Didattica a distanza, AIMC: votazioni tradizionali andranno ripensate, se non sospese. Spazio alla valutazione formativa

di redazione

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“Il tempo sospeso che stiamo vivendo” documento AIMC Associazione Italiana Maestri Cattolici di riflessione sulla didattica a distanza. 

La presidenza nazionale dell’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC) ritiene che “fare scuola” oggi come non mai significhi “essere scuola”.

La scuola non è “solo” un luogo fisico, è un contesto di crescita formalizzato in cui si cresce  quotidianamente educandosi e istruendosi in una continua sinergia educativa con le famiglie.

Una sospensione delle attività didattiche con l’attivazione di una didattica a distanza sostitutiva non era prevista dal CCNL, dal testo Unico e da nessuna norma precedente all’emergenza sanitaria – puntualizza l’AIMC –  Un intero Paese “sospeso” non si era avuto nemmeno negli anni drammatici della II Guerra mondiale quando le scuole restarono aperte. Non è, quindi, il tempo di richiamarsi solo alle norme ma al buon senso e alla deontologia e all’etica dei professionisti di scuola.

Quello che però va salvaguardato, in questo periodo – sottolinea la Presidenza Nazionale –  è il senso del fare e essere scuola nel tempo
dell’emergenza che stiamo vivendo ma che soprattutto stanno vivendo i nostri alunni/studenti.

Sarebbe sbagliato non considerare il trauma che, seppur ancora non esplicitato, stanno subendo in modo diverso dagli adulti.

La paura, la mancanza di socialità in presenza, l’impossibilità di praticare sports, il confrontarsi con la morte, la convivenza familiare anomala per tempi e forma sono aspetti che incidono profondamente su tutti e ancor più sui soggetti in età evolutiva.

I docenti devono essere vicini ai propri allievi, devono applicare il principio fondamentale dell’I care, devono prendersi cura professionalmente delle loro classi ponendo l’accento più sull’elemento educativo che su quello di istruzione della scuola.

Soprattutto è importante che la didattica a distanza non aumenti la distanza fra la scuola e gli alunni dell’ultimo banco, quei bambini e bambine, ragazze e ragazzi che hanno normalmente bisogni educativi speciali e che ora, nel
bisogno educativo speciale diffuso della collettività, gridano silenziosamente la loro presenza.

Parlargli, essere vicini, ascoltarli, farsi presenti al loro bisogno anche non espresso: questo viene assolutamente prima dell’assegnare compiti, spiegare contenuti, procedere con il percorso curricolare.

L’AIMC dedica un paragrafo anche alla valutazione

“La valutazione non potrà che essere intesa nella sua prioritaria valenza formativa e le votazioni tradizionali andranno ripensate se non sospese. Per gli esami, costituzionalmente obbligatori, si dovranno probabilmente utilizzare forme semplificate in videoconferenza così come le università hanno fatto per le sedute di laurea. In tempi “nuovi” vanno adottati parametri “nuovi” adattando l’esistente a contesti e esigenze mutati.”

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