Didattica a distanza, a settembre non andrà in soffitta [INTERVISTA]

di Vincenzo Brancatisano

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Da handicap a opportunità? La didattica a distanza potrebbe rivelarsi una grande occasione per le scuole. Qualunque sia il tipo di giudizio, favorevole o contrario alle lezioni in remoto imposte dall’emergenza sanitaria tuttora in atto, oltre settecentomila docenti in pochi mesi sono stati costretti dalla situazione a misurarsi in maniera intensiva con le tecnologie telematiche.

Nessun corso di formazione, sia pure imponente, avrebbe consentito al personale docente di prepararsi in maniera tanto precisa, veloce ed efficiente all’uso delle piattaforme per gestire lezioni a distanza, da quelle sincrone in videoconferenza a quelle registrate, sia pure con le tante, troppe difficoltà riscontrate. I disagi legati alla connettività talvolta più che precaria della rete hanno fatto il paio con le disuguaglianze che ne sono scaturite. Questi problemi dovranno essere evidentemente risolti al più presto, dacché il futuro anche prossimo – del prossimo settembre – oltre che il presente degli ultimi giorni di scuola, parlano il linguaggio delle lezioni almeno parzialmente a distanza, vista l’attesa della temuta seconda ondata della pandemia.

Ma il futuro parla anche di una didattica a distanza, che anche fuori dalla pandemia potrebbe fare da supporto alla didattica in presenza che sarebbe sciocco solo immaginare possa andare in soffitta. Ne sono convinti ad esempio al liceo classico Telesio di Cosenza, dove in queste settimane hanno pensato di sfruttare al meglio la didattica a distanza, momento difficile dal punto di vista operativo sia per i docenti sia per gli studenti, come opportunità per favorire l’incontro diretto e a distanza degli studenti con alcuni grandi intellettuali del nostro tempo, che hanno tenuto delle lezioni, hanno fatto degli interventi, peraltro a costo zero, e si sono confrontati con gli studenti del liceo diretto dall’ingegner Antonio Iaconianni. E così, dall’idea del professor Angelo Costa, un docente di latino e greco di una classe terminale, si è organizzato il format intitolato “I Grandi a casa nostra”, una serie di incontri sulla piattaforma Skype con alcuni dei maggiori intellettuali viventi. E’ intervenuto Nuccio Ordine, ordinario di letteratura italiana presso l’Università della Calabria e saggista di fama mondiale che ha parlato dell’Utilità dell’inutile ai tempi del coronavirus. Il linguista e filologo Luca Serianni, accademico della Crusca ed accademico dei Lincei, dell’Università La Sapienza di Roma, dialogando con gli studenti ha parlato dei traguardi culturali al termine del liceo classico. Bruna Pieri, ordinaria di letteratura latina dell’Università di Bologna, una delle maggiori studiose di Agostino, ha parlato del tempo nell’autore cristiano, utile lezione anche in vista della redazione dell’elaborato per gli imminenti esami di Stato. Il filologo Roberto Antonelli, vicepresidente Accademia Nazionale dei Lincei, membro dell’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, Università La Sapienza di Roma, ha tenuto una lezione sui classici, spaziando da Omero, a Virgilio fino a Dante. L’archeologo Ermanno Arslan, già Soprintendente del Castello Sforzesco di Milano, nonché accademico dei Lincei e docente presso la Libera università di lingue e comunicazione IULM di Milano, ha infine tenuto una lezione molto interessante per gli studenti raccontando la sua esperienza sullo scavo di Scolacium legandolo al mondo classico.

