Didattica a distanza, Cobas: di cosa discutere nel Collegio dei docenti del mese di maggio

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Dal 4 marzo, giorno della sospensione dell’attività didattica su tutto il territorio italiano, a oggi, docenti e personale ATA hanno, con grande senso di responsabilità, mantenuto vivo il rapporto didattico-educativo con gli studenti.

 Piero Bernocchi, Cobas, sottolinea  “Mentre ci si accinge a far ripartire gran parte delle attività lavorative, il governo deve spendere ora tutte le energie per assicurare il ripristino delle normali” attività scolastiche in condizioni di sicurezza nel più breve tempo possibile.

E in questa chiusura di anno scolastico il governo deve studiare tutte le strade percorribili per consentire che gli esami finali, sia per la scuola secondaria di primo grado che per quella di secondo grado, si svolgano in presenza e in condizioni di sicurezza per candidate/i e docenti su tutto il territorio nazionale, riducendoli” alla sola prova orale.

Per tornare in classe, oltre a predisporre uno screening sanitario di tutte le comunità scolastiche e un’accurata sanificazione dei locali, occorrono:

a) una revisione dei criteri di formazione delle classi, con una drastica riduzione del numero degli alunni in ottemperanza alle norme di distanziamento previste dal decreto sulla sicurezza;
b)  un aumento degli organici attraverso lassunzione di tutti i docenti con almeno 36 mesi di lavoro e lassunzione del personale ATA che ha lavorato almeno due anni;
c) investimenti significativi per garantire interventi urgenti per modifiche, anche provvisorie, alla struttura interna degli edifici scolastici, con ampliamento delle aule e reperimento di ulteriori spazi, con l’impiego immediato di ogni edificio idoneo disponibile per accogliere le classi in condizioni di sicurezza.

Purtroppo, in tutto questo periodo di emergenza in molte scuole sono state imposte modalità di lavoro illegittime e inopportune o direttamente dai DS o attraverso delibere degli OOCC riuniti on line, una modalità di riunione, questultima, non prevista prima della conversione in legge del d.l. n. 18/2020 approvata, con voto di fiducia, dalla Camera il 24/4/2020.

Al di là della legge, il buon senso avrebbe dovuto far condividere a tutte/i lidea che, in una situazione eccezionale come quella attuale, si sarebbero dovuti utilizzare strumenti e modalità non regolari” solo per rispondere ai problemi dellemergenza.

Per questo proponiamo che oggi, allinterno degli OOCC, le discussioni e le conseguenti deliberazioni riguardino soltanto le problematiche relative alla conclusione dellanno scolastico.

Dunque, di cosa devono/possono occuparsi le riunioni degli OOCC on line?

1) Garantire il confronto sulla DaD, nella consapevolezza che ogni docente, in nome della libertà di insegnamento e degli stessi Decreti Legge, ha assoluta autonomia nella organizzazione del lavoro (tempi, scelta modalità DaD, verifiche, ecc.).

2) Garantire il confronto sul tema della valutazione, tenendo conto che tutti gli studenti saranno ammessi allanno successivo e/o agli esami finali e che nessuna valutazione di tipo sommativo potrà essere effettuata durante tutto il periodo della sospensione dellattività didattica.

3) Formazione delle Commissioni esaminatrici per gli Esami di Stato.

4) Individuare (proposta da confermare in presenza” all’inizio del nuovo anno scolastico) le forme di recupero da attuare nel mese di settembre, per le quali va contestualmente richiesto al Governo un adeguato impegno economico.

Ricordiamo che il dirigente scolastico non ha alcun potere autoritativo e deve agire solo ed esclusivamente applicando la normativa vigente, il CCNL e le delibere degli OO.CC.

Inoltre, il d.l. n. 22/2020 ha conferito alla Ministra dellIstruzione una delega speciale che dovrà intervenire, tra laltro, sulle problematiche relative alla conclusione dellanno scolastico; riteniamo sbagliato che un Collegio docenti si esprima prima di conoscere le linee decise dal Ministero.

È necessario dunque affrontare i prossimi Collegi Docenti attrezzati” in modo da sfruttare al massimo le prerogative degli Organi Collegiali, impedire qualunque forma di disciplinamento e standardizzazione delle pratiche didattiche e lo svilimento del dibattito democratico e della istituzionalizzazione di pratiche deleterie.”

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