Di Meglio (Gilda): “Cambiano i Governi ma stipendi dignitosi ai docenti non si vedono. Reclutamento? Neanche i professori universitari hanno un percorso così complicato” [VIDEO INTERVISTA]

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“Cambiano i Governi ma gli investimenti sulla scuola e sugli stipendi dei docenti non si vedono purtroppo. La legge di bilancio è il provvedimento fondamentale di un Governo. Sotto questo profilo siamo alle solite”.

Lo ha detto Rino Di Meglio, Coordinatore Nazionale Gilda degli Insegnanti, nel corso della video intervista rilasciata ad Orizzonte Scuola.

Nonostante la richiesta di almeno 350 milioni da parte del Ministro Valditara -aggiunge Di Meglio – alla fine la cifra si è ridotta a 150 milioni per la valorizzazione del personale e se li dividiamo per 1 milione e 200 mila si tratta di cose veramente piccole“.

L’altra cosa che si aspettava è una chiarezza sull’eliminazione dei vincoli di mobilità – osserva il sindacalista -. Da quello che ho visto fino ad ora hanno approvato solo un ordine del giorno. Speriamo serva a qualcosa. In realtà ciò che incide sul piano giuridico e della contrattazione sono i vincoli legislativi. E al momento non si vede nulla di concreto“.

Sul docente tutor: “Bisognerebbe approfondire. Noi avevamo da sempre fatto una richiesta, ovvero che i docenti più anziani, magari a 5 anni dal pensionamento, potessero essere liberati da un parte dell’insegnamento per dedicarsi alla funzione di tutoraggio nei confronti dei più giovani. Per adesso, il tutor sull’orientamento degli alunni è una figura piuttosto vaga. Si va in pensione a 67 anni e oltre con docenti che sono molto stanchi. A noi sembra logico che in prossimità della pensione si facesse tesoro dell’esperienza di questi colleghi che hanno lavorato tanti anni in classe per aiutare i colleghi più giovani“.

Sulla regionalizzazione della scuola: “Il pericolo è serio perchè in realtà la legge c’è già. La regione Emilia Romagna, a titolo di esempio, chiede di ottenere la potestà al Governo senza passare dal Parlamento. Per questo motivo partecipiamo alla raccolta firme per la proposta di iniziativa popolare per modificare l’articolo della Costituzione che prevede questa possibilità. Noi siamo assolutamente contrari. La scuola è fondamentale per tenere insieme questo Paese. Qualcuno dovrebbe spiegarmi perchè un bambino di Caltanissetta debba ricevere un’istruzione diversa da un bambino di Trieste. Specialmente per l’istruzione dell’obbligo i diritti sono sempre uguali e anzi bisogna rimuovere gli elementi che creano disuguaglianza“.

Sul reclutamento: “Il problema è complicato. Da un lato quello del reclutamento stabile, che ad oggi è una chimera e l’altro è quello di centinaia di migliaia di precari che in base alle norme dovrebbero entrare in ruolo quanto prima. Io spero che il Governo voglia riprendere in mano la questione e semplificare il meccanismo precedente. Con quei meccanismi lunghi noi diventeremo un Paese che non riuscirà a trovare gli insegnanti. Non si può fare un percorso di 7-8 anni e poi una formazione continua con questi stipendi. Neanche per i professori universitari sono previsti percorsi del genere. Questo tipo di reclutamento non è serio“.

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