Didattica a distanza, come e perché rimodulare l’Atto di Indirizzo. Un esempio da scaricare

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Non tutti l’hanno ancora predisposto (vuoi per la molteplicità di adempimenti che si stanno rincorrendo a scuola e, sovente, l’urgenza con cui debbono essere predisposti o evasi), ma in molti ne stanno valutando la necessità. Il riferimento va all’adeguamento dell’Atto di Indirizzo al Collegio dei Docenti riguardante la definizione e la predisposizione del Piano triennale dell’Offerta Formativa che predispone il dirigente scolastico.

La normativa istitutiva

È la Legge 13 luglio 2015 n. 107 che introduce la “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti” e che prevede all’articolo 1, ai commi 12-17, prevede che:

  1. le istituzioni scolastiche predispongono, entro il mese di ottobre dell’anno scolastico precedente il triennio di riferimento, il piano triennale dell’offerta formativa (d’ora in poi: Piano);
  2. il piano deve essere elaborato dal Collegio dei Docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico;
  3. il piano è approvato dal Consiglio d’Istituto;
  4. esso viene sottoposto alla verifica dell’USR per accertarne la compatibilità con i limiti d’organico assegnato e, all’esito della verifica, trasmesso dal medesimo USR al MIUR;
  5. una volta espletate le procedure di cui ai precedenti punti, il Piano verrà pubblicato nel portale unico dei dati della scuola;

L’articolo 25 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n° 165 recante “Norme generali sull’0rdinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” attribuisce al dirigente scolastico, quale garante del successo formativo degli alunni, autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane, per assicurare la qualità dei processi formativi e per l’esercizio della libertà di insegnamento, intesa anche come libertà di ricerca e innovazione metodologica e didattica e per l’attuazione del diritto di apprendimento da parte degli alunni

L’articolo 1, comma 2, del Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n° 150 individua, tra l’altro, la migliore organizzazione del lavoro, elevati standard qualitativi ed economici delle funzioni e dei servizi, il rafforzamento dell’autonomia, dei poteri e della responsabilità della dirigenza, l’incremento dell’efficienza del lavoro pubblico e il contrasto alla scarsa produttività e all’assenteismo e la trasparenza dell’operato delle amministrazioni pubbliche anche a garanzia della legalità.

Il richiamo alla normativa emessa in stato emergenziale

La situazione emergenziale in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 ha imposto, alla scuola, una rimodulazione dell’organizzazione della didattica e non solo di quella. Rimodulazione necessaria anche alla luce di una modifica sostanziale della normativa in tema di sicurezza, luoghi di lavoro, didattica, valutazione, gestione dell’emergenza, e, in particolare, il riferimento va:

  • al decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19» e, in particolare, l’articolo 3;
  • al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 febbraio 2020, recante «Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23 febbraio 2020; • al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 febbraio 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 25 febbraio 2020;
  • al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 1° marzo 2020;
  • al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 marzo 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 4 marzo 2020;
  • al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 del 8 marzo 2020;
  • alle note del Ministero dell’istruzione n. 278 del 6 marzo 2020, n. 279 dell’8 marzo 2020 e n. 323 del 10 marzo 2020;
  • la nota MIUR prot. 388 del 17.03.2020 avente per oggetto “emergenza sanitaria da nuovo Coronavirus. Prime indicazioni operative per le attività didattiche a distanza”;
  • al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri emanato in data 10 aprile 2020.

Atto di indirizzo e l’esempio dell’Istituto tecnico economico statale “Luigi Einaudi” di Verona

Sarebbe utile e necessario che il dirigente scolastico, nel suo nuovo atto di indirizzo, inviti i docenti, come ha fatto il dirigente scolastico dell’Istituto tecnico economico statale “Luigi Einaudi” di Verona, la professoressa Carla Vertuani, “a valutare ed attivare, responsabilmente, nel periodo di sospensione dell’attività didattica tutte le iniziative adattabili al proprio gruppo classe, tenuto conto delle competenze personali e della possibilità di formazione e autoformazione messe a disposizione dal Gruppo di lavoro e disponibili nel drive condiviso, utilizzando gli strumenti che la scuola ha a disposizione, anche accedendo, in presenza e su base volontaria, ai dispositivi disponibili nelle aule digitali della scuola”.

Obiettivi dell’Atto di indirizzo

L’Atto di indirizzo (e le prime linee guida approntate dal Gruppo di lavoro formato dai docenti proff. Ottaviani, Ligorio, Lanzarotto, Ottaviano, Federico, Comencini, Salemme e Passaro), riformulato alla luce della modificata normativa scolastica che ha parecchio modificata ‘organizzazione della scuola e le modalità di erogazione della didattica, dovrebbe elencare, come ha fatto quello dell’Istituto tecnico economico statale “Luigi Einaudi” di Verona, i riformulati obiettivi.

