Di bidelli, di carabinieri e di altre amenità

Di Lalla
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di Vincenzo Brancatisano – «Sarà vero quanto va dicendo il ministro Gelmini nei pochi dibattiti televisivi insolitamente dedicati alla scuola, in merito all’eccessiva quantità di bidelli in circolazione i quali, stando alle sue stime, “sono più dei carabinieri”? Per dirimere un così vitale dubbio basterebbe estraniarsi dalla velocità dei ritmi da talk show e interrogarsi su quanti asili nido, scuole dell’infanzia, elementari, medie e superiori ci siano in un comune e poi
chiedersi quante siano le caserme. Già a occhio ci viene da pensare che sia stata una battuta infelice.

di Vincenzo Brancatisano – «Sarà vero quanto va dicendo il ministro Gelmini nei pochi dibattiti televisivi insolitamente dedicati alla scuola, in merito all’eccessiva quantità di bidelli in circolazione i quali, stando alle sue stime, “sono più dei carabinieri”? Per dirimere un così vitale dubbio basterebbe estraniarsi dalla velocità dei ritmi da talk show e interrogarsi su quanti asili nido, scuole dell’infanzia, elementari, medie e superiori ci siano in un comune e poi
chiedersi quante siano le caserme. Già a occhio ci viene da pensare che sia stata una battuta infelice.

Ma vediamo i numeri che abbiamo verificato presso le sedi ufficiali. Le scuole pubbliche italiane sono, nel censimento del 2009, ben 41.994, mentre le stazioni dei Carabinieri sono 4.623, cui si aggiungono 1.232 tra
Comandi e Tenenze.

Eppure gli slogan prevalgono sempre sui ragionamenti, nessuno chiede conto di dichiarazioni improponibili poiché destituite di fondamento.

Semmai ci si dovrebbe chiedere perché a fronte dell’aumento del numero dei bidelli, ereditati dagli enti locali negli ultimi anni, si sia registrata una diminuzione delle loro mansioni tanto che occorre pagare personale esterno (salvo prevedere una retribuzione aggiuntiva per gli stessi bidelli) affinché svolga il servizio di pre-scuola e collabori alla refezione.

Semmai ci si dovrebbe chiedere come mai nell’anno scolastico 2009-2010 risulti per la prima volta dai registri di classe (e qui diamo una notizia in anteprima) la firma di qualche bidello chiamato a fare l’appello in aula per mancanza di insegnanti. Immaginiamo che il bidello sia poi rimasto in classe a far “lezione”, perché non possiamo pensare che studenti minorenni siano stati lasciati incustoditi all’insaputa dei loro genitori che li sanno invece sicuri in classe..»[…]

Brano tratto dal libro "Una vita da supplente", di Vincenzo Brancatisano

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