Di sanatorie, emendamenti e formazione: NO procedura per titoli! Lettera


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Inviato da Arianna Montrone – Ho appreso che il PD ha presentato un emendamento in cui chiede che venga approvata una procedura per titoli e servizio per l’assunzione di 40 mila precari.

Ma a cosa porterebbe quest’assunzione senza alcuna selezione e senza alcuna formazione?
Toglierebbe il diritto a moltissimi docenti di misurarsi in una procedura concorsuale e creerebbe un’ulteriore graduatoria ad esaurimento che si esaurirebbe nel duemilamai specialmente per alcune cdc.
Una trovata geniale per coloro che sostengono la scuola da 8/9 anni, oppure no?

Eh NO! Perché: quanto è valutato il servizio (e quindi anni e anni di sacrificio) in confronto ad un assegno di ricerca o in confronto ad un phd che magari ha sempre usufruito dei permessi? I precari che lavorano su materia da anni si ritroverebbero scavalcati da un PhD (sicuramente meritevole) che di scuola non sa nulla né, tantomeno, di precariato scolastico. Una supervalutazione passata completamente in sordina e di cui nessuno parla.
Una procedura per titoli e servizio bloccherebbe, di fatto, i concorsi perché i soldi non sono infiniti.
Questo creerebbe un pericolosissimo precedente in cui la scuola diventerebbe una meta ambita, un ufficio di collocamento e soprattutto la preparazione dei docenti non sarebbe più garantita ai nostri alunni.
Insomma, la qualità della docenza sarebbe compromessa.

In definitiva, rimanendo in linea con i provvedimenti assolutamente iniqui che riguardano la scuola, si aggiungerebbe anche questo emendamento.
Bisogna chiedersi, a questo punto, ma i docenti veramente non vogliono essere selezionati?
Io non credo, i docenti si mettono in gioco tutti i giorni, sarebbero pronti ad essere selezionati ma con dei criteri seri e soprattutto coerenti con il mondo della scuola. I veri docenti non hanno paura di ciò che fanno quotidianamente in classe e sono anche pronti a formarsi per migliorare. Questo è un vero docente.

E poi bisogna chiedersi:
Per quale motivo nessuno ha gridato allo scandalo per la supervalutazione dei phd e degli assegni di ricerca e della ridicola valutazione del servizio?
Per quale motivo nessuno ha combattuto per avere prove più coerenti con il mondo scolastico e che, sono sicura, i precari non avrebbero problemi a sostenere (anche quelli storici)?

Per quale motivo nessuno si è preoccupato di coloro che con grande probabilità raggiungeranno il terzo anno a settembre, che dovranno fare l’ordinario e che vedranno il loro servizio valutato 0,5 e quello NON specifico 0!
La verità è che una procedura per titoli aprirebbe la strada allo sfascio completo della scuola pubblica, danneggia l’intera categoria di precari ma soprattutto, impedirebbe lo svolgersi della reale soluzione al precariato: la formazione. Formare i docenti precari e poi dare loro accesso ad un concorso semplificato per il ruolo sarebbe l’unica garanzia di qualità e di rispetto dei diritti dei lavoratori.

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