Dichiarazioni mendaci. USR Piemonte, dipendente decade dai benefici ottenuti: inserimento in graduatoria o sottoscrizione contratto

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L'USR Piemonte ha pubblicato una nota, la n. 4992 del 19/04/2016, con la quale  ha fornito dei chiarimenti in merito alla discordanza tra casellario giudiziale  e dichiarazioni rese dal personale scolastico in fase di inserimento nelle graduatorie permanenti/24 mesi, nelle graduatorie di circolo e di istituto e in fase di sottoscrizione del contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato. 

L'USR Piemonte ha pubblicato una nota, la n. 4992 del 19/04/2016, con la quale  ha fornito dei chiarimenti in merito alla discordanza tra casellario giudiziale  e dichiarazioni rese dal personale scolastico in fase di inserimento nelle graduatorie permanenti/24 mesi, nelle graduatorie di circolo e di istituto e in fase di sottoscrizione del contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato. 

L'USR ricorda che il datore di lavoro, nel caso di attività che comportino rapporti diretti e continui con minori, ha l'obbligo di richiedere al dipendente il certificato penale del casellario giudiziale. Si tratta di una fattispecie che riguarda sicuramente il personale scolastico, costantemente in contatto con alunni minorenni (esclusi in genere gli allievi delle classi V delle scuole secondarie di secondo grado).

Nei casi in cui si riscontri una non conformità tra quanto dichiarato dal dipendente, tramite autocertificazione, e il suo casellario giudiziale, la normativa di riferimento è l'articolo 75 del D.P.R. n. 445/2000:

“Fermo restando quanto previsto dall’art. 76, qualora dal controllo di cui all’art. 71 emerga la non veridicità del contenuto della dichiarazione, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera”.

Il citato articolo 76 detta:

“Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia”.

Alla luce di dette disposizioni, dunque, il personale scolastico che effettui dichiarazioni non rispondenti al vero, decade dai benefici eventualmente derivanti da tali dichiarazioni e viene perseguito penalmente.

L'USR ricorda, poi, che la giurisprudenza amministrativa ha fornito una chiave di lettura restrittiva del suddetto articolo 75, sostenendo che le dichiarazioni non veritiere comportano la decadenza da benefici eventualmente conseguiti e, in tali casi, l'Amministrazione non ha alcun margine di discrezionalità, per cui deve procedere secondo il dettato normativo. A nulla valgono, inoltre, le giustificazioni addotte dal dipendente: l'unica cosa da considerare è la veridicità o meno delle dichiarazioni.

Le eventuali giustificazioni del dipendente saranno poi valutate in sede di giudizio penale, non nel procedimento amministrativo.

In conclusione, l'amministrazione, in caso di accertate dichiarazioni non veritiere,  deve procedere in modo che il dipendente decada dai benefici (inserimento in graduatoria e stipula del contratto di lavoro) ottenuti tramite dichiarazioni mendaci, oltre naturalmente a segnalare il fatto all'autorità giudiziaria.  

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