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Detrazione spese universitarie 730/2021: Atenei privati con limiti, lo dice il MIUR

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In Gazzetta Ufficiale il decreto del MIUR sulle soglie per le detrazioni per le spese universitarie per la frequenza di Atenei Privati.

Le spese universitarie dei figli sono una voce importante per quanto riguarda le detrazioni da portare nel 730. Milioni le famiglie con figli universitari e con tasse e contributi universitari da pagare e naturalmente da scaricare. Facoltà di detrarre queste spese dalle tasse anche per quelle pagate per iscrizione e frequenza di Atenei privati. Ma ci sono delle limitazioni come le spiega il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca (MIUR) nel decreto ufficiale pubblicato in Gazzetta.

Il decreto del Ministero è chiaro sulle limitazioni

Dal Ministero vengono imposti i limiti per quanto riguarda le spese detraibili per gli atenei privati.

Tutto messo nero su bianco tramite decreto del MIUR che il 22 febbraio scorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. I limiti di cui tratta il decreto del MIUR riguardano naturalmente l’anno di imposta 2020 che sarà oggetto delle prossime dichiarazioni dei redditi.

Il decreto è chiaro per quanto riguarda gli aspetti più discussi relativa questa particolare detrazione, con chiarimenti specifici per le spese sostenute dalle famiglie nel 2020 e relative a dottorato di ricerca, corsi di specializzazione e master. Vengono previsti anche importo differenti in base alla zona geografica di studio e in base alla disciplina di studio.

Il decreto del MIUR bello specifico

Tra gli oneri detraibili che nelle istruzioni del 730 fanno parte del contenitore delle spese universitarie rientrano pure le tasse e i contributi di iscrizione per corsi di laurea e di formazione post laurea tenuti da università private. La detrazione spettante resta sempre quella al 19% della spesa sostenuta.

Come prassi questi limiti relativi alle spese per lo studio universitario sono definiti tramite decreto ad hoc da parte del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca ed è proprio questo decreto che è finito in Gazzetta Ufficiale. Sulle soglie non ci sono variazioni di importo rispetto ai limiti degli ultimi anni. La particolarità è che trovano posto nelle possibili spese da portare in detrazione dai redditi, quelle sostenute nel 2020 per gli atenei privati e relative a frequenza dei corsi di laurea, anche magistrale ed anche a ciclo unico.

Per gli Atenei privati non ci sono cifre limite prestabilite, ma limitazione impostate sulla base di due specifici criteri, ovvero la territorialità dell’Università frequentata e l’area disciplinare del corso di studio.

Nel dettaglio, il decreto ministeriale fissa a 3.700 euro per chi studia medicina il limite massimo in un Ateneo del Nord Italia. Cifra che scende a 2.900 euro al Centro della Penisola e a 1.800 al Sud. Stesso discorso per altre aree di studio, con le discipline scientifiche per esempio che sempre in base alla distinzione territoriale tra Settentrione, Centro e Meridione ha valori pari rispettivamente a 3.500, 2.400 e 1.600 euro. E per le materie umanistiche o sociali le soglie sono pari a 2.800 per il Nord, 2.300 per il centro e 1.500 per il Mezzogiorno.

Per quanto detto fin qui, chi studia in medicina e frequenta Università del Nord della Penisola, ha diritto a cifre più alte e di oltre il doppio rispetto a chi invece studia sociologia in una Regione del Sud Italia.

Le regole prima descritte infine, valgono anche per chi frequenta per esempio, i corsi di dottorato, i corsi di specializzazione, i master universitari di primo livello, quelli di secondo livello e i corsi post laurea.

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