A titolo esemplificativo e riprendendo quelli del “Luigi Einaudi” di Verona, si potrebbe prevedere di inserire “- Trasformare la didattica on line improntata in fase di emergenza in una didattica blended che integra la lezione in aula con le nuove tecnologie, diventando prassi quotidiana, aggiornando il PTOF con linee guida sulla didattica digitale;

  • pianificare periodicamente alcune attività strutturate di didattica online, tali da fungere da “esercitazioni” per favorirne la pratica;
  • formare i docenti e gli studenti sulla creazione di contenuti da fruire sia in modalità sincrona che asincrona e sulla loro gestione anche in modalità e-learning;
  • creare sezioni digitali e repository di attività/lezioni on line per tutte le discipline;
  • imparare a ricercare le fonti più attendibili in particolare digitali e/o sul Web, abituandosi a documentarne sistematicamente l’utilizzo con la pratica delle citazioni;
  • diffondere le potenzialità delle piattaforme DaD;
  • prevedere nella progettazione didattica iniziale e intermedia contenuti digitali da condividere in sede di Dipartimenti per materia;
  • documentare le attività di didattica on line oltre che condividendo i prodotti in Bacheca, anche tramite il registro elettronico indicando argomenti, contenuti, modalità e l’elenco degli studenti partecipanti;
  • ridurre il digital divide all’interno della comunità professionale e tra gli studenti;
  • favorire una didattica inclusiva come richiesto dai decreti citati a vantaggio di ogni studente, anche nei casi di assenza dalle lezioni sia per cause di salute, sia per la partecipazione agli scambi individuali all’estero che per altri documentati motivi”.

Aspetti organizzativi

L’Atto di indirizzo dovrebbe anche intervenire relativamente agli aspetti organizzativi. Si potrebbero invitare i docenti più esperti a costituire un gruppo di lavoro di supporto alle attività dei colleghi.

Indicazioni operative di lavoro per la didattica a distanza e on line

Il rimodulato atto di indirizzo potrebbe prevedere, come ha fatto l’Istituto tecnico economico statale “Luigi Einaudi” di Verona, indicazioni su:

  • Le comunicazioni: auspicabile che siano ridotte le comunicazioni via mail e siano privilegiati spazi condivisi;
  •  La didattica a distanza individuando cosa fare, cosa non fare e cosa evitare. Ad esempio: a. sulla fruizione di risorse asincrone condivise, ad esempio mediante piattaforme e bacheca del registro elettronico rappresentano due strumenti importanti, comprese le lezioni registrate e rese disponibili sulle diverse piattaforme; b. sulla limitazione delle comunicazioni dirette point-to-point da riservarsi alle “exceptions”, cioè alla gestione di errori, emergenze individuali, anomalie di funzionamento; c. sull’uso di eventi sincroni (quali conference call nelle varie forme, compresi i webinar, lezioni online …) solo quando la dimestichezza nell’uso delle tecnologie e le caratteristiche del substrato informatico lo consentono;
  • lezioni asincrone online indicando cosa deve fare un docente. Ad esempio, idealmente ogni docente/dipartimento di materia dovrebbe fornire in linea di massima una lezione x classe a settimana, contenente i riferimenti ai contenuti/testi da studiare, i link ai siti di riferimento, le esercitazioni o consegne in genere da svolgere da parte degli studenti (operando di fatto quindi in modalità Flipped Classroom). I materiali potranno essere pubblicati nello spazio Bacheca e gli studenti potranno procedere a depositare i propri elaborati ed eventualmente i propri quesiti scritti ai quali il docente risponderà pubblicando le risposte in un file riepilogativo affine ai materiali didattici forniti.
  • tutoring online che dovrebbe interessare tutti i docenti. Ogni docente, infatti, (in grado tecnicamente e logisticamente di effettuare l’attività) dovrebbe fornire un orario (una-due ore alla settimana) in cui si rende disponibile per essere raggiunto.
  • test online necessari dal momento che l’emergenza si sta protraendo temporalmente. È necessario, dunque, attivare forme di verifica (quiz, elaborati, prove di vario tipo …) da realizzarsi online – progettate in genere con modalità asincrona.
  • organizzazione tecnica. I docenti più “tecnici” in stretto raccordo fra loro e suddivisi per aree di intervento costituiranno un comitato di redazione in grado di: – individuare alcuni standard formali e strutturali e applicarli ai materiali per renderli fruibili ai docenti già con il formato individuato; – archiviare copia dei materiali pubblicati.

Atto di indirizzo sì o no?

L’Istituto comprensivo Primo Milazzo di Milazzo (Me), guidato dal dirigente scolastico dott.ssa Elvira Rigoli, come altri, d’altronde, ha ritenuto l’Atto di indirizzo indispensabile “per la realizzazione delle attività di didattica distanza, al fine di assicurare elementi di coerenza all’azione didattica e di coordinamento dei diversi interventi didattici”. Scrive il dirigente scolastico dott.ssa Elvira Rigoli “le condizioni per le attività di didattica a distanza, nella attuale situazione di emergenza, non possono prescindere dal considerare il possesso di strumentazione e di specifiche competenze di cui dispongono i docenti e gli alunni, ma anche dall’età degli alunni e dalla loro possibilità di partecipare/ricevere i materiali in termini di device e di connettività”. Ciò, perché, continua il dirigente scolastico dell’ICS Primo Milazzo di Milazzo (Me) “è necessario che i docenti e il Consiglio di Classe verifichino e tengano conto delle difficoltà segnalate dai genitori e nel caso individuare modalità operative adeguate, ricercare possibili soluzioni specifiche, anche al fine di non discriminare parte dell’utenza, facilitando al contempo la restituzione delle attività /compiti con modalità semplici , accessibili e non impegnative per le famiglie”.

Atto di indirizzo sì o no? Naturalmente ciascun dirigente scolastico scelga ciò che ritenga più utile, ma una considerazione da cui partire c’è: qualcosa di importante è davvero cambiato. Serve tenerne conto, anche solo per ragionarvi sopra e null’altro.

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