Didattica a distanza, Anief: ai precari solo device in comodato d’uso, quando il bonus anche a supplenti che fanno Dad a Ata in smart working?  

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Comunicato Anief – La Dad, tramutata in Didattica digitale integrata, fa ormai parte dell’offerta formativa delle scuole. Solo che scade il 31 dicembre, salvo proroga, la possibilità di utilizzare il bonus disponibile per i docenti di ruolo delle scuole statali per l’acquisto di hardware per la didattica a distanza

Ne dà notizia la stampa specializzata ricordando che la Carta del docente continua a non essere prevista “per i precari, che però possono prendere in comodato d’uso i pc per la didattica a distanza”. Questo significa che quasi un terzo degli 850 mila docenti italiani non usufruisce delle tecnologie a supporto della didattica. E poi sono esclusi oltre 200 mila amministrativi, tecnici e ausiliari. Come se non bastasse, dal 1° gennaio 2020 nemmeno i docenti di ruolo potranno accedere ai dispositivi per DAD.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “il fatto che si disponga il comodato d’uso anche per i precari la dice lunga sull’esigenza di rispondere ad un vuoto normativo imposto con la Legge 107 del 2015, che nel legiferare l’aggiornamento permanente del personale ha dimenticato ‘pezzi’ di professionalità scolastiche. Oltre ai docenti precari, non sono stati inclusi gli amministrativi, i tecnici e i collaboratori scolastici, e persino gli educatori. Come se costoro non necessitassero di aggiornarsi e di crescere professionalmente. Ma negargli oggi, in tempo di Covid, l’accesso ai 500 euro annui diventa ancora più illogico, perché l’utilizzo di attrezzatura e dispositivi digitali interattivi è indispensabile per attuare la Dad o lo smart working. Inoltre, l’accesso allargato ai dispositivi elettronici è ovvio che andrebbe prorogato almeno fino al termine dello stato d’emergenza epidemiologica”.

Anief conferma l’opportunità di ricorrere al Giudice del Lavoro contro l’esclusione dalla carta docente, così da fare ottenere a tutti i dipendenti in servizio nella scuola pubblica, senza alcuna distinzione, precari compresi, l’accesso al bonus per l’aggiornamento annuale di 500 euro che continua ad essere concesso solo ai docenti di ruolo.

A COSA SERVE IL BONUS ANNUALE

I fondi annuali per l’aggiornamento sono spendibili per corsi di aggiornamento, acquisto di libri, pubblicazioni e riviste, corsi online purché svolti dagli enti accreditati o qualificati Miur, biglietti per eventi culturali, corsi di laurea e master, corsi per lo studio di lingue straniere all’estero. Per tutti questi acquisti il bonus dell’anno scolastico 2020/21 rimane spendibile come sempre, cioè entro il 31 agosto 2022. Con la carta del docente è inoltre possibile acquistare i dispositivi utili per lo svolgimento delle lezioni da remoto. E la scadenza del 31 dicembre riguarda proprio l’acquisto di questi hardware.

L’ACQUISTO DI DISPOSITIVI HARDWARE

Dall’11 marzo 2020 al 31 dicembre 2020, ricorda il ministero attraverso le FAQ,  è ammesso l’acquisto di dispositivi hardware finalizzati all’aggiornamento professionale anche per organizzare una didattica a distanza come webcam e microfoni, penne touch screen, scanner e hotspot portatili. Personal computer, computer portatili o notebook, computer palmari, e-book reader, tablet, strumenti di robotica educativa rientrano invece tra i dispositivi che è sempre possibile acquistare, con scadenza legata alla validità del bonus. Non è invece possibile acquistare altri dispositivi che hanno come principale finalità le comunicazioni elettroniche, per esempio gli smartphone, come non vi rientrano le componenti parziali dei dispositivi elettronici, ad esempio toner cartucce, stampanti, pennette USB, videocamere, fotocamere e videoproiettori.

NO AI PRECARI

Sono esclusi dal bonus 500 euro i docenti precari, per i quali è tuttavia prevista la possibilità di richiedere alla scuola il materiale utile allo svolgimento della didattica a distanza. Nella nota operativa 2002 del 9.11.2020 del Ministero, emanata a seguito della firma del CCNI sulla Didattica digitale integrata di Anief, Cisl, Flc Cgil, “tenuto conto che il personale di ruolo può usufruire della Carta del docente, è opportuno che le istituzioni scolastiche attivino le verifiche delle effettive ed eventuali necessità motivate del personale docente a tempo determinato, da poter assolvere anche attraverso lo strumento del comodato d’uso, al fine di essere comunque preparati ad ogni evenienza“. Questo significa che i supplenti possono usufruire, in comodato d’uso, dei dispositivi per la didattica da remoto, purché vi sia effettivo bisogno. Un passo in avanti è stato fatto. Ora, però, è tempo di farne altri.

LA BATTAGLIA DEL SINDACATO

Anief ha sempre considerato l’allargamento della carta docente non solo agli educatori (peraltro accreditati all’accesso dal tribunale), ma anche al personale precario: è una questione di equità. Perché l’approvazione del comma 124 dell’art.1, che ha introdotto la condizione di perentorietà e di continuità sul tema della formazione in servizio facendola rientrare all’interno degli adempimenti della funzione docente, non può prevedere discriminazioni di assegnazione. Il giovane sindacato ha chiesto modifiche legislative in merito, con un emendamento al Decreto Legge n. 22 presentato prima alla Camera e poi al Senato, però cassato dai rilievi della Ragioneria dello Stato: una necessità resa ancora più impellente dall’attivazione della didattica a distanza.

Il giovane sindacato, pertanto, conferma la sua battaglia contro questa ingiustizia proponendo il ricorso al Giudice del Lavoro, al fine di fare ottenere a tutti i dipendenti in servizio nella scuola pubblica, quindi anche personale Ata, educatori e altri ancora oggi esclusi, l’accesso al bonus di 500 euro che continua ad essere concesso solo ai docenti in servizio a tempo indeterminato.

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