Didattica a distanza, alcuni suggerimenti per svilupparla al meglio

di Fabio Gervasio

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Ci preoccupava quando era in Cina, poi il Coronavirus è arrivato anche in Italia, all’inizio sembrava circoscritto, poco più di un’influenza dicevano, poi il virus si espande, diventando epidemia. Si comprende la sua pericolosità e la rapida trasmissione, e allora bisogna contenerlo, prendere provvedimenti per contrastarne la diffusione.

E un giorno ci siamo svegliati con le scuole chiuse e a dover ripensare rapidamente a come fare didattica senza avere gli alunni in classe, in pratica ripensare il modello educativo ai tempi del coronavirus.

All’improvviso tutte le scuole si sono travate catapultate nel mondo della formazione a distanza, alcune erano già pronte, ma la maggior parte si sono trovate ad improvvisare, a sviluppare rapidamente piattaforme per fornire materiale didattico ai propri studenti, a cercare materiale online sui vari siti di video sharing da poter utilizzare.

Sono stati profusi grandi sforzi, tutti si sono rimboccati le maniche, ma a mancare è stata la metodologia didattica della formazione a distanza, dell’e-learnig, perché è difficile assimilare e sviluppare in pochi giorni nuove metodologie, farle proprie, scoprirne le opportunità e i limiti.
Forse questa esperienza deve farci riflettere sull’importanza delle nuove metodologie educative, sempre decantate ma poco applicate nella quotidianità del fare scuola.

L’obiettivo è riuscire a comprenderne in pieno le potenzialità e fare in modo di utilizzarle sempre e non solo durante le emergenze, magari mescolandole alle forme di educazione tradizionale, in quella che viene chiamata la blended education.

DALLA FORMAZIONE CLASSICA ALL’E-LEARNING: PRO E CONTRO

Il concetto di formazione a distanza non è nuovo, si inizia a parlare di FaD già nella prima metà dell’ottocento, quando in Inghilterra Isaac Pitman realizzò il primo corso di stenografia per corrispondenza.
L’e-learning appartiene alla terza generazione di FaD, ovvero quello che viene sviluppata con le tecnologie informatiche, la quale, rispetto alle generazioni precedenti, permette di recuperare i presupposti di un apprendimento sociale. In questa generazione di FaD si evidenziano due macrosistemi di cui uno basato sui materiali messi a disposizione, che genera un apprendimento di tipo individuale e assistito, e l’altro in rete che permette un apprendimento di tipo cooperativo e collaborativo, mediante l’utilizzo di gruppi di lavoro, e l’utilizzo delle comunità di pratica.
L’E-LEARNIG

Ma cerchiamo di comprendere quali siano le opportunità della formazione a distanza di terza generazione, l’e-learning.
Rispetto alla formazione classica e alla più tradizionale formazione a distanza, la caratteristica distintiva della formazione e-learning consiste nella maggiore attenzione che si pone all’interazione tra i soggetti coinvolti nel processo formativo.

L’elemento chiave dello sviluppo concettuale di questo modello è l’idea di comunicazione e apprendimento come processi sociali. Questo non vuole significare che la modalità e-learning sia migliore rispetto ad altre modalità di formazione, ogni tipo di formazione ha delle proprie caratteristiche peculiari che la rendono più funzionale a determinati contesti formativi rispetto che ad altri.

Tanto per renderci conto, anche nella più rigorosa formazione a distanza di terza generazione, sono previsti degli incontri in presenza, generalmente all’inizio e alla fine del ciclo di formazione on-line, a testimonianza del fatto che una modalità di formazione non necessariamente escluda l’altra.
La formazione in presenza certamente può annoverare alcuni vantaggi indiscutibili, innanzitutto la familiarità con questo tipo di situazione sia per il docente che per l’alunno; in secondo luogo la possibilità per il docente di poter calibrare ed eventualmente correggere il tiro nel corso della lezione grazie al feedback che riceve, ovvero le reazioni immediate che gli rivelano le domande, i gesti e le espressioni dei visi degli alunni; infine la vicinanza fisica dei discenti che riescono a creare gruppi d’interesse e a collaborare insieme per il conseguimento degli obiettivi formativi.

