multimediale da acquisire come performance conclusiva dell’attività didattica a distanza. Una nuova didattica una nuova modalità di acquisire conoscenze e competenze ma soprattutto il potenziamento delle soft skills necessarie in qualsiasi epoca ma in tempo di coronavirus assolutamente indispensabili.

“Confido che l’emergenza possa finire nel più breve tempo possibile ma nel frattempo la scuola viva si fa scuola di Vita, a distanza, ma non per questo di minore valore” ha concluso, al termine della videochiamata con meet, la dirigente scolastico Enza Mione.

Rubrica della competenza da adoperare per la ri-progettazione

Canovaccio del percorso formativo o didattico per la ri-progettazione

Vademecum gestione della didattica a distanza

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Eurosofia organizza la III edizione di [email protected] Aiutiamo i giovani a progettare il loro futuro in modo consapevole