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Dichiarazione dei redditi 730, come abbattere tasse da pagare con detrazioni e deduzioni

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Abbattere le tasse da pagare con le dichiarazioni dei redditi è quello che tutti i contribuenti possono fare sfruttando quello che la normativa prevede. Gli strumenti sono due, le detrazioni e le deduzioni, due strumenti simili ma che operano in maniera differente.

Siamo ormai vicini alla data a partire dalla quale sarà possibile presentare le dichiarazioni dei redditi. Si inizia come al solito dal modello 730, quello più utilizzato dai lavoratori dipendenti e dai pensionati.

Poi si passerà al modello Redditi PF, comunemente utilizzato dai lavoratori autonomi ma che spesso viene utilizzato anche da altri contribuenti anche solo per rettificare un 730 erroneo e fuori tempo massimo per correggerlo tramite lo stesso modello fiscale.

In tutti i casi, la dichiarazione dei redditi nasce e viene effettuata per pagare le imposte sui redditi. Parliamo di Irpef e delle sue relative addizionali regionali e comunali.

L’Irpef è l’imposta sul reddito delle persone fisiche, una imposta che si paga sui redditi che un contribuente produce l’anno che precede quello in cui la dichiarazione dei redditi viene presentata. La tassazione Irpef è basata su scaglioni progressivi e più sale il reddito maggiore è l’aliquota Irpef che si versa.

Esistono strumenti che possono andare ad abbassare, non l’aliquota applicata, bensì l’imposta dovuta o la base imponibile su cui l’imposta viene calcolata. Si tratta di detrazioni fiscali e deduzioni fiscali. Due strumenti che possono produrre un discreto risparmio per i contribuenti in materia di Irpef e addizionali all’Irpef da versare, ed in alcuni casi addirittura, produrre un credito fiscale con tanto di rimborso.

Ma di cosa stiamo parlando nello specifico e cosa sono le detrazioni e le deduzioni sono argomenti che vanno approfonditi al meglio per evitare errori o semplicemente, per evitare false illusioni.

Detrazioni e deduzioni, la differenza sta nella fase in cui vengono sfruttate

Senza entrare subito nello specifico delle varie tipologie di detrazioni o deduzioni esistenti, occorre iniziare con dire che si tratta di due strumenti che come finalità hanno lo stesso obbiettivo e cioè abbassare l’Irpef da pagare per i redditi prodotti l’anno precedente.

Quest’anno infatti, con le dichiarazioni dei redditi occorrerà pagare l’Irpef e le addizionali sui redditi prodotti nel 2020. Ma se nel 2020 il contribuente ha sostenuto delle spese che il Testo Unico sulle Imposte sui redditi prevede come oneri detraibili o deducibili, potrà riportarli nelle dichiarazioni reddituali per abbattere l’Irpef dovuta.

Le detrazioni sono di fatto uno sconto fiscale che serve per ridurre l’Irpef da versare o già versata che esce fuori al termine della dichiarazione dei redditi. Le deduzioni invece sono importi che vanno ad abbassare la base imponibile su cui l’Irpef dovuta viene calcolata. Alla fine in entrambi i casi grazie alle detrazioni o alle deduzioni, il contribuente si troverà a pagare meno Irpef di quella che avrebbe dovuto versare in assenza di questi due istituti.

Irpef , come si calcola?

L’Irpef come detto è una imposta che ha una determinata progressività di imposizione. Gli scaglioni di riferimento dell’Irpef sono:

  • Redditi fino a 15.000 euro aliquota 23%;
  • Redditi da 15.001 fino a 28.000 euro aliquota 27%;
  • Redditi da 28.001 fino a 55.000 euro aliquota 38%;
  • Redditi da 55.001 fino a 75.000 euro aliquota 41%
  • Redditi sopra i 75.000 euro aliquota 43%.

