Di Sostegno agli alunni ne parli solo chi è competente, Pacifico (Anief): la scuola non serve a creare alunni bravi, ma a fare crescere bravi cittadini che sanno vivere in comunità solidali ed eliminare le barriere

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“Quello del Sostegno agli alunni con disabilità è un campo molto complesso e sul quale è meglio evitare di dare giudizi o consigli: bisogna arrivare a parlarne soltanto se si è competenti in materia”.

A dichiararlo è oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, a seguito delle esternazioni del generale Roberto Vannacci, riportate dalla carta stampata, attraverso le quali indicava nelle classi separate il luogo ideale per collocare alunni non alla pari degli altri per capacità e competenze.

“Negli ultimi tre anni – ricorda Pacifico – il numero di studenti con disabilità iscritto nelle nostre scuole è salito di 70 mila unità, facendo quindi registrare un incremento del 30%. Abbiamo superato quest’anno 320 mila iscrizioni di studenti su 7,5 milioni. È una quantità altissima di alunni, sulla quale non è possibile generalizzare. Piuttosto che intraprendere percorsi tortuosi e sbagliati, consiglierei a chi si candida al Parlamento europeo di parlare di un’Europa unita condivisa senza divisioni e senza discriminazioni. Perché la Scuola non serve a creare i più bravi, ma a farci vivere da bravi cittadini, tutti insieme, è un luogo dove si impara ad essere prima di tutto comunità, solidali e a eliminare le barriere”.

“Magari – continua Pacifico – sono altri i provvedimenti da prendere: potremmo trasformare la metà dei posti in deroga (più del 50% dell’organico assegnato ogni inizio anno esclusivamente a supplenti, spesso pure non specializzati) in organico di diritto proprio per garantire quella continuità didattica chiesta giustamente dalle famiglie. Come occorre con urgenza provvedere alla specializzazione di quasi 100 mila supplenti oggi in cattedra senza avere mai frequentato corsi sulla didattica speciale, ma anche immettere con certezza in ruolo i 50 mila prossimi specializzati in Italia e i 10 mila all’estero. Come pure stabilizzare gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione”.

“La verità è che sono tantissimi gli argomenti da affrontare. Proprio questo il nostro sindacato Anief ha denunciato al Comitato europeo dei diritti sociali la perdurante violazione della Carta sociale europea da parte dello stato italiano. Siamo aperti al confronto ma risparmiamoci discussioni inutili, mortificanti e lontane dal diritto allo studio”, conclude il sindacalista autonomo.

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