Didattica a distanza: cari genitori, grazie per il vostro lavoro. Lettera

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Inviata da Emilio Milioti  – Cari genitori, da insegnante di Scuola Primaria, sento di dirvi grazie! Grazie perché noi insegnanti vi abbiamo affidato i “nostri bambini” e voi, senza molte scelte, avete accettato di accompagnarli e seguirli in questi lunghi giorni, trasformando le vostre cucine in aule, anche virtuali.

Grazie perché ogni giorno ci inviate immagini di quaderni con lavori molto curati, che sembrano essere stati scritti in classe e solo una macchia di sugo ci fa capire, invece, che quel compito è stato svolto in cucina a pranzo finito.

Come sapete, noi insegnanti lavoriamo da casa, trascorriamo ore e ore al telefono con i colleghi, programmando le lezioni in un tempo che sembra sospeso, lontano dai nostri alunni che studiano con voi.

Cerchiamo di proporre il miglior metodo possibile, che possa arrivare in tutte le vostre case, senza escludere nessuno.

Vi inviamo videolezioni, note audio, ci vedete spesso anche in diretta, ma senza il vostro lavoro in presenza, senza la vicinanza che date ai nostri bambini, l’impegno quotidiano di noi insegnanti sarebbe vanificato.

Sappiamo bene quanto, anche per voi genitori, possa essere difficile questa “Dad” (Didattica a distanza) e chissà quante volte avete esclamato “Mum”! (Maledico un/a maestro/a).

A giugno forse vorreste valutare voi stessi i vostri figli.

Sappiamo già che non sareste imparziali, ma non perché si tratterebbe di valutare i vostri bambini, ma perché solo voi sapete davvero, quanto “Giovannino” ce l’abbia messa tutta per continuare a studiare e imparare in questa situazione.

Vi capiremo quando ci direte che per voi Giovannino è da dieci perché ha fatto del suo meglio.

Alla fine di questo difficile anno, credo che saremo tutti d’accordo sul fatto che si possa anche costruire un ospedale in una ex zona fiera, in soli dieci giorni, ma il processo di educazione e formazione non potrà mai svilupparsi e crescere unicamente in un ambiente chiuso e isolato, non a stretto contatto con altri individui e con il distanziamento sociale.

In ogni caso, ci siamo messi un po’, gli uni nei panni degli altri, insegnanti e genitori, soltanto per il benessere dei nostri bambini. Grazie!

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