Di Giuseppe (Idv): Non sacrifichiamo la scuola sull’altare dell’economia

di Lalla
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On. Anita Di Giuseppe (IdV) – "Tagli alla scuola? Proprio non ci siamo! L’obiettivo di questo Governo è semplicemente quello di far quadrare i conti. Esperti di matematica ed economia, i nostri ministri dimenticano che la scuola italiana non è fatta di cifre e i conti spesso non tornano.

On. Anita Di Giuseppe (IdV) – "Tagli alla scuola? Proprio non ci siamo! L’obiettivo di questo Governo è semplicemente quello di far quadrare i conti. Esperti di matematica ed economia, i nostri ministri dimenticano che la scuola italiana non è fatta di cifre e i conti spesso non tornano.

Alla scuola pubblica servono risorse, servono strutture dignitose e serve un riconoscimento chiaro, una volta per tutte. La scuola come luogo in cui si compie un diritto costituzionale, non come grande bacino dal quale attingere, se i conti non quadrano. La nostra scuola, i nostri docenti, il personale amministrativo e tecnico e soprattutto i nostri giovani credono nei principi e nei diritti enunciati negli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione.

Esprimo quindi profondo rammarico per le dichiarazioni recentemente rilasciate dagli esponenti del Governo, in particolare per quanto affermato dal viceministro Grilli riguardo la scuola, ed auspico un deciso ripensamento in merito all’ipotesi di ulteriori tagli.

Di riforma Gelmini ne abbiamo avuta una ed è già abbastanza".-cosi l’On. Anita Di Giuseppe, membro del dipartimento cultura dell’IdV –

"Sentir dire che per ridurre la dimensione della macchina dello Stato bisogna tagliare fondi alla scuola che ha piu’ di un milione di occupati, è tanto miope quanto doloroso; stiamo vivendo un momento in cui bisognerebbe preoccuparsi dei diritti dei lavoratori e trovare soluzioni per la profonda crisi economica ed occupazionale che sta affliggendo l’Italia intera.

Ieri è stata la giornata dei lavoratori, è dalla metà del milleottocento che la si celebra, per superare le barriere geografiche e sociali, per migliorare le condizioni lavorative, per affermare la conquista dei diritti. Il progresso sociale si raggiunge soprattutto attraverso la cultura e un Governo che intende sacrificare la scuola sull’altare dell’economia, condanna il proprio paese alla recessione culturale, realtà ben grave di quella economica". – conclude l’On. Di Giuseppe

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