“E’ una bellissima idea che abbiamo avuto col professore Costa, che ringrazio, e che ha riscosso tantissimi consensi, anche fuori dalla nostra istituzione scolastica, sia da parte delle famiglie che da parte degli studenti”, è il commento del preside Iaconianni. “Molto semplicemente”, spiega Iaconianni, “si è pensato di sfruttare al meglio la didattica a distanza che, sebbene portata avanti in maniera egregia dalla dedizione e dallo spirito di abnegazione di tanti docenti e condivisa dalla maturità degli studenti, rischiava, come tutte le esperienze in rodaggio, di procedere un po’ in maniera stanca, pertanto abbiamo pensato ad un ciclo di lezioni con i grandi intellettuali del nostro tempo che sono intervenuti, e per questo li ringraziamo tanto, ed hanno tenuto delle meravigliose lezioni. Sono stato presente ad ogni incontro e ho potuto cogliere grande entusiasmo da parte degli studenti, suffragato da tantissime domande al termine di ogni lezione. Questi nostri giovani hanno colto questi incontri come una bella opportunità ed ho potuto toccare con mano la bontà di un’idea che certamente riproporremo anche nei prossimi anni, per offrire ancor più un’offerta formativa di qualità e di spessore alla nostra utenza: perché i grandi continuino a passare da Casa Telesio”.

Professor Antonio Iaconianni, questa idea morirà con la morte auspicata del Covid-19 o ha aperto una breccia per il futuro?

“Questa idea continuerà, eccome. L’idea che da handicap possa diventare una risorsa mi entusiasma. Non si tratta di sostituira la didattica in presenza, anzi non bisogna esagerare, ma l’idea di poter usare queste piattaforme di didattica a distanza, che in pochi mesi sono diventate di uso comune docenti e alunni, in uno strumento prezioso per creare iniziativa come “una mezz’ora con..”, dal vivo, e con personaggi illustri che intervengono in classe, ben presto e fuori dalla pandemia, a me piace molto”

Com’è nata l’idea?

“L’idea è semplice ma quando sei in una situazione ordinaria non ci pensi. Ma ecco che a un tratto s’accende una lampadina. La didattica a distanza ha dato uno scossone ma negli anni abbiamo condotto un progetto che ha fatto venire qui al Telesio tanti personaggi. Allora mi sono detto: ora sono tutti a casa, hanno tempo, non devono prendere nessun aereo, perché non chiediamo loro di intervenire a distanza? Ma sì, chiediamo loro di venire. E così sono venute – a distanza – tante belle persone e i nostri ragazzi hanno avuto il piacere di assistere ad altrettanto belle lezioni con cui illustri personalità hanno approfondito alcuni temi di interesse”.

E per il futuro che cosa bolle in pentola?

“Le idee sono infinite. Le possibilità diventano infinite. Si può chiedere allo scienziato pazzo, al matematico, all’umanista, al giornalista, all’uomo delle istituzioni, al virologo perché no? di intervenire in videoconferenza in qualsiasi momento si ritenga utile per discutere di un argomento, di un tema. Possono intervenire i parlamentari, gli uomini delle istituzioni, che possono parlare di un problema di stretta attualità giuridica, economia o sociale. M’immagino Rubbia o Zichichi o altri che possono arrivare virtualmente tra i banchi a spiegare alcuni argomenti, ad animare la didattica.

Poi penso ad altre attività trasversali. Penso alla possibilità di registrare gli interventi, i dialoghi, faccio fare ai ragazzi la copertina e i titoli di coda, il montaggio, da lì a tante altre attività colletarali. Spingerò a morire su questo strumento prezioso, lo useremo soprattutto sul piano degli scambi culturali, sui gemellaggi. E ancora: con la Rete nazionale delle scuole smart, che abbiamo creato, e con la quale vogliamo interagire e intervenire sul Ministero dell’Istruzione”.

I ragazzi hanno apprezzato?

“I ragazzi sono contentissimi, c’è stato un buon riscontro, hanno apprezzato gli approfondimenti, si sono confrontati con interesse con tutti gli studiosi. Secondo me con la videoconferenza è piu facile che gente di cultura si avvicini alle nostre scuole e peraltro ce l’hai gratis. Il ciclo I Grandi a casa nostra ci ha permesso di registrare le iniziative e gli interventi, abbiamo clips di registrazioni, questo davvero rivitalizza la didattica, dà nuova linfa. Guardi, mi creda, io questa idea me la porto anche al dopo Covid”,

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