Nell’e-learning, invece, un aspetto di indiscutibile vantaggio è la possibilità che i contenuti siano disponibili e fruibili nei momenti e nei luoghi scelti dagli utenti, con la possibilità di instaurare un rapporto di dialogo e collaborazione continuo tra alunni e insegnanti.

I messaggi sono di tipo bidirezionale e la comunicazione, che può essere del tipo “uno ad uno”, “uno a molti”, “molti a molti”, ha la possibilità di divenire interattiva. La comunicazione può essere sincrona o asincrona. Nel primo caso gli studenti possono comunicare col docente o con i colleghi via internet in tempo reale, sia in modo testuale (via chat) che audiovisivo (ad esempio Skype). La formazione è asincrona, invece, nel caso in cui gli studenti comunicano con i docenti o tra di loro in modalità differita attraverso le e-mail o i forum di discussione.

La formazione a distanza di terza generazione permette il superamento delle barriere spazio temporali, inoltre un suo particolare punto di forza è la grande flessibilità nei modi e negli stili d’apprendimento. Questo comporta la possibilità di personalizzare il percorso formativo alla luce delle competenze e degli obiettivi specifici da raggiungere per ogni alunno, compreso chi si trova in situazioni di partenza svantaggiate.
Nonostante i numerosi vantaggi fin qui evidenziati per la modalità l’e-learning, essa non è esente da limiti. Alcuni ostacoli possono essere legati a problemi tecnologici come ad esempio la possibilità di accedere alla rete, la velocità di trasmissione dei dati; alle conoscenze informatiche degli utenti come ad esempio l’abilità nell’uso di una interfaccia grafica, la capacità di elaborare testi attraverso programmi di videoscrittura o di salvare dei file ed archiviarli. Quest’ultimo aspetto rappresenta un limite di particolare interesse in quanto legato alle specifiche abilità di ogni studente o insegnante.

Un altro aspetto rilevante nell’e-learning è la capacità della gestione del tempo, non tutti sono in grado di gestire i tempi in maniera flessibile e programmata, di leggere il materiale dei corsi nei momenti più opportuni e di svolgere, entro i limiti prefissati, i compiti assegnati.

Inoltre gli utenti, al fine di sfruttare nel migliore modo possibile le potenzialità dell’e-learning, dovrebbero essere in grado di saper interagire interattivamente con gli altri studenti. Questa opzione consiste nel considerare idee alternative e fornire controesempi, saper condividere il lavoro con gli altri in maniera collaborativa, incoraggiare la partecipazione degli altri studenti.

Una comunicazione scritta, soprattutto se asincrona, può non interessare tutti gli studenti che per alcuni può essere percepita come fredda e distaccata. Inoltre, se non si ha la possibilità di accedere spesso alla rete si rischia di rimanere indietro, portando inevitabilmente all’alienazione di alcuni componenti dell’aula virtuale soprattutto se non preparati sin dall’inizio ad un tipo di apprendimento collaborativo e costruttivista.
Quelli analizzati fin qui sono i punti di forza e i limiti della formazione a distanza in modalità e-learning.

Le modalità di realizzazione di una lezione con le varie metodologie esistenti richiederebbe un corso di formazione ad hoc. La Flipped education, la costruzione di una videolezione, la didattica per EAS (episodi di apprendimento situato), le modalità di valutazione del lavoro svolto a distanza, la costruzione di strumenti di autovalutazione sono tutti elementi che necessitano di formazione prima di essere utilizzati.

Concludendo, la formazione a distanza non si può improvvisare, deve essere strutturata con metodo, oggi possiamo solo rispondere alle esigenze degli studenti con provvedimenti tampone, in modo da limitare i danni che la situazione causata dal Coronavirus ci ha messo di fronte.

Ma tutti gli sforzi fatti in questo periodo non possono essere dimenticati, vanificati, al cessare dell’emergenza. Impariamo da quanto accaduto, cerchiamo di assimilare e strutturare in maniera sempre più efficace e consapevole il lavoro svolto, per una didattica blended che possa fornire strumenti più appropriati alle esigenze di ogni studente.

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