Didattica a distanza: al “Marymount” di Roma un Decameron 2.0 per esorcizzare i timori e condividere le speranze

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Inviato da Flavia Amati – Nell’Istituto Marymount di Roma l’amicizia ai tempi del coronavirus e i diritti dei carcerati diventano temi per un originale laboratorio di scrittura creativa e collettiva.

Didattica a distanza, scuola 2.0, videocall con gli studenti. Possiamo definirla in diversi modi, ma la sostanza non cambia. In tempi così drammatici per il Paese, è importante che la Scuola continui a svolgere il proprio ruolo, sempre più dirimente per la crescita e la realizzazione delle donne e degli uomini del domani. Non è un caso che abbia usato la lettera maiuscola per indicare l’importanza che la nostra Istituzione ricopre nella catena sociale. E ancor più in un periodo così incerto, è determinante il ruolo di guida che gli insegnanti devono avere nella vita degli studenti. Insegnare attraverso il web, utilizzando gli strumenti più all’avanguardia per comunicare formazione e cultura, è una sfida per noi insegnanti e allo stesso tempo una grande opportunità.

Quella che, appunto, ci permette di utilizzare un linguaggio già molto diffuso tra i ragazzi, ormai nativi digitali. Certamente, all’inizio qualche ora di adattamento a queste nuove forme di interazione è necessaria. Perché gli insegnanti sono abituati ad avere ritorni immediati dagli occhi degli studenti in classe, e perché il rapporto umano, lo scambio di emozioni, di reazioni, è sempre stato sotteso alla presenza fisica delle persone. Ma dopo un po’, l’esperienza si rivela quanto mai stimolante, sia per gli insegnanti che per gli studenti.

E oltre alla didattica ordinaria che consiste nel portare avanti il consueto programma di studi, assieme alla seconda media abbiamo avviato un progetto sperimentale. Lo abbiamo chiamato il Decamerone 2.0., un laboratorio di scrittura che ricalca l’esperienza del Decamerone di Giovanni Boccaccio.

Così, sull’esperienza dei giovani raccontati nel famoso manoscritto – che si trovavano in ritiro fuori da Firenze per sfuggire alla peste nera – allo stesso modo i nostri studenti, al momento costretti a modificare il proprio stile di vita, esprimono le loro sensazioni tramite storie che racconteranno ogni giorno. I dieci temi sono stati selezionati dai ragazzi e ogni giorno, per dieci giorni, verranno scelti un re e una regina che proporranno uno degli argomenti che spaziano tra amicizia al tempo del coronavirus, diritti dei carcerati, tecnologia come mezzo per imparare a scuola e a distanza.
Si tratta di un’idea che manterrà viva l’interazione a distanza tra i ragazzi e l’insegnante, e che allo stesso tempo permetterà loro di esercitare la scrittura.

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