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Detrazioni ed agevolazioni 2021 per la frequenza di scuole superiori: ecco gli sconti del Fisco

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Detrazione spese di istruzione per la dichiarazione del redditi 2021: quali possono essere inserite e quali no di quelle sostenute nel 2020?

Nella  dichiarazione dei redditi annuale le famiglie possono portare in detrazione le spese sostenute per la frequenza delle scuole superiori sia statali che paritarie. Dal 2019 il limite di reddito della spesa da portare in detrazione è stato aumentato da 786 a 800 euro. Le famiglie, quindi, potranno vedersi riconoscere una detrazione massima di 152 euro per ogni alunno (il 19% di 800 euro). Vediamo, però, nello specifico, quali possono essere le spese che è possibile portare in detrazione.

Detrazione spese scolastiche

Partiamo con il dire che la detrazione riguarda, in generale, le spese di frequenza non solo delle scuole superiori ma anche della scuola dell’infanzia, e delle scuole del primo ciclo di istruzione, ovvero scuole elementari o medie. Le spese per le quali possono essere ottenute le detrazioni, nello specifico, sono:

  • le tasse di iscrizione di frequenza
  • i contributi obbligatori
  • spese di mensa scolastica
  • spese per i servizi scolastici integrativi ( come, ad esempio pre scuola e post scuola)
  • spese per le gite scolastiche
  • spese per l’assicurazione della scuola
  • qualsiasi altro contributo scolastico dovuto, ad esempio, per corsi di lingua, teatro o misura.
  • le erogazioni liberali finalizzate all’innovazione tecnologica, all’ampliamento dell’offerta formativa, all’edilizia scolastica solo se deliberate dall’istituto stesso.

Le spese, invece, che non possono essere portate in detrazione sono quelle che riguardano le spese di cancelleria, quelle sostenute per l’acquisto dei libri di testo, quelle relative al trasporto scolastico (ma in questo senso è utile ricordare che è possibile fruire di una detrazione, sempre pari al 19% per gli abbonamenti al trasporto pubblico nel limite massimo di 250 euro per contribuente, con un risparmio pari a 47,5 euro l’anno; tale detrazione, quindi, non va inserita nella spese di istruzione ma con un codice a parte).

Nelle detrazioni delle spese  di istruzione non rientra neanche la spesa sostenuta per i contributi volontari per l’ampliamento dell’offerta formativa, in questo caso, infatti, la spesa va inserita come erogazione liberale. A tal proposito un chiarimento dell’Agenzia delle Entrate specifica che: “sono detraibili dall’imposta sul reddito, nella misura del 19%, le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa.

La detrazione spetta a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari ovvero mediante altri sistemi di pagamento”.

Sul contributo volontario, quindi, occorre fare un pò di chiarezza: se lo stesso è deliberato dall’istituto la spesa va inserita nelle spese di istruzione al rigo E8 codice 12, insieme a tutte le altre spese di istruzione. Se, invece, le spese non sono deliberata della scuola vanno inserite nel rigo E8 con codice 31. Bisogna fare molta attenzione al riguardo: quanto inserito con il codice 12, infatti, è nel rispetto del limite massimo di 800 euro l’anno per ogni studente; le erogazioni liberali inserite con il codice 31, invece, non hanno un limite di importo ma è bene ricordare che i due righi non sono compatibili per lo stesso studente ed in ogni caso dovrà essere il contribuente a capire quale dei due righi compilare.

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