Per spiegare meglio la progressività di imposizione fiscale prevista in materia di Irpef si parte dal fatto che un soggetto con redditi imponibili pari a 15.000 euro esatti, verserà di Irpef 3.450 euro. Un soggetto invece con redditi da 20.000 euro verserà in aggiunta ai 3.450 euro di Irpef sui primi 15.000 euro di reddito, anche il 27% dei 5.000 euro in più rispetto ai 15.000, in pratica altri 1.350 euro che portano l’Irpef dovuta dal titolare di redditi pari a 20.000 euro a 4.800 euro. Allo stesso modo, un soggetto che ha redditi pari a 40.000 euro verserà 3.450 euro sui primi 15.000 euro, 3.510 euro sui successivi 13.000 euro (la parte che rientra nel secondo scaglione, superiore a 15.000 euro e fino a 28.000 euro) e 4.560 euro sui successivi 12.000 euro (la parte di reddito che va da 28.001 a 40.000 euro).

Aliquote elevate che producono una imposta elevata per i contribuenti, e in molti casi si tratta di una Irpef già pagata mese per mese in busta paga, cedolino o sulla pensione. Per questo assumono rilevanza le detrazioni o le deduzioni.

Detrazioni e deduzioni, alcuni esempi tipici

Il reddito di cui abbiamo parlato prima naturalmente è il reddito imponibile, quello dato da ciò che un contribuente ha prodotto con il suo lavoro, con la sua pensione, con i redditi dominicali ed agrari di eventuali terreni agricoli di sua proprietà, con le rendite catastali di eventuali immobili di sua proprietà e di tutti gli altri redditi imponibili di cui parla il TUIR.

Il reddito dato  dalla somma di tutti i redditi prodotti è il reddito complessivo, ma non è su questo che si calcola l’imposta. Infatti è il reddito imponibile quello su cui viene calcolata l’imposta con le regole  specificate nel paragrafo precedente. Per arrivare al reddito imponibile infatti entrano in scena le deduzioni, cioè lo strumento che riduce il reddito su cui viene calcolata l’imposta.

La prima deduzione resta quella dell’abitazione principale del contribuente e delle relative pertinenze. Infatti la rendita della casa dove abita il contribuente con la sua famiglia è esente da Irpef, a condizione che sia esente da Imu e quindi che non sia una casa di lusso o di particolare interesse storico e artistico. Poi ci sono gli oneri deducibili, per esempio, l’assegno di mantenimento all’ex coniuge è un onere deducibile alla pari dei contributi previdenziali versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari.

Per esempio, il soggetto con 40.000 euro di reddito prima citato, che avrebbe dovuto pagare o che ha già pagato mese per mese, 11.520 euro di Irpef (tre scaglioni rispettivamente da 3.450, 3.510 e 4.560 euro), se versa 4.000 euro all’ex coniuge come mantenimento, e 1.500 euro di contributi per la propria colf, si vedrà calcolata l’Irpef non sui 40.000 euro di reddito complessivo, bensì su 34.500 euro (40.000 meno  4.000 euro per l’ex moglie e 1.500 per la colf). L’ultima parte di Irpef dovuta, quella del terzo scaglione pari al 38% per la parte di reddito eccedente i 28.000 euro riguarderà 6.500 euro e non 12.000, con una imposta di 2.470 euro e non 4.560 euro. L’Irpef dovuta quindi scenderebbe da 11.520 a 9.430 euro perché il reddito imponibile non è 40.000 euro ma 34.500.

Le detrazioni invece operano sull’Irpef direttamente e non sul reddito complessivo. Le detrazioni sono quella parte di spese sostenute che danno diritto per esempio, al rimborso del 19%. Parliamo di spese sanitarie, spese mediche, spese funebri, spese per l’istruzione dei figli e così via.

Sempre prendendo ad esempio il contribuente con 40.000 euro di complessivo, in questo caso senza oneri deducibili e quindi con reddito imponibile pari al reddito complessivo, l’Irpef dovuta resta quella pari a 11.520 euro. Se questo soggetto ha sostenuto spese sanitarie e mediche (magari il dentista) per 5.000 euro, potrà portare in detrazione il 19% della spesa eccedente la franchigia di 129,11 euro. In pratica il 19% di 4.870,89 euro, cioè 925,47 euro. E si tratta di una somma che va scontata dagli 11.520 euro di Irpef dovuta che scenderebbe quindi a 10.594,53 euro.

Detrazioni con percentuali differenti sono previste per le opere di ristrutturazione, per le spese di riqualificazione energetica, per le spese di recupero del patrimonio edilizio.

Modello 730 e Redditi 2021: come scaricare i modelli, le scadenze prorogate e le differenze

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