Detrazioni alle scuole paritarie: la montagna ha partorito un topolino

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"Dopo tanto parlare di detrazioni per le famiglie della scuola paritaria – afferma il Presidente dell’AgeSC, Roberto Gontero –, il risultato è rappresentato da 76 euro all’anno per famiglia! E inoltre vengono esclusi e perciò discriminati gli studenti delle superiori! Davvero poca cosa, assolutamente ininfluente sulla decisione di scegliere una scuola paritaria e quindi non in grado di permettere ai genitori dei ceti meno abbienti di esercitare il diritto di scelta educativa della scuola!".

"Dopo tanto parlare di detrazioni per le famiglie della scuola paritaria – afferma il Presidente dell’AgeSC, Roberto Gontero –, il risultato è rappresentato da 76 euro all’anno per famiglia! E inoltre vengono esclusi e perciò discriminati gli studenti delle superiori! Davvero poca cosa, assolutamente ininfluente sulla decisione di scegliere una scuola paritaria e quindi non in grado di permettere ai genitori dei ceti meno abbienti di esercitare il diritto di scelta educativa della scuola!".

"Naturalmente il riferimento è al disegno di legge non ufficiale apparso in rete: purtroppo di solito queste anticipazioni sono attendibili, perciò non posso non esprimere la delusione delle nostre famiglie per il risultato finale di tante discussioni, prese di posizione e impegni di molti esponenti politici. E‘ positivo che questa legge riconosca e ribadisca il principio della libertà di scelta educativa dei genitori, e introduca come soluzione lo strumento delle agevolazioni fiscali, ma l’uso delle detrazioni e soprattutto l’esiguità del contributo previsto non fa compiere veri passi in avanti verso quella libertà che caratterizza tutti i Paesi d’Europa, in cui i contributi pubblici coprono come minimo il 50% per arrivare al 90/100% dei costi".

"Inoltre – continua Gontero – già si levano dalle strade e da alcuni media voci che gridano contro queste „ricche“ elargizioni alle scuole „private“: alla delusione perciò si aggiunge la beffa di essere oggetto di attacchi intolleranti e spesso offensivi per un sostegno statale assolutamente insufficiente".

"Certamente il disegno di legge riguarda soprattutto altri interventi, importanti per tutta la scuola: l’autonomia dei singoli istituti e il ruolo dei dirigenti, la soluzione del problema dei precari, la valorizzazione e formazione dei docenti, l’edilizia scolastica, il rapporto scuola-lavoro. Avremo tempo per esaminare più a fondo i vari provvedimenti, anche se appare subito evidente che sarà necessario intervenire rapidamente sulla governance degli istituti perché l’autonomia e il nuovo ruolo dei dirigenti si costruiscano in modo corretto in rapporto a tutti i soggetti della scuola e del territorio; così come bisognerà approfondire i temi della valutazione e del merito".

"Infine è necessaria – termina il Presidente dell’AgeSC – una maggiore attenzione ai percorsi di istruzione e formazione professionale, praticamente ignorati nel disegno di legge: riguardano oggi più di 300mila studenti, sono in crescita e, almeno nei CFP e in alcune Regioni, danno ottimi risultati formativi e lavorativi. Sono perciò una parte del sistema formativo fondamentale per affrontare sia la dispersione scolastica che l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro".

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